Amici Volanti

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   Gen 28

Oceania Pt.1

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

LE FORESTE PLUVIALI DEL NORD

Le montagne e la costa orientale dell’Australia, le discese costiere medio-occedentali della Tasmania ed alcune “sacche” isolate sparse qua e là nell’Australia settentrionale sono coperte di una folta e lussureggiante foresta pluviale tropicale. Queste foreste sono caratterizzate da volta continua e sono spesso formate da diversi strati, tra cui un ricco sottobosco con felci e piante perenni comunemente detto “big scrub”, cioé grande brughiera.

Si conoscono tre tipi distinti di foresta. La vera foresta pluviale tropicale, uno degli habitat più importanti dell’Australia per quanto riguarda gli uccelli, ha una flora ricca, con molte specie predominanti, tranne nelle zone paludose, dove prevalgono nettamente le palme. Molti alberi sono ornate da liane, muschi, orchidee ed offrono cibo in abbondanza agli uccelli frugivori e granivori. La foresta pluviale temperata differisce in quanto possiede un minor numero di specie arboree con tendenza ad essere dominata da una sola specie, ed è meno ricca di epifite. Il terzo tipo di foresta, la foresta monsonica, è una foresta pluviale impoverita, che ha di solito uno strato basso di alberi, misti ad eucalipti, ed una ricca boscaglia. Le sacche di foresta monsonica si estendono nelle foreste do sclerofille, e fiancheggiano molti fiumi a nord. Le specie endemiche sono poche, ma vi si trovano uccelli tipici della foresta pluviale reperibili in habitat analoghi in ogni parte del mondo.

Foresta pluviale del nord

foresta pluviale Australia

CASUARIO

Nome scientifico: Casuarius casuarius

Piccola descrizione: 150 cm. Un elmo protettivo o un’attrativa di tipo sessuale?

Reperibile nelle isole Aru, Ceram, in Nuova Guinea ed in gran parte del Queensland nordorietale, questo grosso uccello terricolo è uno dei più timidi ed accorti uccelli di foresta. Sempre “sul chi va là”, il Casuario vive nelle zone più fittamente ricoperte della foresta pluviale tropicale, rimanendo nascosto per buona parte del giorno ed uscendo soltanto al mattino presto ed alla sera tardi per procurarsi frutti e semi. La grossa cresta ossea che gli adorna la fronte ha ancora significato oscuro: come molti ornamenti di questo tipo, potrebbe essere utile nel riconoscimento specifico e nel comportamento riproduttivo, ma potrebbe anche funzionare semplicemente da scudo protettivo quando l’uccello si apre un varco tra la vegetazione. A differenza di molti altri ucclli della foresta, il Casuario è un nuotatore provetto ed il pesce costituisce una parte importante della sua dieta.

Tra luglio e settembre, i Casuari si accoppiano; ogni coppia costruisce una grossa piattaforma di rami e foglie, di solito nel sottobosco ai piedi di un albero. Le uova (da tre a cinque) sono di un color verde pallido e hanno un guscio granulare molto caratteristico.

Casuario

casuario

“Parentesi botanica”

Lillà

Nome scientifico: Syringa vulgaris

Classe: Magnoliopsida
Ordine: Scrophulariales
Famiglia: Oleaceae
Genere: Syringa

Syringa è un genere della famiglia delle Oleacee, originario dell’Europa e Asia del Nord, Estremo oriente, Persia.

Comprende una trentina di specie con forma di arbusti alte fino a 6 m, alcune specie come la Syringa persica, la Syringa chinensis, la Syringa dubia e la Syringa villosaa, hanno un modesto interesse come piante decorative; mentre la Syringa vulgaris arbusto forte e rustico, ormai diffuso e spontaneamente naturalizzato nel bacino del mediterraneo, viene coltivato diffusamente come pianta ornamentale con i numerosi ibridi e cultivar a fiore semplice o doppio; ha robusti rami ascendenti, che portano larghe foglie cuoriformi, fiori piccoli e profumatissimi, colorati di bianco puro, viola o lilla, riuniti in pannocchie piramidali, che fioriscono in aprile-maggio.
Il genere è indigeno dell’Europa ed Asia settentrionale, Estremo oriente, Persia. in italia si trova soprattutto nei giardini, il lillà a fiori bianchi o violetto.

