Amici Volanti

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   Gen 16

Italia Pt.1

 UCCELLI IN ITALIA

La mappa con gli areali: il giallo indica le aree di nidificazione, il blu quelle di svernamento, il verde le aree nelle quali la specie è presente tutto l’anno.

 LAGHI E FIUMI

Sulle rive dei torrenti che scendono dalle pendici delle montagne trovano ospitalità, tra gli atri, il Merlo acquaiolo, la Ballerina gialla, lo Scricciolo e la Ballerina bianca. Osservando attentamente sotto i ponti o dietro il velo d’acqua delle cascate potrete trovare ammassi di muschio dalla forma semisferica, sono i nidi del Merlo acquaiolo. La vegetazione sulle sponde è rappresentata da ontani neri, giovani larici, aceri montani, frassini e faggi.

I grandi fiumi, che scendono lenti in pianura, formando lungo il loro corso golene allagate e lanche, rivestono grande importanza dal punto di vista naturalistico. Sulle loro rive vegetano boschetti di robinia e salice bianco dove gli ardeidi formano le loro garzaie. Il Picchio verde ed il Picchio rosso maggiore, assieme a gufi comuni ed alle cornacchie grigie, nidificano nei pioppeti coltivati nelle loro vicinanze. Sui greti asciutti si riproducono le sterne ed il corriere piccolo. In inverno folti gruppi di gabbiani comuni provenienti dall’est europeo si insediano lungo il loro corso anche all’interno delle grandi città.

I canneti di Pharagmites che crescono sulle rive dei laghi rappresentano un sicuro rifugio per l’avifauna acquatica. I essi nidificano germani reali, folaghe, svassi maggiori, tuffetti, gallinelle d’acqua e piccoli passeriformi. In inverno sulle acque aperte possono essere osservati gli svassi piccoli, i cormorani, i rari svassi collorosso ed i gabbiani reali.

Tali canneti assolvono inoltre un’importante funzione depurativa delle acqua. Negli ultimi anni nei maggiori laghi si è assistito alla distribuzione sistematica di questi prezioso biotopi per un maggiore sfruttamento turistico delle rive.

 Nome comune: Cigno reale

Nome scientifico: Cygnus olor

Famiglia: anatidi

Il Cigno reale, dagli eleganti movimenti in acqua, è molto goffo qunado si porta a terra. Il maschio sviluppa una protuberanza nera sopra il becco in primavera, all’inizio della stagione riproduttiva. I giovani hanno piumaggio più scuro degli adulti ed il becco do color bruno. Come le anatre di superficie, non riescono a compiere vere immersioni. Per raggiungere la vegetazione del fondo immergono la parte anteriore del corpo ed alzano quella posteriore; mantengono questa posizione – detta in inglese “upending” – remando lentamente con le zampe. Mentre la femmina è in cova, il maschio difende il territorio avvicinandosi agli intrusi con posture d’attacco, tenendo le ali semiaperte ed emettendo soffi minacciosi. In queste occasioni viene spesso ferito a sassate od a colpi di remo da stupidi bagnanti o sprovveduti barcaioli. In caso di attacco da parte di un cigno è spesso sufficienete allontanarsi prontamente ai primi cenni di nervosismo dell’animale.

Dove osservarlo: nidifica nei canneti ripariali dei laghi e dei fiumi del Nord Italia. In questi luoghi è presente tutto l’anno. È specie in espansione grazie anche alle numerose introduzioni di individui di allevamento.

Riproduzione: il nido del cigno è composto da una grande piattaforma vegetale di 1 m o più di diamentro, costruita da entrambi i sessi nella parte del canneto prossima all’acqua. Le uova vengono deposte in aprile, e covate solo dalla femmina per poco più di un mese. I pulli nascono precoci e si allontanano dal nido dopo 1-2 giorni.

Alimentazione: vegetali acquatici, vegetali, larve, anfibi, cibo dall’uomo.

La Moretta (Aythya fuligula) è molto rara in Italia come nidificante; diviene più comune durante i passi e come svernante. In inverno è spesso visibile in grandi gruppi su piccoli laghi dall’acqua profonda pochi metri. Maschio e femmina sono differenti: il maschio ha una caratteristica cresta cadente; la femmina invece è di colore bruno ed ha la cresta meno evidente. Si tratta di un’anatra tuffatrice. Si alimenta di vegetali ed altro materiale raccolto sul fondo in immersione completa od in “upending”. Si ciba di vegetali, molluschi, crostacei, insetti acquatici, semi.

Nome comune: Fistione turco

Nome scientifico: Netta rufina

Famiglia: anatidi

In periodo riproduttivo il maschio di Fistione turco è molto appariscente, con testa castano caldo e becco rosso. Nel periodo eclissale, dopo la riproduzione, diviene invece simile alla femmina, che ha guance pallide contrastanti con il vertice bruno scuro. Il Fistione turco spicca il volo dopo aver brevemente pattinato con le zampe sull’acqua. Può cibarsi in “upending”, come le anatre di superficie, ma spesso compie immersioni.

Dove osservarlo: specie abbastanza rara, nidifica negli stagni dell’Oristanese (Oristano) ed in zone umide costiere dell’alto Adriatico. Sverna anche nelle zone interne, in laghi con folti canneti sulle rive e su fiumi a corso lento.

Riproduzione: il Fistione turco depone una sola covata a fine aprile. Covata solo dalla femmina. I pulli sono precoci.

Uova: 58 x 42 mm.

