Amici Volanti

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   Apr 25

Oceania Pt.2

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

SAVANA BOSCOSA

Col termine savana si definiscono le distese d’erba, ma in Australia questa parola è usata per descrivere una boscaglia rada e ricca di cespugli. Nella savana boscosa gli alberi (per li più eucalipti) sono abbastanza vicni. La savana boscosa di trova generalmente in zone interessate da precipitazioni medie di circa 500-750 mm all’anno, ma ai tropici è anche reperibile sui territori più umidi e lungo ed i corsi d’acqua.

La savana boscosa tropicale è un habitat importante nell’Australia settentrionale e specie come la neositta dalle ali bianche, il rampichino a coda nera, il fringuello a coda lunga ed il kookaburra ne sono tipiche. Molti uccelli di questa zona sono specie in via di formazione, ad esempio il lorichetto dal collare rosso, il fringuello dal cerchio nero, il falco marrone del nord e la cincia averla.

La zona boscosa subtropicale dell’Australia orientale ha due forme di base: una preminentemente di eucalipti con uccelli tipici come l’ulula ed il kookaburra e l’altra con vegetazione mista cespugliosa con acacie, chiamata brigalow. Quest’ultima non ha specie endemiche, ma è un habitat importantissimo, in quanto fornisce un territorio invernale ricco di insetti per gli uccelli migratori sudorientali, soprattutto piccoli mellifagi. Con regime pluviale più elevato, il brigalow può diventare molto fitto, anche al punto di essere in grado di ospitare alcuni uccelli della foresta pluviale.

Savana boscosa

savana boscosa Australia

PODARGO STRIGOIDE

Nome scientifico: Podargus strigoides

Piccola descrizione: 47 cm. Le varietà differiscono talmente tra loro da poter talvolta essere considerate specie distinte.

Il Podargo strigoide, per quanto comune, è stato studiato solo superficialmente, forse a causa delle sue abitudini notturne; le tre o quattro varietà individuate finora potranno in futuro rivelarsi vere e proprie specie separate.

Nel nord-ovest ci sono due forme piccole: una rosa, l’altra grigio pallido. Nelle foreste pluviali del Queensland sudorientale c’è una forma più scura, il podargo piumato, che alcuni studiosi condiserano già una specie diversa.

I podarghi sono pigri di giorno e si fidano del loro aspetto da “ramo rotto” per non essere scoperti. Se vengono disturbati sul loro posatoio, si immobilizzano tenendo la testa eretta ed un occhio quasi chiuso verso l’intruso.

Di notte il podargo è un provetto cacciatore, simile al kookaburra, e si lancia su qualsiasi insetto, geco o piccolo mammifero che si muove a terra. Il robusto becco viene utilizzato per triturare la preda prima di inghiottirla. Il nido è una piattaforma di dimensioni minime, fatta di ramoscelli, che contiene le due uova bianche lucide.

Podargo strigoide

podargo strigoide

PARDALOTO DALLA TESTA NERA

Nome scientifico: Pardalotus melanophecalus

Piccola descrizione: 8 cm. Il maschio e la femmina si spartiscono il compito della costruzione del nido.

I pardaloti sono picchi floreali aberranti, reperibili solo in Australia. Sono ucelli piccolissimi, ricchi di colori, che si nutrono principalmente degli insetti che infestano gli eucalipti. Vivono nella chiome di questi alberi ed abbondano nella savana boscosa. Il Padaloto punteggianto (Pardalotus melanichepalus) è il più ricco di colori e abita nei boschi più fitti rispetti alle altre specie, estendendosi a volte fino alle foreste a sclerofille.

Il Pardaloto dalla testa nera nidifica in una tana da lui stesso scavata. Il maschio e la femmina si dividono il lavoro, portandovi erbe e pezzetti di corteccia. Vengono deposte quattro uova bianche, covate sia dal maschio che dalla femmina.

Pardaloto dalla testa nera

pardaloto dalla testa nera

NEOSITTA DALLE ALI ARANCIO

Nome scientifico: Neositta chrysoptera

Piccola descrizione: 10 cm. Questo agile uccello può saltellale lungo la parte inferiore di un ramo.

Le cinque o sei forme di neositta australiane stanno attraversando un’interessante fase di sviluppo ed hanno quasi raggiunto lo stato si specie. Ogni forma occupa una zona diversa ma, nel punto in cui s’incontrano due forme, ha ancora luogo l’ibridazione. Le forme meridionali hanno una chiazza arancione sulle ali, visibile in volo; le forme settentrionali hanno chiazze bianche. In genere, sono ucclli propri delle zone boscose e si spostano in piccoli stormi rumorosi comprendenti fino ad una dozzina di individui. Forse l’apetto più affascinante del loro comportamento alimentare è il modo in cui riescono a saltellare capovolti lungo la parte inferiore di uno stelo in cerca di insetti. Gli stormi seguono una rotta elittica o circolare, tornando a riesaminare gli alberi già visti un’ora prima. Questi uccelli hanno costumi riproduttivi di tipo sociale. I membri di uno stormo si uniscono a costruire il nido, sebbene un uccello, forse la femmina feconda, faccia la maggior parte del lavoro. Il nido a forma di coppa è ben mimetizzato e posto sulla biforcazione dei rami e decorato con piccoli pezzi di corteccia.