Iris o Giaggiolo

Nome scientifico: Iris germanica

Classe: Liliopsida
Ordine: Liliales
Famiglia: Iridaceae
Genere: Iris

Iris è un genere di piante della famiglia delle Iridaceae, che comprende oltre 300 specie, molte delle quali comunemente note come giaggioli.
Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno.
Il genere è caratterizzato da un fiore attinomorfo (a simmetria raggiata) con petali saldati alla base in un breve tubo. I petali esterni sono ripiegati verso il basso, e sono dotati di una fascia di papille chiare; i petali interni sono ripiegati verso l’alto. Lo stilo è diviso in 3 porzioni coprenti gli stami.
Comprende specie erbacee e perenni per lo più rizomatose.
Può essere di molti colori: tipo viola, blu, bianco o rosa.
L’iris pallida è una robusta pianta perenne di fioritura del genere Iris, famiglia delle Iridaceae. È originario della costa dalmata, ma ampiamente naturalizzato altrove. È un membro dell’iris sottogenere, il che significa che è un’iride barbuta e cresce da un rizoma.

SERICULO DALLA TESTA GIALLA

Nome scientifico: Sericulus chrysocephalus

Piccola descrizione: 26 cm. La sua arena per le parate di corteggiamento è variopinta e ricca di mille ornamenti.

Il Sericulo dalla tsta gialla è un “costruttore di viali”: fa parte, cioé, di un gruppo di uccelli il cui riruale di corteggiamento si svolge in una specie di palcoscenico accuratamente costruito e spesso abbondantemente decorato. All’inizio della stagione degli amori, il maschio libera uno spazio sul pavimento della foresta e getta le basi di una piattafroma bassa di rametti, di 30-35 cm di lato. Vengono piantati, in questo strato, anche rametti verticali, lunghi 25 cm circa, per formare due pareti con un piccolo “viale”. L’uccello raccoglie poi una quantità di piccoli oggetti (gusci di lumaca, foglie, bacche ed anche pezzettini di carta), generalmente di colore giallo o verde, con i quali adorna il suo viale (lo Ptilonorico violaceo, Ptilorhynchus violaceus, che è di colore nero-azzurro, decora il suo territorio con materiale azzurro). Questo può essere dipinto con un misto di saliva e polpa vegetale applicato con pennellate di materiale vegetale macerato. Il maschio poi vi saltella attorno, spostando eccitato gli oggetti decorativi finché non riesce a suscitare l’interesse di una femmina e farla entrare nel viale.

L’accoppiamento avviene all’interno del viale e la femmina poi se ne va a nidificare da sola. La parata ed il viale servono soltanto all’accoppiamento: la femmina costuisce il suo nido a forma di piattino con ramoscelli e viticci ad un’altezza di circa 1 m da terra e cova da sola le sue due uova. Il loro comportamento nel ciclo riproduttivo è una delle caratteristiche più salienti dell’avifauna australasiana. Questi begli uccelli di foresta vivono nelle fitte foreste pluviali della costa orientale, dal Queensland meridionale al fiume Hawkesbury, nel Nuovo Galles del Sud. Dopo essersi accoppianti durante la stagione degli amori (da ottobre a gennaio), gli uccelli tendono a formare piccoli stormi in autunno ed inverno, muovendosi costantemente alla ricerca di bacche commestibili.

Sericulo dalla testa gialla

sericulo dalla testa gialla

ORIOLO DAL VENTRE GIALLO

Nome scientifico: Sphecotheres flaviventris

Piccola descrizione: 26 cm. Uccello rumoroso e gregario delle foreste miste settentrionali.

Questi orioli, in coppia od in piccoli gruppi sociali, abitano i boschi misti e le foreste pluviali del Territorio del Nord e del Queensland nordorientale. I loro gruppi sono rumorosi ed attivi e, in zone dove c’è abbondanza di cibo, gli uccelli possono formare gruppi misti, associandosi ad altre specie frugivore. Sebbene i frutti e le bacche formino il grosso della loro dieta, si sono anche osservati individui mentre catturavano al volo grossi insetti.

La natura gregaria di questo oriolo si estende anche alle abitudini di nidificazione e l’ammasso di ramoscelli non rivestito, che è il nido, può essere condiviso con un drongo e con qualche altro uccello. La struttura del nido è talmente poco compatta che le tre uova di color verde pallido sono spesso sono spesso chiaramente visibili da terra.

Nelle foreste costiere meridionali, l’Oriolo dal ventre giallo è sostituito dall’Oriolo meridionale (Sphecotheres vieilloti), mentre a nord il genere è rappresentato a Timor dall’Orilo verde (Sphecotheres viridis) e nelle isole di Banda dall’Oriolo pettobianco (Sphecotheres hypoleucus).

