Amici Volanti

Amici Volanti

   Giu 13

Europa pt. 16

Non solo Europa

GUFI, CIVETTE, BARBAGIANNI

Si vedono con difficoltà perchè sono attivi solo di notte, a caccia di topi ed altri piccoli animali. I loro grando occhi frontali li aiutano ad individuare la preda al buio. Hanno volo silenzioso.

Nome comune: Barbagianni
Nome scientifico: Tyto alba alba
Ordine: strigiformi
Famiglia: titonidi
Piccola descrizione: il barbagianni è lungo 36 cm.

Frequenta campi coltivati, paludi ma anche edifici abbandonati come granai, campanili e rovine. È più facile vederlo al crepuscolo. La specie a petto bianco (Tyto alba alba) è presente nell’Europa meridionale ed occidentale., la specie a petto bruno-giallastro (Tyto alba guttata) è presente nell’Europa settentrionale ed orientale.
Caratteristiche: faccia cuoriforme; dorso bruno; petto bianco o bruno-giallastro uniforme.

Barbagianni

Nome comune: Assiolo
Nome scientifico: Otus scops
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: l’assiolo è lungo 19 cm.

 

Frequenta alberi vicino alle abitazioni umane e rovine. È raramente visibile durante il giorno. Ha ai lati del capo cornetti di piume erettili.
Caratteristiche: piccolo, con corti cornetti di piume erettili.

Assiolo

Nome comune: Gufo reale
Nome scientifico: Bubo bubo
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: il gufo reale è lungo 68 cm.

 

È il più grande rapace notturno europeo. Vive nelle foreste, sui fianchi delle montagne, nelle steppe aperte. Attivo all’alba ed al tramonto, caccia animali che possono avere persino la taglia di una lepre. È raro.
Caratteristiche: massiccio, con lunghi cornetti di piume erettili.

Gufo reale

Gufo Comune

Nome comune: Gufo delle nevi o civetta delle nevi
Nome scientifico: Nyctea scandiaca
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: il gufo delle nevi è lungo 61 cm.

Vive e nidifica nell’artico, in Norvegia ed Islanda, ma talvolta sverna dell’Europa settentrionale; si puó allora vedere nelle palud, sulle rive dei laghi e sulla costa. Caccia di giorno; il piumaggio bianco lo mimetizza nella neve.
Caratteristiche: piumaggio bianco, grandi occhi gialli.

Civetta delle nevi o Gufo delle nevi

Nome comune: Civetta nana
Nome scientifico: Glaucidium passerinum
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: la civetta nana è lunga 18 cm.

Abita le foreste di abeti; attiva di giorna e di notte, caccia piccoli uccelli. È il più piccolo rapace notturno europeo.
Caratteristiche: molto piccola, con testa arrotondata, senza “cornetti”; quando è appollaiata agita la coda.

Nome comune: Civetta
Nome scientifico: Athene noctua
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: la civetta è lunga 23 cm.

Frequenta gli alberi sparsi, i campi aperti, sovente presso le case. Si puó vedere di giorno appollaiata su un ramo, dondolandosi e inchinando la testa se è in allarme.

 

Nome comune: Allocco
Nome scientifico: Strix aluco
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: l’allocco è lungo 38 cm.

Assai comune, vive nei boschi, parchi e giardini. I genre caccia di notte e si puó vedere di giorno mentre dorme su un albero. Il colore varia dal bruno al grigio.
Caratteristiche: piumaggio striato, occhi neri; forma massiccia e senza “cornetti”.

Allocco

Pulcini di Allocco

Mamma Allocco

Nome comune: Gufo comune
Nome scientifico: Asio otus
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: il gufo comune è lungo 36 cm.

Dorme di giorno nei boschi, caccia al tramonto, spesso nei terreni scoperti.
Caratteristiche: forma snella, lunghi “cornetti”.

Due gufi comuni

Gufo comune

 

Nome comune: Gufo di palude
Nome scientifico: Asio flammeus
Ordine: strigiformi
Famiglia: strigidi
Piccola descrizione: il gufo di palude è lungo 38 cm.

Caccia nei terreni aperti, nelle paludi di giorno ed al tramonto. I “cornetti” ai lati del capo sono molto corti.
Caratteristiche: simile all’allocco, ma con occhi gialli e piumaggio più chiaro.

