Amici Volanti

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   Giu 19

Europa pt. 26

ZIGOLI

Gli zigoli sono piccoli uccelli granivori come i Fringillidi e hanno, come loro, becchi robusti per rompere i semi. Ma sono meno conosciuti perchè non frequentano parchi e giardini e hanno piumaggio dai colori smorti. Si possono vedere d’inverno, spesso in gruppi, alla ricerca di semi sul suolo, o mentre cantano appollaiati su un ramo in primavera ed in estate. Parechie specie (soprattutto le femmine) assomigliano al altri uccelli dal piumaggio bruno-striato come le allodole, le pispole ed i passeri. Tuttavia solo gli zigoli ed i passeri hanno becco corto e forte, ed i passeri hanno segni distintivi che permettono di riconoscerli facilmente.

Nome comune: Strillozzo
Nome scientifico: Emberiza calandra
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 18 cm

Abita la campagna aperta, i terreni incolti con cespugli sparsi. Nasconde il nido tra l’erba o i bassi cespugli. Si puó vedere appollaiato su pali, muri o fili del telegrafo.
Caratteristiche: grosso, bruno striato.

Nome comune: Zigolo giallo
Nome scientifico: Emberiza citrinella
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Vive nelle radure ed ai margini dei boschi, tra i cespugli, nei campi e tra le siepi. Nidifica sul terreno o in un cespuglio o una siepe. Canta in primavera e d’estate una frase musicale ripetuta: un gruppo di note corte seguite da una nota lunga.
Caratteristiche: maschio: capo e parti inferiori gialle, groppone castano. Femmina: capo e petto giallo chiaro striato, groppone castano.

Zigolo giallo (femmina)

Nome comune: Zigolo testanera
Nome scientifico: Emberiza melanocephala
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Vive tra gli alberi sparsi ed i cespugli, frequentando talvolta i giardini. Nidifica nella bassa vegetazione.
Caratteristiche: maschio: capo nero e petto giallo. Femmina: parti inferiori camoscio uniforme con macchia gialla sotto la coda.

Nome comune: Zigolo nero
Nome scientifico: Emberiza cirlus
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Frequenta alberi, cespugli e siepi, ove nidifica al suolo.
Caratteristiche: maschio: gola nera. Femmina: come la femmina dello zigolo giallo, ma con groppone bruno.

Nome comune: Ortolano grigio
Nome scientifico: Emberiza caesia
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Vive nei luoghi aridi e rocciosi con pochi alberi. Nidifica sul terreno.

Caratteristiche: maschio: capo grigio-azzurro con gola color ruggine.

Nome comune: Migliarino di palude
Nome scientifico: Emberiza schoeniclus
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 15 cm

Vive nei cannetti e nelle paludi, ma anche tra i cespugli e le siepi, ove nidifica al suolo, o vicino al suolo, cioè nei rami degli alberi bassi. D’inverno vaga per la campagna.

Caratteristiche: maschio: capo e gola neri (estate) o bruni (inverno) con mustacchio e collare bianco. Femmina: bruno striato con mustacchio bianco.

Migliarino di palude

Nome comune: Zigolo di Lapponia
Nome scientifico: Calcarius lapponicus
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 15 cm

Nidifica sul terreno sulle montagne e nella tundra artica. D’inverno frequenta le stoppie costiere e le spiagge.
Caratteristiche: maschio: nuca castana; capo e gola neri con sopracciglio camoscio (solo in estate). Femmina: come la femmina del migliarino di palude ma con nuca castana.

Nome comune: Zigolo delle nevi
Nome scientifico: Plectrophenax nivalis
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Nidifica nei crepacci delle rocce sulle late montagne. Sverna lungo le coste marine, sulle colline, nei campi. Ha volo danzante e solitamente alto.
Caratteristiche: grande macchia bianca sulle ali; capo bianco (maschio in estate) o color sabbia (maschio in inverno) o grigio-bruno (femmina).

Nome comune: Ortolano
Nome scientifico: Emberiza hortulana
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Abita tra gli alberi sparsi ed i cespugli, spesso sulle colline, anche nei campi nei giardini. Nidifica nella bassa vegetazione, al suolo o molto vicino (rami bassi alberi).
Caratteristiche: maschio: capo grigio-verde con gola gialla. Femmina: bruno striato con gola gialla.

Nome comune: Zigolo muciatto
Nome scientifico: Emberiza cia
Ordine: passeriformi
Famiglia: emberizidi
Piccola descrizione: 16 cm

Vive sui pendii rocciosi delle montagne, tra gli alberi sparsi e i cespugli, anche nei vigneti. Nidifica sul terreno o si bassi cespugli.
Caratteristiche: maschio: capo grigio con strie nere. Femmina: bruno sriato con gola grigiastra.

AFRICA
LE PRATERIE APERTE

FALCO GIOCOLIERE

Nome scientifico: Terathopius ecaudatus
Piccola descrizione: 60 cm. Ricorda la fenice della famosa leggenda.

Ritenuto per un certo periodo la famosa fenice della mitologia, questo magnifico rapace dal dorso di fuoco presenta in volo una silhouette unica, che lo distingue da tutti gli altri falchi. Il suo volo è calmo e aggraziato, caraterrizzato da tipiche oscillazioni. Si alza in volo non appena si attenua il freddo del mattino e passa buona parte della giornata librato in volo sulla savana e sulle boscaglie rade, in costante agguato alla ricerca di piccoli mammiferi ed uccelli, carogne e serpenti.
Anche se di aspetto molto diverso, il Falco giocoliere può essere avvicinato ai bianconi del genere Circaëtus. I piccoli di entrambi i generi sviluppano in un primo momento le penne della corona e del dorso, mentre la parte inferiore è ancora ricoperta di lanugine. I bianconi, allevano in nidi aperti e non riparati, necessitano di queste penne per proteggersi dal sole ma per i piccoli del Falco giocoliere, che nascono in nidi posti all’ombra delle foglie, esse sono soltanto le vestigia, ormai inutili, di un’evoluzione da antenati comuni con il genere Circaëtus.