Oriolo dal ventre giallo

oriolo dal ventre giallo

SCRICCIOLO DELLE FELCI

Nome scientifico: Oreoscopus gutturalis

Piccola descrizione: 12 cm. Quando è alla ricerca di cibo butta in aria una grande quantità di detriti.

La ricerca di insetti di larve compiuta da questo scricciolo è talmente affanosa da essere accompagnata da un continuo lancio in aria di detriti vegetali, mentre l’uccello di fa strada nella corteccia marcescente di un albero caduto o percuote con violenza un cuscinetto di muschi e felci.

Normalmente si tratta di un animale tranquillo, a parte il richiamo lento e lamentoso che emette.

Vive nelle foreste montane del nord-est, tenendosi generalmente all’interno del suo piccolo territorio, in un punto umido e riparato.

Il suo bel nido a forma di cupola è fatto di muschi freschi verdi e steli neri di felci ed è posto al suolo tra la vegetazione o parzialmente nascosto in una cavità di un banco di terra.

Scricciolo delle felci

scricciolo delle felci

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

FORESTA COSTIERA A SCLEROFILLE

Il termine sclerofilla, che significa “con foglie dure”, viene applicato in Australia alle foreste di eucalipto dell’est e del sud-ovest, in zone con più di 750 mm annui di piogge.

La foresta umida a sclerofille è formata da eucalipti molto alti, con tronco diritto e da un sottobosco di fitti cespugli, felci ed arboscelli. Si potrebbe anche chiamarla foresta pluviale ad eucalipto, ma la volta non è abbastanza fitta ed i rampicanti sono praticamente assenti.

Gli uccelli sono suddivisi in tre livelli: quelli delle cime degli alberi, spesso a 60 m da terra, come i piccoli melifagidi; quelli del fogliame sottostante, compresi i pigliamosche, i colibrì ed i piccioni con coda a ventaglio; infine gli uccelli terricoli, che frugano nello strato di detriti vegetali umidi, come gli uccelli lira (particolarmente nelle gole fitte di vegetazione), gli uccelli dei cespugli e gli uccelli frusta.

La foresta secca a sclerofille è molto aperta; gli eucalipti man mano che crescono, si diffondono lateralmente, con il tronco che si ramica in basso. La parte bassa è meno densa ed il terreno è coperto da piccole piante e fogliame secco. Gli uccelli tipici sono i pachicefali, i pigliamosche, i melifagi, i colibrì, i tordi-quaglia e le quaglie variegate. All’interno delle foreste a sclerofille alcuni micro-habitat sostengono uccelli specializzati, ad esempio il luì di roccia, dell’Hawkesbury Sandstone, vicino a Sydney, ed il melifagide dall’elmo, localizzato nei pressi di Melbourne.

Foresta costiera a sclerofille

foresta costiera a sclerofille

CACATUA DAL CIUFFO GIALLO

Nome scientifico: Kakatoe galerita

Piccola descrizione: 50 cm. Un bellissimo uccello selvatico che non si è ancora adattato alla cattività.

Stormi di Cacatua dal ciuffo giallo vivono nelle foreste a sclerofille sia umide che secche, così come nei boschi aperti, più asciutti. Dove è avvenuto il disboscamento, sono osservabili a terra mentre si nutrono di semi, nocciole, bacche ed insetti, con sentinelle appostate attorno al gruppo per avvistare l’arrivo dei predatori. Ogni stormo ha un posatoio abituale, di solito un vecchio albero nascosto nel cuore della foresta. Si è detto che la fase di bianco puro dell’Astore variabile (Accipiter vaehollandiae) abbia un enorme successo nella caccia a causa della sua somiglianza con il cacatua. Ma questi non si lasciano ingannare: se appare un astore, l’intero stormo si solleva in una nuvola bianca e si porta in cima ad un albero vicino; gli uccelli si appollaiano con le creste erette ed le ali spiegate, spezzando il silenzio della foresta con le loro fortissime grida di allarme.

All’inizio della stagione degli amori (stagione invernale secca nel nord e primavera inoltrata ad est), gli sormi si dividono in coppie. Una cavità nel tronco di un vecchio eucalipto viene scelta come punto di nidificazione, e vengono deposte due uova bianche su un letto di polvere di legno fatiscente, sul fondo della cavità. La cova, che dura 30 giorni, è compito di entrambi i genitori.