Generalmente vengono deposte tre uova azzurre o biancastre, maculate. Una femmina effettua la maggior parte della cova, sebbene il compito sia diviso tra tutti e l’uccello che cova sia nutrito dagli altri. Una volta schiuse le uova, un membro del gruppo si occupa dell’alimentazione dei piccoli e gli altri lo aiutano.

Neositta dalle ali arancio

neositta dalle ali arancio

CAPRIMULGO GUFO

Nome scientifico: Aegotheles cristatus

Piccola descrizione: 42 cm. Una curiosa via di mezzo fra i succiacapre ed i podarghi.

Il Caprimulgo gufo occupa nella tassonomia una posizione circa a metà tra i podarghi ed i succiacapre, ma il suo comportamento per quanto riguarda la nidificazione è molto simile a quello dei gufi. Riposa durante il giorno nelle cavità dei rami di eucalipto godendosi spesso il sole sull’ingresso.

Di notte è molto attivo e va a caccia di insetti. L’angolo visivo è tale che riesce probabilmente a vedere al di sopra della testa, senza guardare direttamente in alto. Qunado passa un insetti appetitoso, il caprimuglo si lancia verso l’alto come come un pigliamosche, catturando le vittime in volo. Come molti pigliamosche, il suo grosso becco è circondato da setole.

Esistono due forme cromatiche: la più comune, grigia, vive nella savana boscosa; la seconda, rosa, è tipica delle zone aride rocciose.

La stagione degli amori va da luglio a dicembre. Vengono deposte tre o quattro uova bianche su un cuscinetto di foglie posto sul fondo di un ramo cavo, appena una nidiata è stata svezzata, viene deposto un altro gruppo di uova.

Caprimulgo gufo

caprimulgo gufo

KOOKABURRA

Nome scientifico: Dacelo gigas

Piccola descrizione: 45 cm.

Martin pescatori

La voce del Kookaburra (Dacelo gigas), simile ad una risata, è un elemento immancabile in tutti i films ambientati nella giugla; invenzione assurda del regista, in quanto questo strano uccello è reperibile soltanto in Australia ed è tipico della zona boscosa e non della foresta tropicale.

Gran parte della polarità di questo grosso martin pescatore deriva dalla sua propensione ad uccidere i serpenti. Un ornitologo, dopo aver esaminato tutte le fotografie disponibili che ritraevano dei Kookaburra con serpenti nel becco, riscontrò che si trattava invariabilmente di uccelli addomesticati, con ali tagliate. Ritenne quindi doveroso screditare tutte le storie che accompagnavano quelle fotografie. Tuttavia, per attenuare il suo scetticismo, osservò attentamente un nido e vide il Kookaburra portare in pasto ai suoi piccoli due serpenti velenosi.

Caratteristiche: volatile del genere Dacelo, famiglia degli Alcenidi, ordine dei Coraciformi. Il Kookaburra (Dacelo gigas) o Alcione gigante è un uccello simile al Martin pescatore che predilige i boschi. È un volatore agile ed elegante, dotato di ali molto ampie e molto vorace: divora ingordamente grandi quantità d’insetti, specialmente cavalette, ma non tralascia di dare la caccia a piccoli vertebrati ed a serpenti quando se ne presenta l’occasione. Il Kookaburra è lungo anche mezzo metro, ha dorso bruno, capo verde scuro, coda rosso ruggine e parti ventrali chiare. È socievole ed attira la curiosità per il suo grido che assomiglia ad una lunga e stridula risata: per questo viene anche chiamato “martin ridente”.

Parenti dei Kookaburra

I martin pescatori dell’Australia hanno sviluppato diverse forme del becco, in relazione alle diverse abitudini alimentari. Il Kookaburra, reperibile nella savana boscosa ed il Martin pescatore dei boschi (Halcyon macleayi) hanno becchi ampi e forti e si cibano di insetti, crostacei e piccoli vertebrati. Il Martin pascatore minore (Alcyone pusilla) ha un becco sottile, più adatto alle sue abitudini di pescatore. Si ritiene in genere che gli uccelli che cercano il cibo a terra siano più primitivi e che l’abitudine alla pesca sia un succesivo sfruttamento di un becco “pre-adattato”.