COSA VUOL DIRE

Massiccio: grosso.
Cornetti: piume poste ai lati del capo dei rapaci notturni.
Uccelli rapaci: uccelli che vivono cacciando altri animali. Sono caratterizzati dal becco adunco (a uncino) e robusto, e da zampe munite di solidi artigli.

ASIA MERIDIONALE
LE COLLINE PEDEMONTANE DELL’HIMALAYA

Negli altopiani ventosi del Tibet e della Cina sudoccidentale, solo i muschi ed i licheni sopportano il freddo intenso ed il pesante manto di neve, anche se cespugli e piante alpine allignano nelle regioni più secche. Sotto i 3.700 m la vegetazione è stratificata, come dimostrano le tipiche foreste dell’Himalaya. Qui conifere stente, betulle particolarmente resistenti ed occasionali cespugli di rododendro formano le foresta alpine più elevate. Più in basso si trovano le foreste temperate secche, formate ancora in prevalenza da conifere, tra cui fanno la loro comparsa le prime latifoglie. A circa 2.000 m queste sono soppiantate da una foresta mista, umida e temperata, con uno strato cespuglioso molto vario. Ancora più in basso la natura della foresta varia a seconda della località, da foresta temperata umida a foresta tropicale sempreverde.
La volta è generalmente fitta e ornata da muschi, felci, licheni e piante epifite, favorite dalla elevata umidità e dalle precipitazioni abbondanti. Gli uccelli sono scarsi alle altitudini maggiori, sebbene siano stati osservati degli Avvoltoi degli agnelli e delle gazze alpine al di sopra dei 7.000 m. Lungo la line delle nevi, Pernici bianche e Tetraoni, oltre a diverse specie di Fagiani, sono ben rappresentati; poi, man mano che si scende, la fauna si fa sempre più ricca e varia. La migrazione altitudinale è una caratteristica dell’Himalaya; a primavera, gli uccelli volano in stormi ad occupare le zone più alte e ritornano alla zona pedemontana ed alle pianure in inverno.

Le colline pedemontane dell’Himalaya

LOFOFORO SPLENDENTE

Nome scientifico: Lophophorus impejanus
Piccola descrizione: 70 cm. Decimato dai cacciatori in buona parte della sua area di distribuzione.

Il Lofoforo splendente, che sbuca fuori dalla fitta vegetazione di copertura emettendo un grido caratteristico, selvaggio e risonante, è un obiettivo che tenta molti cacciatori, tanto che in molte parti della sua area di distribuzione questo bel fagiano crestato è stato addirittura decimato. È diffuso su tutta la catena dell’Himalaya, dall’Afghanistan orientale al Butan; vive nelle foreste di cedri e di rododendri ad altezze comprese tra i 2.100 ed i 4.500 m, preferendo le pendici ripide ove la copertura di foresta è interrota da radure ricche di erbe e vegetazione cespugliosa secondaria. Il Lofoforo si nutre di radici, bacche e tuberi che cerca anche sotto la neve.
Il richiamo del maschio poligamo, un suono forte, simile a quello del Chiurlo, viene emesso da una sporgenza rocciosa esposta, dalla quale può controllare un ampio tratto di territorio. La femmina è tranquilla, coperta da un piumaggio quasi incolore rispetto a quello del maschio; si tiene all’interno della folta copertura per buona parte della sua giornata e costruisce il nido a terra, sotto la sporgenza di un masso o nella cavità di un albero.