Molti piccoli cacatua vengono catturati nel nido e venduti come uccelli da gabbia.

Le loro grida stridule, sintomo di una noia profonda, spesso provocano un continuo cambiamento di propretario e molti di essi vengono stupidamente liberati, per andare a morire in un ambiente esterno del tutto sconosciuto.

Cacatua dal ciuffo giallo

cacatua dal ciuffo giallo

UCCELLO LIRA

Nome scientifico: Menura superba

Piccola descrizione: 95 cm. Durante l’accoppiamento la femmina viene avvolta tra le penne della coda del maschio.

Allo stato selvaggio, è molto difficile riuscire ad osservare l’Uccello lira, dato il suo carattere timido e schivo, che vive nelle gole ricoperte da fitta vegetazione nell’inaccessibile foresta pluviale temperata e nella foresta umida a sclerofille.

Le penne caudali (= della coda) esterne del maschio hanno forma di lira, con un aspetto dentellato, a causa dell’alternarsi di colori chiari e scuri. Le restanti piume caudali sono filamenti delicati, grigio scuri o nerastri nella parte superiore ed argentei in quella inferiore. Quando l’uccello cammina normalmente, sono visibili soltanto le parti superiori scure delle penne caudali, ma durante la parata vengono spinte in avanti sul capo e fatte vibrare, in modo che la parte inferiore color argento formi un tremulo velo.

Il maschio prepara un certo numero di moticelli per la parata, ognuno in una piccola radura. Terreno e foglie vengono ammucchiati e quindi appiattiti per formare una piattaforma.

Quando la femmina disponibile si avvicina, il canto e la danza del maschio diventano frenetici; durante l’accoppiamento, la femmina viene avvolta tra le penne della coda del maschio.

La femmina costruisce un nido a cupola con ramoscelli e muschio, collocandolo su un albero tagliato, su un posatoio o tra folti rampicanti, e rivestendo la camera di cova con penne staccate dai fianchi. Viene deposto soltanto un uovo, di colore grigio-marrone a strisce scure.

L’igiene del nido è alquanto insolita: la femmina allontana tutto lo sterco dal nido depositandolo in un corso d’acqua.

Uccello lira

uccello lira

PIGLIAMOSCHE ROSA

Nome scientifico: Petroica rodinogaster

Piccola descrizione: 12 cm. Il suo nido è riccamente decorato con ragnatele e fronde di licheni.

I pettirossi australiani, che coprono gran parte del territorio, sono membri della famiglia dei pigliamosche. Non hanno alcun legame con i pettirossi europei (Erithacus rubecula); solo le cinque specie con petti rossi o rosa assomigliano ai pettirossi. I parenti più stretti del Pigliamosche rosa sono il Pigliamosche maculato, dell’Europa, ed il Pigliamosche del Paradiso, dell’Asia.

Il Pigliamosche rosa è un uccello poco vistoso, che se ne sta tranquillamente su un ramo basso, battendo di tanto in tanto le ali ed emettendo un “TICK-TICK” metallico. Il suo cibo consiste in un ampia varietà di insetti catturati in volo od a terra. La femmina è molto diversa dal maschio ed ha il dorso marrone scuro, la parte inferiore pallida ed alcune strisce color cuoio sulle ali. Il nido è un’opera archittetonica veramente superba. Posto alla biforcazione di due rami incrostati di licheni, vicino a terra, la coppa delicatamente intessuta è decorata con frammenti di corteccia e licheni, tenuti isieme da fili di ragnatela.

Gli uccelli si accoppiano tra settembre e dicembre ed entrambi gli adulti si dividono i 14 giorni di cova delle tre uova verdi chiare, macchiate. Una volta schiuse le uova, i piccoli vengono costantemente nutriti dai genitori, ad intervalli compresi tra i 5 ed i 20 minuti.

Il Pigliamosche rosa preferisce la foresta umida a sclerofille del sud-est e della Tasmania, e passa i mesi più caldi ad latitudini notevoli, portandosi più in basso in inverno, nelle foreste più secche. Alcuni individui sono nomadi, tanto che ne è stata registrata la presenza fino nel Queensland sudorientale.

Pigliamosche rosa

pigliamosche rosa

PACHICEFALO DAL PETTO DORATO

Nome scientifico: Pachycephala pectoralis

Variazioni isolane

Il Pachicefalo dal petto dorato (Pachycephala pectoralis) è diffuso con molte varietà nelle isole a nord-est dell’Australia. Sulla terraferma, invece, si presenta totalmente diverso.