Kookaburra o Alcione gigante

kookaburra o Alcione gigante

Kookaburra o Alcione gigante

kookaburra o Alcione gigante

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

BRIGALOW E PRATERIE

Alla savana boscosa tropicale si sostituisce lentamente la foresta ed i due habitat differiscono soltanto per la densità degli alberi. Generalmente possono essere considerati come un’entità singola. Per quanto riguarda gli uccelli, le due zon eformano una vasta distesa d’erba che si estende attraverso la parte settentrionale dell’Australia, ricca di specie endemiche. Sebbene gli eucalipti siano dominanti, molte altre specie vegetali, alcune della quali decidue, sono importanit per l’ecologia degli uccelli. Tra esse la principale è il baobab, importante punto di nidifcazione per tutti i rapaci, e per altri uccelli; altrettanto importante è la Bauhinea, un piccolo albero ricco sia di insetti che di nettare. Una coppia di lalagi alibianche vicino a Derby, nell’Australia occidentale, è stata osservata mentre nutriva i suoi piccoli soltanto di insetti catturati su uno di questi alberi. Molte specie di melifagi, come il mangiiatore di miele striato e quello dalla gola rossa, sono endemiche. Molti altri uccelli, come la lalage, i chiacchierini e le rondini di bosco suggono regolarmente il nettare dalle bauinee.

Sebbene stormi spettacolari di fringuelli siano caratteristici della savana erbosa, alcune specie, soprattutto il fringuello di Gould e quello mascherato, vivono nella savana boscosa tropicale. Uccelli granivori, come colombe, quaglie e pappagalli, si riuniscono in stormi di milioni di individui vicino a fonti d’acqua, durante la stagione secca. In quest’epoca, anche gli uccelli predatori si raggruppano ed un osservatore paziente può osservare almeno cinque specie diverse di falchi.

Prateria

Prateria Australia

MELLIFAGO DORATO

Nome scientifico: Melithreptus laetior

Piccola descrizione: 15 cm. Una reciproca operazione di pulizia libera il piumaggio del nettare che vi aderisce.

Il Mellifago dorato appartiene ad un gruppo di mellifaghi caratterizzati da testa nera, sottogola bianco e da una escrescenza carnosa sull’occhio; anche molte caratteristiche di comportamento sono comuni. Quello che distingue i membri del gruppo sono probabilmente le loro necessità ecologiche, dal momento che alcuni coprono la stessa area di distribuzione. Nel punto in cui si sovrappongono le zone del Mellifago dorato e del Mellifago golabianca (Melithreptus albogularis) gli uccelli occupano nicchie diverse: il primo preferisce le boscaglie aperte, mentre il secondo la foresta che fiancheggia i fiumi.

Il Mellifago dorato, uno degli uccelli più socievoli dell’Australia, si muove in piccoli stormi composti da sette-otto individui. Ha un’attività sociale alquanto insolita, che a prima vista potrebbe sembrare una specie di reciproco spulciarsi, mentre in realtà è un leccarsi reciproco. Un uccello sta in posizione eretta su un ramo, mentre i suoi simili gli passano sopra con becchi leggermente aperti: con le loro lingue setolose passano velocemente tra le penne rimuovendone forse il nettare od il polline rimasto sul piumaggio. Tuttavia anche il Mellifago fasciato (Plectorhyncha lanceolata), una specie per la quale il nettare non ha importanza, si comporta in modo analogo.

Mellifago dorato

mellifago dorato

ULULA

Nome scientifico: Ninox connivens

Piccola descrizione: 35 cm. È la responsabile di un caratteristico richiamo simile all’urlo di terrore di una donna.

Il richiamo normale dell’Ulula, simile ad un abbaiare di tono abbastanza basso, viene emesso da entrambi i sessi. Molto più terrificante è invece il suo grido d’allarme, in tutto simile all’urlo di una donna terrorizzata, che per anni era stato atribuito alla grande ulula.

Ha dimensioni intermedie tra l’Ulula australiana (Ninox boobook) e la Grande ulula (Ninox strenua). Esercita la sua attività predatoria a danno di uccelli (in particolare podarghi), coleotteri, mammiferi abbastanza grossi, come opossum e ratti. Come l’Ulula australiana, diventa particolarmente attiva appena cala la notte, catturando però le sue prede anche anche alla luce del giorno. Non è limitata alla zona boscosa, ma è reperibile anche nelle foreste, particolarmente lungo i corsi dei fiumi.

Gli accoppiamenti hanno luogo tra agosto ed ottobre. Il luogo scelto per il nido è ampio: una grossa cavità in un albero, rivestita si scheggie di legno. Vengono deposte due o tre uova bianche ad intervalli di due o tre giorni. La cova ha inizio con il primo uovo e dura 37 giorni per ogni uovo.

Ulula australiana

ulula australiana

LALAGE ALIBIANCHE

Nome scientifico: Lalage sueurii

Piccola descrizione: 17 cm. Le popolazioni nordiche portano sempre una traccia della loro livrea invernale.