Alimentazione: vegetali acquatici, larve, crostacei, piccoli pesci, anfibi.

Piumaggio: sessi diversi.

Nome comune: Gabbiano comune

Nome scientifico: Larus ridibundus

Famiglia: laridi

In invenro il Gabbiano comune ha capo bianco e poche penne scure vicine all’orecchio. Il gabbiano è un cleptoparassita. Molte volte infatti, piuttosto che procurarsi da solo il cibo, tenta di rubarlo dal becco di un suo simile od a un individuo di un’altra specie. Insegue il malcapitato finché questi non decide di abbandonare il boccone. Gli adulti, in perido riproduttivo, hanno sul capo un cappuccio di colore nerastro che non arriva fino al collo come invece si riscontra nel Gabbiano corallino.

Piumaggio: sessi simili.

Dove osservarlo: nidifica lungo il fiume Po ed in Sardegna, sui banchi di sabbia o nei greti sassosi. Sverna in tutto il Paese frequentando di giorno anche l’entroterra e ritirandosi al tramonto in ambienti, come i grandi laghi, che gli assicurano tranquillità durante la notte. Il Gabbiano comune forma colonie numerose e molto rumorose.

Riproduzione: il nido è costruito da una piccola depressione scavata nel terreno da entrambi i partner, o da una piattaforma costruita sulla vegetazione gallegginate. È foderato con alghe e piccoli rami. Depone una sola covata a fine aprile. Le uova sono covate da entrambi i genitori per 25 giorni circa. I pulli sono semiprecoci e lascaino il nido dopo pochi giorni, restando comunque nelle sue vicinanze.

Uova: 51 x 37 mm.

Alimentazione: piccoli pesci, invertebrati, anfibi, piccoli rettili, piccoli mammiferi, carogne e rifiuti.

COSA VUOL DIRE

Avannotto: pesce d’acqua dolce appena sgusciato dall’uovo.

Carice: genere di piante palustri le cui foglie si adoperano per impagliare sedie, fiaschi o per essere stuoie.

Caruncola: rigonfiamento, sporgenza, protuberanza.

Corpo pesante: corpo massiccio, robusto, grosso, consistente.

Cirro: ramo di pianta rampicante. Ciascuna di quelle appendici in forma di filamento con le quali la vite ed altre piante rampicanti si attaccano ai loro sostegni. Sinonimo di viticcio. Altro significato di cirro: nuvoletta bianca, leggera.

Coltivo: coltivazioni, aree e zone coltivate, coltura, piantagione, campo coltivato, terreno coltivato.

Debordare: traboccare, straripare, tracimare, rigurgitare, esagerare, eccedere.

Espressione: modo con cui uno esprime i propri sentimenti e pensieri, atteggiamento del volto.

Forcella: punto di biforcazione del ramo di un albero. Palo con la punta biforcuta, atto a sostenere piante come come la vite od altri oggetti.

Falesia

Falesia

Indie: Indie Occidentali (inglese West Indies) termine con cui, nelle epoche passate, venivano chiamati gli arcipelaghi situati nel mar dei Caraibi, corrispondenti alle attuali Antille e Bahama. Il nome fu coniato dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, per distinguere le terre appena scoperte dalle cosiddette Indie Orientali, denominazione con cui veniva chiamato all’epoca l’arcipelago malese. Indie Orientali (inglese East Indies), nome attributio in passato al Sud-Est asiatico, comprendente il subcontinente indiano, la penisola indocinese e l’arcipelago della Malaysia.

Indie Occidentali (inglese West Indies)

Indie Occidentali

Indie Orientali (inglese East Indies)

Indie Orientali

Lek: arena di canto o di parata comunitaria usata da certe specie di uccelli. Un certo numero di maschi si esibisce simultaneamente e le femmine visitano il sito al fine di accoppiarsi con un maschio.

Lettiera: giaciglio, covile, tana, covo, riparo. Strato di paglia per cavalli, buoi, asini, ecc.

Limicolo: termine usato in alternativa a uccello di ripa (parte della famiglia caradriiformi – Charadriiformes).

Migratore parziale: alcuni esemplari della stessa specie migrano e gli altri della stessa specie non migrano.

Odonati: gli odonati l’ordine a cui appartengono le libellule si dividono in due sottordini, quello degli zigotteri e quello degli anisotteri.

Radichetta: radice di piantina giovane. Piccola radice di pianta.

Saggiare: provare, sperimentare, verificare, provare, accertare, collaudare, sperimentare, testare, sondare, assaggiare.

Sfrontato: insolente, sfacciato, spudorato, impudente, impertinente. Espressione sfrontata ed interrogativa.

Simbiosi: il vivere insieme con utilità reciproca, di animali o piante, stretta unità.

Stanziale: non migra. Uccello che non compie migrazioni.

Stoppia: quella parte di paglia che rimane sul campo a mietitura avvenuta; il campo medesimo dov’è la stoppia. I corti gambi che rimangono nel campo dopo che il grano è stato mietuto; il campo ricoperto ancora di stoppia.

Strepitare: rumoreggiare, schiamazzare, fare baccano.

Tillandia

Tillandia

Uccello di ripa: tipo di non passeriforme che spesso cammina o corre sul terreno, tipicamente con zampe, ali e collo lunghi e che solitamente vive sulle rive. Comprende i pivieri, i piro-piro ed uccelli simili.

Viticcio: nome con cui si indicano comunemente i cirri, organi di attacco della vite e di altre piante derivanti dalla trasformazione delle foglie.