Amici Volanti

Amici Volanti

   Mag 15

Europa pt. 22

SILVIE

Nome comune: Pagliarolo
Nome scientifico: Acrocephalus paludicola
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Vive e nidifica tra le canne ed i bassi cespugli presso l’acqua. È piuttosto timido.
Caratteristiche: come il forapaglie, ma con una striscia bruno-giallastra sul vertice. Canto: come il forapaglie.

Pagliarolo

Nome comune: Sterpazzola
Nome scientifico: Sylvia communis
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 14 cm

Frequenta la campagna piuttosto aperta con cespugli, sambuchi, carici, distese d’ortiche. Irrequieta, è sempre in movimento.
Caratteristiche: gola bianca con capo grigio (maschio) o bruno (femmina); ali rosso-brune. Canto: vigoroso e rapido chiaccherio.

Sterpazzola

Nome comune: Bigiarella
Nome scientifico: Sylvia curruca
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Si nasconde e nidifica tra gli alberi e caspugli in boschi, parchi e giardini.
Caratteristiche: come la sterpazzola, ma con macchia scura attorno all’occhio ed ali grigio-brune. Canto: breve gorgheggio seguito dall’emissione di un “grattato” su una sola nota.

Bigiarella

Nome comune: Occhiocotto
Nome scientifico: Sylvia melanocephala
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 14 cm

Vive e nidifica in bassi cespugli, boschetti, in aperta campagna; anche in parchi e giardini.
Caratteristiche: cappuccio nero (maschio) o bruno (femmina) che si estende sotto l’occhio rosso; finachi grigi. Canto: rapido e musicale intercalato da una nota di allarme in “staccato”. È chiamato occhiocotto per l’anello rosso intorno all’occhio, presente sia nel maschio che nella femmina.

Occhiocotto

Nome comune: Sterpazzolina
Nome scientifico: Sylvia cantillans
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Vive e nidifica nei cespugli e nei folti d’alberi, nelle radure aperte dei boschi e lungo i banchi dei fiumi.
Caratteristiche: gola arancio (pallido nella femmina), mustacchio bianco. Canto: lento e musicale.

Sterpazzolina

Nome comune: Sterpazzola sarda
Nome scientifico: Sylvia conspicillata
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Vive e nidifica nei bassi cespugli in apeta campagna. Canta appollaiata ed in volo.
Caratteristiche: come la sterpazzola, ma con petto più rosa e capo più scuro. Canto: forte, corto e senza note grattanti.

Sterpazzola sarda

Nome comune: Magnanina
Nome scientifico: Sylvia undata
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Frequenta boschi all’aperto, quercie nana, finachi delle colline coperte dalle ginestre. Molto timida, puó essere udita cantare in volo. Negli ultimi anni ha esteso il suo ambiente di riproduzione.
Caratteristiche: petto rosso-bruno, coda costantemente alzata. Canto: corto, musicale; chiaccherio interlecato con note liquide.

Magnanina

Nome comune: Beccamoschino
Nome scientifico: Cisticola juncidis
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 10 cm

Vive e nidifica nelle fitte piante basse sulle rive delle paludi, laghi e fiumi, nei campi e nelle pianure. Assai timida, canta talvolta in volo.
Caratteristiche: vertice e dorso striato; piccola taglia, coda corto. Canto: suoni ripetuti “dziip” “diziip”.

Beccamoschino

Nome comune: Luì grosso
Nome scientifico: Phylloscopus tronchilus
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 11 cm

Corre e svolazza nei boschi, tra gli alberi ed i cespugli sparsi, in parchi e giardini. In genere nidifica sul terreno tra i cespugli. È quasi identico al luì piccolo, eccetto nel canto.
Caratteristiche: dorso grigio-verde, parti inferiori giallastre, striscia bianca sull’occhio, zampe chiare. Canto: un liquido chiaccherio di note discendenti.

Luì grosso

Nome comune: Luì piccolo
Nome scientifico: Phylloscopus collybita
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 11 cm

Ha uguale habitat e comportmento del luì grosso, ma preferisce aree con alberi. Nidifica sul terreno. È quasi identico al luì grosso eccetto che nel canto.
Caratteristiche: come il luì grosso, ma con zampe scure. Canto: suoni ripetuti di “ciff”, “ciaff”.

Luì piccolo

Nome comune: Luì verde
Nome scientifico: Phylloscopus sibilatrix
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 13 cm

Vive e nidifica in boschi e foreste. Assai attivo, vola cantando tra albero e albero.
Caratteristiche: gola e petto gialli, sopracciglio giallo. Canto: un liquido trillo seguito da poche note lunghe.