Nel sud, il Lalage alibianche è un migratore in senso stretto, che arriva per riprodursi in settembre od ottobre e riparte im marzo. Nel nord, invece, è sedentario. La migrazione di questi uccelli si svolge forse in modo che stormi di uccelli provenienti dal sud sorvolano le popolazioni sedentarie, passando a nord. In aprile avviene la muta ed il maschio assume gli stessi colori scialbi della femmina, pur mantenendo le penne alari e caudali del suo colore. Tra giugno ed agosto, il maschio si riveste di una livrea nuova di penne nere e bianche. La femmina muta soltanto una volta all’anno.

I lalagi si cibano di insetti, ma durante il periodo invernale, nell’Australia settentrionale, si cibano anche di nettare e la loro fronte appare spesso macchiata di chiazze arancioni o gialle di polline.

Al nord, il periodo riproduttivo va da agosto ad aprile, mentre la popolazione migratoria del sud si riproduce tra la fine di settembre e febbraio. Il nido, una piccola coppa posta su una biforcazione dei rami, è costruito con erbe e ragnatele.

Lalage alibianche

lalage alibianche

MARTIN PESCATORE DAL DORSO ROSSO

Nome scientifico: Halcyon pyrrhopygia

Piccola descrizione: 22 cm. Un’angolatura della galleria che conduce al nido protegge i piccoli dall’assalto dei predatori.

Per tutta l’estate, il Martin pescatore dal dorso rosso vive nella savana boscosa secca ed in inverno si sposta verso zone più umide e nelle aree disboscate della foresta pluviale. Il suo cibo consiste in lucertole, scinchi, cavalette, ragni e millepiedi. Emette grida lamentose che si ripercuotono per centiania di metri e costituiscono uno dei richiami più caratteristici delle regioni interne. Il nido è un tunnel scavato in un banco di terra od in un termitaio. Questa galleria, che si spiega ad angolo verso l’alto, presenta due solchi nel pavimento fatti dalle dita dell’uccello, e termina in una camera nuziale nascosta sotto il livello del passaggio principale, in modo da non essere visibile dall’esterno.

Maschio e femmina scavano il nido infilando il becco nella strada ed emetendo al tempo stesso un suono particolare, tipico dei martin pescatori del genere Halcyon.

Martin pescatore dal dorso rosso

martin pescatore dal dorso rosso

CUCULO BRONZEO

Nome scientifico: Chalcites lucidus lucidus

Piccola descrizione: 15 cm. UCCELLO PARASSITA.

Uno degli esemplari più interessanti di migrazione stagionale nella Regione Australasiana è fornito da due cuculi strettamente imparentati: il Chalcites lucidus plagosus ed il Chalcites lucidus lucidus.

Il primo vive nell’Australia orientale, sudorientale e sudoccidentale ed in Tasmania. Si distingue per la marcata colorazione bronzea del collo e del sottocollo, frequenta le foreste ed i boschi, dove è molto comune e ben accettato dai contadini perché esercita un’utile azione predatoria sui bruchi dannosi. Non costruisce alcun nido e depone le uova nei nidi di altri uccelli.

Il Chalcites lucidus lucidus della Nuova Zelanda ha abitudini simili, e si ciba di un’ampia gamma di insetti e bruchi, deponendo le uova nel nido di piccoli uccelli insettivori. Questa specie è anche distribuita nelle foreste costiere orientali dove probabilmente è reperibile solo durante il passo. Provenendo dal nord a metà agosto, i cuculi bronzei raggiungono i loro territori di accoppiamento in ottobre e nidificano (per molto modo di dire) immediatamente. L’estate viene trascorsa all’interno della loro area di distribuzione estiva, e gli uccelli ripartono alla fine di marzo, per svernare nelle isole a nord dell’Australia. Le due sottospecie utilizzano i venti prevalenti nelle loro migrazioni annue, ma non esistono incroci: ogni sottospecie si mantiene strettamente legata alla sua particolare zona invernale.

Cuculo bronzeo

cuculo bronzeo

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

SAVANA ERBOSA SECCA

La savana boscosa secca è una pianura uniformemente coperta d’erba, con alberi e cespugli bassi. In molte regioni dell’Australia, le tecniche agricole hanno trasformato habitat differenti in una sorta di savana erbosa ed alcune delle specie specie residenti nelle zone erbose naturali hanno invaso queste nicchie di recente formazione. I cacatua, le quaglie e gli astori dal dorso nero hanno incrementato considerevolmente la loro popolazione e continuano tuttora ad aumentare. Anche le pispole, le allodole e le colombe crestate, così come gli scriccioli, sono attualmente molto più numerose di quanto non fossero un secolo fa. Nelle distese d’erba naturali le popolazioni più dense sono reperibili vicino ai corsi d’acqua fiancheggiati da eucalipti. Anche durante i lunghi periodi di siccità, gli alberi forniscono un punto d’incontro per miriadi di pappagalli, colombe ed altri uccelli granivori.