I maschi delle due forme australiane sono molto simili e solo le femmine sono diverse: una con parti inferiori gialle, l’altra grigia. Una varietà abita nelle mangrovie delle coste settentrionali, l’altra nelle foreste e nelle zone boschive del sud e dell’est. Il maschio collabora nella cova delle due o tre uova, dal bianco al beige, con macchie più scure.

I piccoli tendono ad abbandonare il nido prima di essere completamente svezzati; si possono osservare mentre stanno appolaiati ad una certa distanza, ancora lanuginosi con zone nude sul collo e l’addome. Il loro colore è un rossiccio brillante, ma le penne del capo e del corpo subiscono una muta nel giro di poche settimane, per essere sostituite da un piumaggio grigio.

Variazioni geografiche

Del Pachicefalo dal petto dorato si conoscono più di 70 varietà, ampiamente distribuite sulla terraferma australiana e sulle isole settentrionali. Gli uccelli delle regioni settentrionali più calde tendono ad essere più piccoli e più ricchi di colore dei loro parenti meridionali, in seguito all’azione della selezione naturale che ha agito in habitat diversi. Anche la forma del becco varia notevolmente da una zona all’altra e specialmente tra le varietà che vivono nelle isole al largo della costa australiana.

Pachicefalo dal petto dorato

pachicefalo dal petto dorato

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA

LE BRUGHIERE

Le brughiere sono piccole pianure senza alberi, coperte da fitti cespugli, carici ed erbe che crescono sui terreni sabbiosi, spesso poveri di sostanze minerali. In primavera, molte di queste pianure sabbiose si coprono di un manto di fiori selvatici, che vanno dalle orchidee agli eucalipti nani, alle banksie ricche di nettare. Nel corso delle altre stagioni, tuttavia, il terreno è pressoché nudo ed offre agli uccelli ben poche risorse alimentari.

Nascosti per la buona parte del tempo tra la fitta vegetazione cespugliosa, gli uccelli di brughiera sono difficili da osservare e molti non sono stati studiati nei particolari. I meglio conosciuti sono dei passeracei molto primitivi, tipici dello scrub; questi necessitano di un habitat talmente specializzato da rischiare l’estinzione. Altrettanto vulnerabili sono l’uccello frusta occidentale ed il parrocchetto terragnolo. Poiché le brughiere sono facilisssime da disboscare, stanno gradualmente scomparendo. Fortunatamente, grazie all’interesse del pubblico verso le specie minacciate, sono stati realizzati alcuni parchi nazionali per gli uccelli in pericolo.

Un particolare tipo di brughiera, dove nascono alberi più grandi, è noto con il termine di “brughiera alberata”. Questa è ricca di mellifagi, tra cui in particolare il mangiatore di miele australiano, ed offre zone di nidificazione favorevoli ed abbondante cibo ad un interessante columbiforme endemico, la colomba elegante ad ali bronzate.

Le brughiere

brughiera Australia

DASIORNITE

Nome scientifico: Dasyornis broadbenti

Piccola descrizione: 22 cm (s’intende la lunghezza). Le setole alla base del becco proteggono gli occhi dalla vegetazione secca e pungente.

Sebbene dotato di un piumaggio scialbo, questo uccello ha un aspetto lucido, come laccato (una caratteristica insolita, comune ad altri menbri della famiglia australiana Maluridi, Maluridae), dovuta probabilmente ad un adattamento per respingere l’acqua nella fitta vegetazione intrisa di pioggia. Sfortunatamente, il numero di questi uccelli è assai diminutito negli ultimi anni.

Il Dasyornis broadbenti vive nelle brughiere del sud-est e dell’estremo sud-ovest. In quest’ultima zona, è uno degli uccelli più rari: in questo secolo è stato avvistato soltanto un paio di volte. Anche nei luoghi ove è relativamente comune, è difficile da vedere perché è un uccello di terra, che vola con estrema riluttanza, in un habitat caraterrizzato da una fitta vegetazione. L’accoppiamento avviene verso la fine dell’anno, soprattutto in dicenbre. Il nido a forma di cupola è costruito dalla femmina, e rivestito di soffici erbe sottili e di muschio sia all’interno che all’esterno.

Dasiornite

dasiornite

MANGIATORE DI MIELE AUSTRALIANO

Nome scientifico: Phylidoniris novaehollandiae

Piccola descrizione: 17 cm (s’intende la lunghezza). Fa parte di una famiglia nettarivora tra le più diffuse in Australia.