Luì verde

Nome comune: Luì bianco
Nome scientifico: Phylloscopus bonelli
Ordine: passeriformi
Famiglia: silviidi
Piccola descrizione: 11 cm

Vive in boschi e foreste, in genere su colline e montagne. Nidifica su terreno sotto gli alberi.
Caratteristiche: come il luì grosso, ma più grigio sopra, più bianco sotto e con groppone giallastro. Canto: un trillo sulla medesima nota.

Luì bianco

ASIA MERIDIONALE
CAMPI, GIARDINI E PARCHI DI CITTÀ

Gli uccelli dell’Asia sono sempre vissuti a “contatto di gomito” con l’uomo. Alcuni, come i galli della giungla ed i pavoni, sono stati addomesticati già da parecchio tempo, altri sono stati allevati come animali domestici, altri ancora, come i falchi, usati per attività sportive. I nibbi bruni nidificano sui tetti delle cae di molte città unendosi alle familiari cornacchie, per lavorare come “spazzini” nelle strade. I nibbi di brahama e numerosi gabbiani e sterne si nutrono nei porti e negli estuari, seguendo le navi per usufruire degli avanzi scaricati in mare, ed affollando i mercati ittici ed i moli.
I parchi delle città, le moschee ed i giardini dei templi brulicano di uccelli variopinti e stormi chiassosi di gracule volteggiano sulle strade piene di traffico. Le egrette, gli idrofagiani, gli aironi ed i martin pescatori frequentano paesi e città, mangiando indisturbati presso gli stagni o gli abbeveratoi del bestiame. Nelle strade alberate delle principali città si possono osservare più di 100 specie nello spazio di pochi giorni. Molestare gli uccellini non fa assolutamente parte delle tradizioni asiatiche, ma in alcuni paesi il commercio di esemplari selvatici è un’industria fiorente. Nella sola Bangkok centinaia di migliaia di uccelli cambiano proprietario ogni anno e, per ognuno che sopravvive, centinaia ne muoiono nella cattura o nel trasporto. Ciononostante, è impossibile viaggiare in Asia senza rimanere colpiti dalla ricchezza dell’avifauna, sia nelle città che in campagna.

Campi, giardini e parchi di città

RONDINE ROSSICCIA

Nome scientifico: Hirundo daurica
Piccola descrizione: 17 cm. Il suo nido mirabilmente costruito può trasformarsi in una trappola mortale.

Le Rondini rossiccie, calando nelle loro residenze invernali in grandi stormi, si godono il calore del sole alla mattina presto sui fili del telegrafo, decollando più tardi per roteare nel cielo, a caccia di insetti.
Queste rondini, che vivono fino ad altezze di 3.000 m, sono comuni dall’Europa meridionale e dal Nordafrica fino alla Mongolia ed a Sri Lanka, attraverso il Medio Oriente. Fortemente gregari nei mesi invernali, passano il resto dell’anno in coppie sparse o piccoli gruppi di famiglie.
Costruiscono un nido a forma di storta con pezzetti di fango tenuti assieme dalla saliva. La breve entrata orizzontale porta ad una camera nuziale a forma di bulbo, rivestita di erba e piumino; l’intera struttura è cementata sotto la grondaia di un edificio o sotto un ponte. Entrambi gli uccelli riposano nel nido durante la cova e si sono registrati molti casi di morte dovuti al fatto che l’entrata cementata di fresco si restringe durante la notte, intrappolando gli uccelli che finiscono per morire di fame.

Rondine rossiccia

MERLO DAJAL

Nome scientifico: Copsychus saularis
Piccola descrizione: 20 cm. Accanito difensore del suo territorio.

Il Merlo dajal, alto solo 20 cm, diventa incredibilmente bellicoso durante la stagione degli accoppiamenti, difendendo il suo territorio con tutte le forze. Rigonfio come un palla, il maschio sfida i suoi rivali, o si precipitas su di loro come un’averla in picchiata sulla preda. È un bell’uccello bianco e nero, con la coda sempre alzata. Distribuito ampiamente in tutto l’Oriente, è reperibile nelle foreste di caducifoglie asciutte e nella giungla secondaria aperta. È facile vederlo nei pressi degli agglomerati urbani, in orti, giardini e parchi. Vive in coppia o da solo e passa il suo tempo appollaiato sui muri o sui tetti; di tanto in tanto scende a terra, per cacciare insetti e vermi.
Il nido, un cuscinetto o una coppa fatta di erba, radici e peli, è sporco, contiene da tre a sei uova ed è collocato nella cavità di un albero, in una tubatura o in qualsiasi altro buco.

Merlo dajal

PIGLIAMOSCHE INDIANO DEL PARADISO

Nome scientifico: Terpsiphone paradisi
Piccola descrizione: 20 cm. Compensa la sua incapacità vocale con la bellezza delle parate in volo.