Lofoforo splendente

ASIA MERIDIONALE
FORESTA PLUVIALE MONSONICA

Ricca di una fantasmagoria di piante ed animali di ogni specie, la foresta pluviale tropicale del Sud-Est Asiatico costituisce uno degli ecosistemi più complessi della Terra. In questo habitat brulicante, prodotto dai monsoni e dalle piogge da questi provocate (che in alcune zone superano i 300 mm), non esiste una specie predominante. Nella sola Malesia sono reperibili ben 200 specie diverse di alberi ed un chilometro quadrato di foresta pluviale può ospitare più di 500 specie di coleotteri.
Buona parte delle 1.500 specie di uccelli che vivono nell’Asia sudorietale dipendono, direttamente od indirettamente, dalla foresta pluviale; nei punti in cui questa è stata distrutta, il declino dell’avifauna è drammatico. Quasi tutti gli uccelli della foresta pluviale sono limitati alla volta chiusa, dove i Buceri dagli smaglianti colori, le Colombe, i Parrocchetti si cibano dei frutti e del nettare dei fiori. Nelle sparse radure, ad esempio, dove un albero gigante è caduto sotto il peso delle liane che l’hanno strangolato, Orioli, Cuculi, Trogoni e picchi sono uno spettacolo comune, anche se piuttosto fugace; allo stesso modo, nell’oscurità del sottobosco, tra la massa ingarbugliata delle radici, uccelli di terra a colori brillanti, come Pitte, galli della giungla e pavoni, si nascondono timidi allo sguardo dei ricercatori.

CINCIA SULTANA

Nome scientifico: Melanochlora sultanea
Piccola descrizione: 20 cm. Acrobata variopinta componente di una famiglia tra le più diffuse.

Volando di ramo in ramo con un curioso volo paracadutato, questa cincia dai vivaci colori va in cerca di cibo in piccoli gruppi, attraverso la volta della foresta. Come quasi tutte le cincie, è capace di assumere le posizioni più acrobatiche, mentre va a caccia di insetti e larve sui rami.
L’area di distribuzione della specie si estende dall’Himalaya orientale alle isole della sottoregione della Malesia, pasando atraverso l’Indocina: l’uccello è sempre reperibile in foreste umide sempreverdi e nelle foreste tropicali di caducifoglie, particolarmente nei tratti submontani, fino a 900 metri sopra il livello del mare.
Sette od otto uova bianche, con forti maculature rosse e marroni, vengono deposte su uno spesso cuscinetto di muschio, posto all’interno della cavità di un albero; attualmente non conosciamo altri particolari della biologia riproduttiva e del comportamento della Cincia sultana.

Cincia sultana

IRENA PUELLA

Nome scientifico: Irena puella
Piccola descrizione: 27 cm. Il maschio sfaccendato canta mentre la femmina si costruisce il nido.

L’Irena puella, forse uno degli uccelli di foresta più leggiadri, vive nelle fitte ed umide foreste pluviali di caducifoglie e sempreverdi, dall’India fino alla sottoregione della Malesia. In piccoli gruppi dise-otto uccelli, l’Irena puella è sempre in movimento tra i rami, volando di albero in albero, a volte associandosi ai Buceri, ai Bulbul ed ad altri uccelli frugivori. L’Irena puella è dedita ad un vagabondaggio in continua ricerca del suo nutrimento preferito, costituito da fichi selvatici.
A differenza di molti uccelli di foresta che nidificano ai margini o nelle radure, l’Irena puella sceglie località fitte ed umide per la costruzione del suo nido di rami e muschi. Mentre la femmina si accolla il compito di costruire il nido, il maschio le tiene compagnia, incorraggiandola col canto.
Normalmente nel nido vengono deposte due uova verde oliva, con picchiettature irregolari.

Irena puella

GALLO BANKIVA

Nome scientifico: Gallus gallus
Piccola descrizione: 65 cm. L’antenato certo di tutti i gallinacei da cortile.

Giustamente riconosciuto come l’antenato di tutti i gallinacei da cortile, questo supendo uccello pare sia stato addomesticato nel corso della civiltà Mohanjodaro, più di 2.500 anni a.C. È curioso ricordare che nelle zone ricche di pietre preziose coma la Birmania, negli intestini del Gallo bankiva sono stati trovati, insieme a pietre e sabbia dura inghiottite per meglio sminuzzare e triturare i semi, i tuberi ed i frutti, anche piccoli rubini e zaffiri!
Timido e selvatico, vola velocemente, mettendosi al coperto al minimo segno di pericolo, oppure proiettandosi in volo verticale, per fuggire attraverso la volta della foresta.
Il Gallo bankiva è considerato inoltre il migliore amico del guar, imponente ed aggressivo bue selvatico delle colline boscose. I Galli bankiva frequentano senza timore le loro zone di pascolo per cibarsi degli insetti che infestano i bovini.

Gallo bankiva