Forse lo spettacolo più eccezionale per gli ornitologi è quello offerto dagli stormi di fringuelli che volano in formazione compatta da e verso i territori di alimentazione. I fringuelli dal petto marrone e giallo in particolare vi si trovano a milioni in determinati periodi.

Molti degli uccelli delle praterie sono influenzati dal variare delle condizioni climatiche a seconda delle stagioni: sono presenti in gran numero nei punti ove il clima è favorevole e vengono decimati a milioni in caso di siccità.

Savana erbosa secca

savana erbosa Australia

CACATUA OLANDESE

Nome scientifico: Nymphicus hollandicus

Piccola descrizione: 30 cm. Costantemente in movimento alla ricerca di nuovi territori ove il cibo sia abbondante.

Il cacatua olandese è di gran lunga il menbro più piccolo della sottofamiglia dei Cacatuini con una lunghezza media di 30 cm, quasi tutti di coda. La specie è caratterrizzata da una lunga cresta e da richiami assai gradevoli. I Cacatua olandesi vivono in tutta la zona interna australiana, fino alla costa occidentale. Utilizzano quasi tutti i tipi di territorio aperto, ma è raro che si allontanino molto dall’acqua e sono quindi reperibili in gran numero vicino alle sorgenti o agli specchi d’acqua. A parte alcuni uccelli fuggiti dalle gabbie, la specie non non è stata mai osservata in Tasmania.

Allo stato selvaggio sono spesso osservabili in gruppi oppure in stormi molto vasti, costantemente in movimento alla ricerca di cibo. I semi delle piante erbacee formano la base della loro dieta, ma vengono anche ingeriti i semi degli alberi di acacia, cereali, frutta e bacche. Il volo è rapido e diretto con battiti d’ala forti e regolari, solitamente accompagnato dal canto, lungo e gorgheggiante. Spesso vari cacatua nidificano insieme, formando una colonia avente come base un vecchio albero, ricco di cavità sia nel tronco che nei rami in cui sia possibile nidificare. Il nido in pratica non viene costruito e le uova vengono deposte semplicemente sul fondo umido della cavità. Ogni coppia depone da 4 a 7 uova, covate per 22 giorni sia dal maschio che dalla femmina. I piccoli sono nutriti dai genitori nel nido per circa 5 settimane, e poi ancora fino allo svezzamento completo.

Cacatua olandese

Cacatua olandese

PAPPAGALLINO ONDULATO

Nome scientifico: Melopsittacus undulatus

Piccola descrizione: 17 cm. Si posano in stormi sui rami degli alberi che costeggiano i fiumi simili ad un’insolita fioritura.

Sebbene questi pappagalli, addomesticati, siano tra i più comuni uccelli in gabbia, in alcune zone dell’Australia è reato tenerli in cattività. Il Pappagallino ondulato ama la libertà dei cieli e, dopo le piogge, vasti stormi di questi uccelli si riuniscono in prossimità dell’acqua, coprendo completamente gli alberi come un’improvvisa fioritura.

Presto gli stormi si dividono in coppie, che ispezionano attivamente i tronchi degli alberi, in cerca di cavità. Ideali sono le piccole cavità con il pavimento di polvere di legno ed un’apertura abbastanza grande da consentire l’accesso. Comodamente sistemate, le coppie passano molta parte del loro tempo spulciandosi a vicenda. Dopo aver deposto le uova, la femmina cova e viene nutrita nel nido dal compagno.

Un mese circa dopo la nascita, il gruppetto di famiglia raggiunge lo stormo, pronto a partire in cerca di nuove fonti di acqua. Nelle regioni aride dell’interno, la necessità di acqua è enorme e gli uccelli giungono persino a posarsi sulle mani a coppa dell’uomo, per poter bere. Infatti solo se gli stormi trovano l’acqua riescono a sopravvivere; in caso contrario, migliaia di uccelli sono destinati a morire.

Un’ulteriore grave minaccia è rappresentata dai predatori: falchi ed astori in particolare roteano nell’aria pronti a lanciarsi sullo stormo in preda al panico. Nonostate ciò, la resistenza della specie e la rapidità con la quale sfrutta le condizioni favorevoli è tale che, allo stato libero, la popolazione resta costate.

Pappagallino ondulato

pappagallino ondulato

AQUILA DALLA CODA LUNGA

Nome scientifico: Aquila audax

Piccola descrizione: 1 m. Protagonista di numerossisime leggende popolari.

Le leggende che si narrano su quest’aquila sono veramente incredibili: quasi tutte in fatti non sono che fantasia popolari intessute intorno alle imprese dell’aquila reale, che, per qunato più grande e pesante, non riuscirebbe comunque a sollevare un torello! L’apertura alare media dell’aquila dalla coda lunga è di 1 m e 80 cm, ed il peso va da 3 a 5 kg. La sua forza è straordinaria: può sollevare e trasportare un piccolo canguro del peso di 7 kg.