Il maschio, nonostante il suo aspetto delicato, ha una voce davvero deludente, ricca di suoni rochi e nasali. Nel corso della parata di corteggimento, canta battendo le ali, con a coda sollevata, prima di decollare e descrivere cerchi nell’aria, con le lughe penne caudali che oscillano con grazia. Questo grazioso pigliamosche frequenta i giardini, gli orti e le zone alberate vicine alla abitazioni umane. È reprribile anche nella foresta di caducifoglie e presso i corsi d’acqua fiancheggiati da boschetti di bambù, nelle pianure e sulle pendici dei monti fino a 2.000 m d’altezza.
La distribuzione va dall’Africa orientale all’Afghanistan e, ad est, fino alla Cina meridionale e alla Korea.
Vive da solo o a coppie e partecipa alla caccia in gruppi misti, con altri insettivori della foresta.

Pigliamosche indiano del paradiso

NIBBIO BRUNO

Nome scientifico: Milvus migrans
Piccola descrizione: 60 cm. Razziatore coraggioso, incurante del traffico e dell’affolamento cittadini.

Il Nibbio bruno è un efficiente spazzino che visita regolarmente gli scarichi di immondizie, i macelli, i mercati ittici e di carne ed altri luoghi dove può facilmente raccogliere bocconcini prelibati. La dieta preferita è, infatti, a base di carcasse di piccoli animali e, più raramente, di prede vive. Accade talvolta che questi predatori facciano razzie anche negli allevamenti di pollame, soprattutto quando ci sono pulcini disponibili.
Bellissimo a vedersi durante il volo, il Nibbio bruno è abbastanza comune nei porti, nelle città e nei paesi di tutto il Sud-Est Asiatico. Nei centri abitati è facile vederlo appollaiato in cima ai tetti, sui pali del telegrafo o mentre vola roteando incessantemente, scrutando il terreno sottostante in cerca di qualche boccone. All’improvviso ecco che scende in picchiata, come un’apparizione dal nulla, per prendere un topo morto o un pezzetto di frattaglie, girandosi e roteando con destrezza in volo per evitare i cavi elettrici o il brulicante traffico di una frequentatissime superstrada.
L’area di idstribuzione del Nibbio bruno copre il sud dell’Europa, il Nordafrica e quasi tutto l’Oriente, la Nuova Guinea e l’Australia.
I componenti di questa specie si riuniscono con grandi schiamazzi alla sera sui loro posatoi preferiti. Il nido è una grossa piattafomra fatta di ramoscelli, fili, stracci ed altre immondizie, collocato su una biforcazione dei rami di un albero. Vengono deposte da due a quatro uova, di colore molto variabile, con forti picchiettature e chiazze.

Nibbio bruno

UCCELLO SARTO

Nome scientifico: Orthotomus sutorius
Piccola descrizione: 12 cm.

Un sarto provetto

L’Uccello sarto (Orthotomus sutorius), reso immortale da Rudyard Kipling, nel suo “Libro della giungla”, ha un’indole estrmamente adattabile; vive nei giardinetti e nelle piazze, in complessi urbanistici e commerciali nel cuore della città. Nonostante le decimazioni causate da gatti e roditori, riesce sempre a mantenere una calma olimpica ed un’assenza assoluta di paura anche nelle situazioni più caotiche.
L’Uccello sarto vive in coppie, avventurandosi sulle verande dei bungalows e saltellando tra i vasi di fiori, spesso a pochi passi dagli abitanti della casa. Il nido, una coppa di fibre vegetali intrecciate, è contenuto in un imbuto di foglie vive, faticosamente cucite insieme dall’uccello, che usa il becco, sottile ed appuntito come un ago, e fili d’erba o di cotone come filo. Il nido, posto vicino a terra, è spesso costruito tra le foglie di un vaso ornamentale contenente una pianta con le foglie grandi. Ogni covata consta di tre-quattro uova, incubate dalla femmina.

Scelta del posto

Il punto scelto per il nido è di solito vicino a terra. Spesso viene usata una singola foglia pendente, abbastanza grande, una volta ripiegata e cucita, da contenere il nido, ma possono essere usate tre o quattro foglie cucite insieme.

Preparazione dell’ivolucro

Dopo essersi procurato diversi fili di cotone, di erba fine o di lana, l’uccello bucherella il bordo della foglia con il becco per poi far passare il filo attraverso il buco. Il materiale fibroso si igarbuglia formando un nodo ed evitando che la foglia si riapra.