Gli uccelli mellivori costituiscono una tra le famiglie più fortunate dell’Australia, con 69 specie, quasi tutte endemiche. Una caratteristica notevole di questi uccelli è la diversa lunghezza del becco e le diverse dimensioni degli uccelli stessi: dal Lacustroica whitei, di 10 cm, all’Anthochaera carunculata della Tasmania, che misura 45 cm.

Il Phylidoniris novaehollandiae è lungo circa 17 cm ed ha il becco ricurvo, adatto ad infilarsi nei fiori contenenti nettare. Spesso vola sopra le brughiere per catturare gli insetti di passaggio, girando su se stesso e lasciandosi ricadere a piombo, con un volo tipico che vine ripetuto nei corteggiamenti. La stagione degli amori è lunga, e va dalla fine dell’autunno alla tarda primavera. Il nido a forma di coppa, costruito generalmente in un cespuglio basso, è fatto di erba, piccole radici e corteccia, e contiene due o tre uova, di colore rosato con macchie rosse e grigie. La cova spetta ad entrambi i genitori. Quando uno degli adulti arriva con il cibo, l’insetto che porta nel becco viene dato al piccolo più vicino e poi ad ogni piccolo viene rapidamente data una goccia di nettare rigurgitato.

Mangiatore di miele australiano

mangiatore di miele australiano

PARROCCHETTO TERRAGNOLO

Nome scientifico: Pezoporus wallicus

Piccola descrizione: 30 cm. Minacciato dalla distruzione del suo habitat sugli altopiani.

Come molti uccelli terricoli della brughiera, il Parocchetto terragnolo è difficile da osservare. Sebbene voli con destrezza, in circostanze normali preferisce camminare a terra tra il fitto sottobosco. Se disturbato o colto di sorpresa, si alza in volo come una quaglia; il suo volo zigzagante, la lunga coda e la striatura alare pallida sono le caratteristiche che lo distinguono. Di sera, diventa attivo e lo si può anche osservare in volo.

Quando la brughiera diventa troppo fitta, i semi sono più difficili da raggiungere ed i parrocchetti, le cui necessità sono particolari, trovano difficiel procurarsi il cibo. Quindi hanno probabilmente bisogno di lenti incendi (che brutto!) naturali di parte del loro ambiente per mantenere le condizioni ottimali. La distruzione dell’habitat ha già mietuto le sue vittime tra questi uccelli, i quali potrebbero trovarsi nella necessità di essere protetti quanto prima.

Le uova, in numero di due o tre, sono deposte in una depressione rivestita di erba, sotto un ciuffo di graminacee o un cespuglietto ricco di foglie. I piccoli sono in grado di correre prima dello svezzamento.

Parrocchetto terragnolo

parrocchetto terragnolo

UCCELLO DEI CESPUGLI RUMOROSO

Nome scientifico: Atrichornis clamosus

Piccola descrizione: 20 cm.

Nel 1842, un piccolo uccello terricolo venne scoperto nella folta foresta dell’Australia sudoccidentale. Definito nei primi tempi con il nome di “uccello dei cespugli occidentale”, venne in seguito chiamato “uccello dei cespugli rumoroso” (Atrichornis clamosus), per descrivere la sua principale caratteristica: una voce potentissima e variabile.

Ne vennero catturati venti esemplari all’inizio del secolo scorso e nel 1961, quando fu scoperta una seconda, esigua popolazione, l’uccello venne immediatamente tutelato con severe misure di protezione. Nel 1865 fu scoperta una seconda specie, ad una distanza di più di 4.000 km nelle foreste della costa orientale del Nuovo Galles del Sud. Come il suo parente occidentale, anche questo uccello era timido, di abitudini terrestri e dotato di una voce forte e varia; il suo colore gli valse il nome di Atricornite rosso (Atrichornis rufescens).

Uno studio serio rivelò una caratteristica non riscontrata in altri uccelli australiani: entrambe le specie rivestivano il nido con uno strano impasto di polpa di legno che, asciugandosi, assumeva la consistenza del cartone.

Non ci sono dubbi sul fatto che le due specie rappresentino quanto resta di una famiglia un tempo diffusa, isolatasi alla fine delle ere glaciali, quando il deserto sostituì lo scrub dell’Australia centrale.

Uccello dei cespugli rumoroso

uccello dei cespugli rumoroso