Falco giocoliere

SERPENTARIO

Nome scientifico: Sagittarius serpentarius
Piccola descrizione: 1 m. I robusti artigli delle zampe sono le sue migliori armi di offesa.

Questo singolare uccello terricolo, dotato di lunghe zampe, è più simile ad una gru che ad un falco e si nutre principalmente di serpenti. Le lunghe zampe magre riescono a dare una fortissima spinta in avanti al piede armato di artigli, che può infliggere ferite dolorose all’uomo e morte sicura ad una piccola preda. Esse lo difendono dal morso velenoso del serpente e gli permettono di camminare per ore ed ore in mezzo all’erba della savana in cerca di prede, senza alzarsi mai in volo come fanno gli altri predatori diurni.
L’abitudine di cacciare sul terreno è tanto strana che gli ornitologi si sono chiesti a lungo se il Serpentario sia veramente un rapace o se piuttosto non appartenga alla famiglia delle otarde, come suggerirebbe la sua tecnica di caccia, gli studi effettuati sul contenuto proteico delle uova e la sua spiccata somiglianza con il seriema sudamericano affine appunto alle otarde. D’altra parte però, la biologia riproduttiva del Serpentario è in tutto simile a quella degli altri grossi rapaci, tanto da suggerire per questo uccello una classificazione in una famiglia a sé stante, i Sagittaridi, nell’ambito dell’ordine dei Falconiformi.

GALLINA DI NUMIDIA

Nome scientifico: Numida meleagris
Piccola descrizione: 55 cm. Non si conosce la funzione della sua cresta ossea.

La Gallina di Numidia è un uccello chiassoso e gregario, ma difficilmente osservabile, soprattutto quando è in cerca di cibo tra gli alberi ed i cespugli. Verso sera, i richiami duri, dissonanti degli stormi in riposo risuonano tra gli alberi finché la notte non li fa tacere.
Le quattro specie di galline di Numidia fanno parte di una sottofamiglia dei Fasianidi, limitata principalmente all’Africa, sebbene una popolazione di galline di Numibia sia reperibile anche a nord del Sahara, in Marocco, un paese un paese la cui avifauna è molto più paleartica che etiopica. Il “casco” di cui queste galline sono dotate è osseo e la sua funzione è sconosciuta. Alcune specie di foresta, come la Numida crestata (Guttera pucherani), portano invece un ciuffetto di penne nere ricciute, mentre la Numida vulturina (Acryllium vulturinum), delle regioni aride della Somalia, non ha alcuna decorazione craniale.

Gallina di Numidia

TESSITORE DALLA CODA LUNGA

Nome scientifico: Euplectes progne
Piccola descrizione: 15 cm. Una livrea nuziale di penne lucenti lunghe anche 60 cm.

La scelta sessuale, nel corso di innumerevoli generazioni, ha fatto del Tessitore dalla coda lunga uno degli uccelli più sorprendenti di tutta l’Africa. Simili a passeri dall’aspetto trasandato per buona parte dell’anno, i maschi delle 15 specie del genere Euplectes nel periodo riproduttivo si ricoprono di un piumaggio nero lucido, con grosse macchie di colore giallo o rosso. Durante la parata di corteggiamento, il Tessitore dalla coda lunga salta e piroetta nella zona prescelta per la costruzione del nido e vola lentamente a bassisima quota, con le penne caudali lunghe 60 cm che pendono elegantemente.
Sebbene sia reperibile spesso oltre 1.500 m di altitudine, vive preferibilmente nelle pianure aperte e nelle paludi degli altopiani dell’Africa orientale e meridionale.

Tessitore dalla coda lunga

BUFAGA DAL BECCO ROSSO

Nome scientifico: Buphagus erythrorhynchus
Piccola descrizione: 17 cm. Il servitore personale dei grossi mammiferi della savana.

Vantaggi reciproci

Le egrette attorniano le zampe del bestiame per catturare gli insetti disturbati dal suo passaggio, i gruccioni si fanno trasportare dalle capre ed i pivieri egiziani fungono da stuzzicadenti ai coccodrilli, ma nessun rapporto tra uccelli e mammiferi è strano quanto quello delle bufaghe. La Bufaga dal becco rosso e la Bufaga africana (Buphagus africanus) trascorrono gran parte delle ore di veglia attaccate come picchi con i robusti artigli ai grossi mammiferi, antilopi, bovini, giraffe, rinoceronti ed ippopotami. Muovendosi sulla pelle dell’animale, usando la coda rigida come sostegno, cacciano pulci, mosche ed altri parassiti che costituiscono la loro dieta.
Accade anche che una piccola antilope si irriti, ma nella maggioranza dei casi i mammiferi tollerano gli uccelli, dato che da questa “simbiosi” traggono vantaggio, benché talvolta le bufaghe ne abusino becchettando nelle loro ferite e mangiando pezzetti di pelle.
Di notte riposano tra le canne e gli alberi o appollaiate sul loro ospite. Come gli storni, nidificano nelle cavità dei tronchi, rivestendo il nido con peli di animali.

Bufaga dal becco rosso