L’aquila dalla coda lunga costruisce il suo nido di ramoscelli su un albero, spesso in posizione alta, da cui sia facile dominare il paesaggio. Di solito depone due uova, ma soltanto un piccolo sopravvive. Questo mantiene il suo piumaggio marrone dorato per un periodo da quattro a sette anni, in contrasto con il piumaggio nero dell’uccello adulto.

Aquila dalla coda lunga

aquila dalla coda lunga

COLOMBA CRESTATA AD ALI BRONZATE

Nome scientifico: Ocyphaps lophotes

Piccola descrizione: 30 cm. Uno dei pochi uccelli che hanno tratto beneficio dall’intervento umano.

Con penne iridescenti e cresta eretta, questa colomba è uno dei residenti più vistosi della savana. Stranamente, si tratta di un uccello che sembra proliferare con la stessa velocità con cui altre specie stanno scomparendo, probabilmente grazie alla creazione di savane artificiali sotto forma di campi di grano.

La colomba crestata è dotata di grande abilità nel volo. Pochi battiti d’ala al decollo, e poi via, in un volo planato velocissimo. Quando sembra che sia solo la forza di volontà a tenerla sospesa, altri battiti d’ala la spingono di nuovo avanti ed in questo modo è in grado di battere in velocità molti altri uccelli.

Come altre colombe dalle ali bronzate, la colomba crestata ha una parata nuziale spettacolare, grazie alle sue penne alari iridescenti.

Colomba crestata ad ali bronzate

colomba crestata ad ali bronzate

MIRAFRA DI GIAVA

Nome scientifico: Mirafra javanica

Piccola descrizione: 15 cm. Il colore del piumaggio varia in relazione al colore del terreno.

La Mirafra di Giava assomiglia ad una piccola allodola. Nel nord dell’Australia, l’accoppiamento avviene durante ed immediatamente dopo la stagione delle poigge. All’inizio delle piogge, le mirafre definiscono i loro territori ed i maschi vi volano sopra, emettendo il loro canto metallico. Questi uccelli terricoli mostrano una notevole variabilità nel colore del piumaggio. Quelli che vivono in zone a suolo rosso hanno un piumaggio rossastro, quelli che vivono su suoli neri sono scuri, e così via, per tutta l’area di distribuzione.

Il nido, costruito sul terreno aperto o sotto un ciuffo d’erba, è una coppa dotata spesso di un poco consistente cappuccio e di un ingresso laterale.

Mirafra di Giava

mirafra di Giava

EMÙ

Nome scientifico: Dromaius novaehollandiae

Piccola descrizione: 180 cm (in altezza). Secondo per dimensioni solo allo struzzo.

L’Emù, il più grosso uccello australiano, è inferiore come dimensioni solo allo struzzo. È comune in molti habitat, ma è probabilmente più abbondante nella savana erbosa. Essendo stato oggetto di spietate persecuzioni in molte parti dell’Australia, è raro vederlo nei pressi degli insediamenti umani. Ciononostante, l’Emù è estremamente curioso e può avvicinarsi ad un osservatore attirato semplicemente dallo sventolio di un fazzoletto. È accaduto che persone, tranquillamente sedute nella savana, siano state circondate da un gruppo di Emù, che emettevano i loro tipici brontolii.

I maschi sono più piccoli delle femmine, ed i ruoli dei sessi sono per lo più capovolti. Le femmine iniziano il corteggiamenteo, segnalato da forti richiami e da rigonfiamenti del collo. Il compito di covare le uova (da sei a dodici) spetta al maschio, che si adossa anche la responsabilità di accudire e nutrire i piccoli.

Emù

emù

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

DESERTO ERBOSO

Vaste zone nell’interno australiano sono coperte di erbe adattatesi a sopravvivere a lunghi periodi di siccità ed a sfruttare brevi acquazzoni e temporali. I deserti sabbiosi hanno strutturalmente la forma di vasti crinali paralleli, in genere a distanza di meno di 2 km l’uno dall’altro. Le dune sono ricoperte di erbe: canne in cima alla duna ed erbe a cuscinetto spinoso del genere Spinifex sulle pendici. Tra le dune crescono vari tipi di cespugli.