Costruzione del nido

Una volta cuciti saldamente i borsi dell’ivolucro, viene lascaito un foro d’ingresso su un lato o nella parte inferiore; la femmina allestisce il nido all’interno, usando lanugine vegetale, erba, pezzetti di lana e piume, fino a formare un caldo e sicuro rifugio per le uova.

Uccello sarto

Nido di Uccello sarto

ASIA MERIDIONALE
LAGHI, FIUMI E PALUDI

IDROFAGIANO CHIRURGO

Nome scientifico: Hydrophasianus chirurgus
Piccola descrizione: 50 cm. L’elegante maschio viene ben presto abbandonato dalla sua aggressiva consorte.

Più grossa ed agressiva del maschio, la femmina poligama dell’Idrofagiano chirurgo non esita a lottare aspramente con le rivali per l’attenzione di un maschio. Dopo aver deposto quattro uova su un cuscinetto galleggiante di erba e steli, la femmina abbandona immediatamente il maschio, per andare in cerca di nuove conquiste; un singolo maschio può allevare fino a tre covate per stagione senza alcun aiuto da parte della compagna. L’Idrofagiano chirurgo è un uccello acquatico simile ai ralli, con lunghe zampe nude e dita enormemente allungate che, distribuendo il peso dell’uccello, gli permetono di camminare con grazie sulla vegetazione galleggiante. Si ciba di sostanze vegetali, insetti acquatici e molluschi, frequentano stagni e laghi anche nelle zone abitate, affettando una totale indifferenza nei confronti dell’uomo.
Le lunghe ed eleganti penne caudali di questo uccello fanno parte della sua livrea nuziale; al di fuori della stagione degli amori, l’uccello è di un marrone spento e si fa notare soltanto quando le ali di un bianco brillante, con punte nere, vengono spiegate in volo.
Comune in tutti i bassopiani della Regione Orientale (verso est, fino a Formosa, e verso sud, fino alle Filippine), l’Idrofagiano chirurgo è a volte reperibile anche a 3.000 metri sul livello del mare.

Idrofagiano chirurgo

ASIA MERIDIONALE
PALUDI E FORESTE DI PALUDE

In tutto il mondo le zone paludose sono di importanza vitale per gli uccelli, ma l’aumento demografico della comunità umana porta necessariamente con sé una richiesta di nuova terra e di nuove risorse idriche. Così vengono bonificate paludi, laghi, fiumi, zone fangose create dall’azione delle maree ed anche paludi di mangrovie; i fiumi vengono deviati o sbarrati o, peggio, inquinati dagli scarichi velenosi dell’industria e dell’agricoltura.
In Asia, come in Europa ed in America, molti insediamenti faunistici sono scomparsi; mentre i metodi di controllo dell’inquinamento sono ad uno stato ancora embrionale.
Quando, in inverno, i laghi dell’Asia settentrionale e centrale gelano, milioni di uccelli migrano a sud, verso territori alimentari della penisola indiana. Qui subiscono una vera e propria persecuzione da parte dei cacciatori; spesso il loro habitat di canneti viene deteriorato durante la posa di reti per la pesca.
Le gru, le egrette, gli aironi ed i pellicani corrono anche il pericolo di venir uccisi, in quanto condiserati elementi di disturbo per la pesca condotta su scala commerciale. Fortunatamente, l’India, il Pakistan, il Bangladesh e diversi altri paesi hanno creato delle riserve per gli ospiti invernali e, con l’aiuto degli enti internazionali per la conservazione, alcune specie molto rare, come l’anatra sposa ed altre anatre, sono state reintrodotte nelle riserve dell’Assam e del Pakistan.

Paludi e foreste di paludi

NIBBIO BRAHAMA

Nome scientifico: Haliastur indus
Piccola descrizione: 47 cm. Si riunisce in stormi per catturare i pesci durante la stagione dei monsoni.

Il Nibbio brahama dipende in misura notevole dalle paludi per la sua dieta composta di pesci, granchi, rane, piccoli rettili ed insetti. Come altre specie, questo nibbio caccia le termiti alate che emergono dal suolo inzuppato d’acqua; gli insetti vengono afferrati tra gli artigli e portati al becco a mezz’aria.
Questo bel rapace di colore marrone copre con la sua area di distribuzione tutta la Regione Orientale e parte dell’Australasia. Sulla costa è reperibile nei porti, nei villaggi dei pescatori, nelle zone battute dalle maree e nelle paludi a mangrovie: gli habitat interno comprendono fiumi, laghi, cisterne d’irrigazione e risaie. Si dà ad un vagabondaggio stagionale, specialmente durante la stagione dei monsoni.
Il nido, una struttura poco compatta di ramoscelli, è rivestito di stracci e lana ed è collocato su di un albero, vicino all’acqua.

Nibbio brahama