Un esempio interessante di come gli uccelli sfruttino questo ambiente apparentemente inospitale è fornito dagli scriccioli delle praterie: due specie facilmente identificabili in base al modo in cui utilizzano l’ambiente. Lo scricciolo dal becco grosso vive nelle pianure tra le dune sabbiose, mentre lo scricciolo scuro, con un becco molto più sottile, è limitato alle pendici. In una zona ristretta, il rarissimo scricciolo Eyre vive tra le canne sulla cima delle dune. Lo Spinifex non è circostritto ai deserti sabbiosi, ma riveste anche le zone sassose ricche di minerali di ferro. Molti uccelli si sono adattati a vivere in questi deserti: tra questi annoveriamo lo scricciolo-emù dalla testa rossa, lo scricciolo delle praterie striato e l’uccello dello spinifex. Il parrocchetto notturno è un uccello affascinate, oggi estremamente raro e forse anche estinto. Tuttavia, le zone erbose sono vaste e più di una specie ritenuta estinta è stata in seguito riscoperta.

Deserto di sabbia rossa

deserto di sabbia rossa Australia

SCRICCIOLO DELLE PRATERIE STRIATO

Nome scientifico: Amytornis striatus

Piccola descrizione: 17 cm. La specie più diffusa di una famiglia esclusiva del deserto.

I vari scriccioli delle praterie vivono in alcune delle zone più inospitali dell’Australia. A causa della loro timidezza l’Amytornis barbutus (Scricciolo verde) è stato descritto solo nel 1968, l’Amytornis goyderi è stato visto solo due volte e l’Amytornis husei (Scricciolo nero) è stato considerato una specie perduta fino a poco tempo fa, quando è stato nuovamente riscoperto, e l’Amytornis woodwardii (Scricciolo dalla gola bianca) è una delle due o tre specie australiane di cui si debbano scoprire ancora i nidi.

Lo Scricciolo delle praterie striato è uno dei più diffusi anche se pare che stia scomparendo in alcune zone della sua area di distribuzione.

È un uccello poco vistoso che vive in mezzo allo Spinifex tradito solo dal suo squittio appena percetibile e dal suo canto musicale. Il nido a cupola è costruito in un ciuffo di Spinifex, rivestito di lanugine vegetale. La riproduzione dipende dalle precipitazioni e può avvenire in qualsiasi momento dell’anno, quando le condizioni siano favorevoli. Le uova sono solitamente tre.

Scricciolo delle praterie striato

scricciolo delle praterie striato

PARROCCHETTO NOTTURNO

Nome scientifico: Geopsittacus occidentalis

Piccola descrizione: 27 cm. Recenti rapporti danno qualche speranza circa la sua salvezza.

Il Parrocchetto notturno, catturato per l’ultima volta nel 1912, è divenuto una leggenda per gli ornitologi australiani.

Tuttavia, due recenti osservazioni di discreta credibilità suggeriscono che è prematuro dichiarare estinto l’uccello. Certamente, è difficile pensare che una specie come questa, che vive in gran parte dei territori meno noti dell’Australia, si sia estinta o sia in via di estinzione. Nelle aree desertiche vi sono specchi d’acqua sconosciuti, ai quali può abbeverarsi il parocchetto notturno. Forse la sua ecologia è tale da non aver bisogno di acqua se non ni giorni più caldi. Il fatto che si tratti di un uccello notturno indica poi un buon grado di adattamento all’ambiente arido. Durente i giorni estivi, probabilmente i parrocchetti riposano nel profondo della vegetazione a Spinifex. Si tratta infine di uccelli terrestri, in grado di volare bene, anche se, in caso di pericolo, preferiscono correre.

Parrocchetto notturno (quello dietro)

parrocchetto notturno

SCRICCIOLO-EMÚ DALLA TESTA ROSSA

Nome scientifico: Stripiturus ruficeps

Piccola descrizione: 12 cm. Del tutto differente dall’uccello da cui prende il nome.

Gli Scriccioli-emù sono gli uccelli australiani più leggeri, ma, calcolando la lunga coda, sono più lunghi di altre specie piccole, come lo Smicrornis e l’Uccello del vischio (Dicaeum hirundindinaceum). Le penne caudali sono tenute in posizione eretta. La struttura filamentosa delle penne, alquanto simile a quella dell’Emù, giustifica il nome, sebbene niente sia più diverso da un emù di questo scricciolo.

Gli ornitologi non sono d’accordo circa il numero di specie di Scriccioli-emù: due secondo alcuni e tre secondo altri. Tutte e tre le forme sono diverse e diversi gli habitat.

Lo Scricciolo-emù dalla testa rossa vive nelle zone desertiche particolarmente sulle dune sabbiose ed è uno degli uccelli che sfuggono maggiormente all’osservazione. Il nido è a forma di cupola, collocata in un ciuffo di Spinifex. Di solito vengono deposte due uova. La nidificazione avviene in qualsiasi momento dell’anno, a seconda delle piogge.

Scricciolo-emù dalla testa rossa

scricciolo emù dalla testa rossa

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

DESERTO SASSOSO

Nessun habitat della Terra ha un aspetto tanto desolato quanto i deserti sassosi eppure essi ospitano tanti uccelli, tra cui l’Ashbyia lovensis, una specie endemica. Altri uccelli quivi reperibili hanno una distribuzione più vasta, ma con una netta preferenza per i territori sassosi, ovunque si trovino. Probabilmente il più famoso di questi deserti è il Deserto sassoso di Sturt, ora Parco Nazionale, ma deserti di questo tipo più o meno importanti, si estendono dal centro dell’Australia occidentale, attraverso l’Australia settentrionale, fino al Queensland occidentale ed al Nuovo Galles del sud, nella sua parte nordorientale.

Sebbene i deserti sassosi abbaino un aspetto desolato, sostengono una popolazione abbondantissima di insetti e lucertole. In estate, le temperature toccano punte estreme, ed ogni traccia di ombra viene sfruttata, mentre le attività faticose sono tenute al minimo. In inverno invece la temperatura notturna scende facilmente sotto lo zero.

Al sopraggiungere delle piogge anche questi deserti fioriscono: le erbe ed i fiori crescono praticamente dalla mattina alla sera e gli uccelli si riproducono, anche se è il momento più freddo dell’anno. Stormi di uccelli di passo come l’Ashbyia tricolor, il corrione australiano, le pispole e le pratincole rimangono, basando la loro sopravvivenza su adattamenti sempre più complessi per limitare la dispersione idrica.

ASBIA

Nome scientifico: Ashbyia lovensis

Piccola descrizione: 12 cm. Passa tutta la sua vita negli inospitali deserti sassosi australiani.

Questo uccello appartiene ad una famiglia di cinque specie che comprende alcuni tra gli uccelli più belli e ricchi di colori. L’Ashbyia lovensis è il più strano di tutti, e vive nei deseri sassosi dell’Australia centrale. Secondo alcuni ricercatori è provato che questi uccelli passano tutta la vita all’interno di una piccola zona, incuranti dei rigori climatici della stagione. Alcuni si spostano all’interno della loro limitatissima area di distribuzione, mentre altri come l’Epthianura aurifrons e l’Epthianura tricolor, sono decisamente nomadi.

La dieta consiste in insetti e semi raccolti sul terreno durante la corsa. Sono dotati di lingua setolosa ed alcune specie, soprattutto la tricolor, si nutrono di nettare, quindi presumibilmente anche la lovensis usufruisce dei fiori nelle rare occasioni in cui sono disponibili.

Nelle giornate calde si ripara in qualsiasi punto ombroso disponibile, anche nelle tane delle lucertole, e, anche se disturbato, è assai riluttante a spostarsi. Se è costretto a volare, vola in modo simile all’allodola, salendo molto in alto e poi “buttandosi” a terra.

L’accoppiamento può avvenire in qualsiasi mometo, purché vi siano le condizioni adatte. Nelle stagioni favorevoli vengono deposte più uova che negli anni o periodi di magra. Il nido, fatto di erbe e foglie secche, è posto a terra, in genere in un piccola depressione. Qualsiasi azione di disturbo da parte di un potenziale predatore provoca immediatamente una finzione, sul genere “ala spezzata”!

Asbia

asbia

CORRIONE AUSTRALIANO

Nome scientifico: Peltohyas australis

Piccola descrizione: 20 cm. Quando il genitore deve allontanarsi nasconde le uova ed i piccoli coprendoli di terra.

Conosciuto anche come piviere del deserto, il Corrione australiano ha una colorazione perfetta per un uccello del deserto e delle regioni aride. Grigio scuro, marrone e dorato nella parte superiore, con picchiettature bianche ed arancioni ed una fascia nera a forma di Y attraverso il petto, il suo colore si fonde perfettamente con la terra e la roccia nuda del suo habitat.

In coppie od in piccoli stormi di qualche dozzina di individui, i corrioni australiani si distribuiscono nelle regioni aride e semiaride della parte interna dell’Australia. Frequentano le pianure aperte e le rive dei laghi e dei corsi d’acqua e, come molte specie desertiche, sono sempre in movimento in cerca di nuovi territori alimentari in un ambiente rigido e relativamente poco produttivo. La sua fonte principale di cibo sono i semi e gli insetti, entrambi estremamente sensibili agli sbalzi climatici ed ugualmente suscettibili di carenze improvvise.

Il richiamo del corrione australiano è un acuto QUICK metallico, un suono ben distinto che si ripercuote per tutto il territorio aperto. Quando si riposa o mangia tranquillamente, l’uccello emette un richiamo basso, usato probabilmente per mantenere il contatto all’interno del gruppo.

Da aprile ad ottobre gli uccelli si accoppiano, deponendo le uova in depressioni sul terreno, senza materiale di rivestimento. Ogni volta che il genitore lascia il nido, le uova vengono accuratamente coperte con terra e polvere per proteggerle dai predatori e dal surriscaldamento provocato dalla luce del sole.

Corrione australiano

corrione australiano