Amici Volanti

Amici Volanti

   Giu 13

Europa pt. 15

NON SOLO EUROPA

FALCHI

I falchi sono in genere più piccoli degli altri rapaci diurni ed hanno lunghe ali appuntite e lunghe code. Sono feroci predatori e cacciano la preda con volo rapido. Le femmine sono in genere più grandi dei maschi.

Nome comune: Falco pescatore
Nome scientifico: Pandion haliaëtus
Ordine: falconiformi
Famiglia: pandionidi
Piccola descrizione: il falco pescatore è lungo 56 cm.

Quest’uccello differisce poco dagli altri uccelli predatori diurni ed è l’unico componente della famiglia.

Vive su laghi, fiumi e coste, volteggiando alto sull’acqua; si tuffa tenendo le zampe in avanti. Afferrato il pesce, torna ad appolaiarsi vicino all’acqua.
Caratteristiche: scuro sopra, bianco sotto, con capo bianco attraversato da una linea scura.

Falco pescatore

Nome comune: Lodolaio
Nome scientifico: Falco subbuteo
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il lodolaio è lungo 33 cm.

 

Vive nelle regioni boscose e sugli alberi sparsi, afferando al volo piccoli uccelli come allodole, rondini e rondoni ed anche insetti. Nidifica sugli alberi.
Caratteristiche: striato inferiormente con “calzoni” castani.

Lodolaio

Il lodolaio è una varietà europea che si distingue per il suo piumaggio striato sul ventre e sul petto. Molto veloce ed abile nella caccia, si nutre soprattutto di libellule e depone le uova nei nidi abbandonati dagli altri rapaci.

Nome comune: Falco pellegrino o Falcone
Nome scientifico: Falco peregrinus
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il falco pellegrino è lungo 43 cm.

 

Frequenta rocce e scogliere ove nidifica, e d’inverno coste e paludi. Lo si vede anche nei boschi o nelle città. Caccia, precipitandosi in picchiata con ali quasi chiuse, soprattutto uccelli (specialmente piccioni). È divenuto raro per effetto dei pesticidi e dei cercatori di uova.
Caratteristiche: petto e ventre chiari con barre, dorso grigio scuro; mustacchi neri.

Falco pellegrino o Falcone

Il falco pellegrino (Falco peregrinus) è conosciuto per la sua abilità nella caccia e per la sua velocità. Nel corso degli anni ’50 e ’60 la specie venne gravemente danneggiata dall’uso del DDT e di altri pesticidi, che si accumulavano per tessuto adiposo degli animali passando da preda a predatore. I rapaci, al vertice della catena alimentare, sono particolarmente esposti ai danni causati da queste sostanze, che indeboliscono il gusco delle uova causando la morte degli embrioni.

Nome comune: Girifalco o Girfalco
Nome scientifico: Falco rusticolus
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il girifalco o girfalco è lungo 53 cm.

 

Vive sulle montagne, sulle coste ed ai margini delle foreste. Nidifica sulle scogliere. Caccia come il falco pellegrino, ma ha volo molto veloce.
Caratteristiche: come il falco pellegrino, ma grigio (raramente bianco) sul dorso e sul ventre; senza mustacchi.

Girifalco o Girfalco

Girifalco o Girfalco con pulcini

 

Nome comune: Lanario
Nome scientifico: Falco biarmicus
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il lanario è lungo 43 cm.

 

Preferisce le montagne, i terreni rocciosi e le coste. Nidifica su rocce ed alberi. Caccia come il falco pellegrino, ma prede più piccole.
Caratteristiche: come il falco pellegrino, ma con dorso bruno e vertice bruno-chiaro.

Lanario

Nome comune: Smeriglio
Nome scientifico: Falco columbarius
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: lo smeriglio è lungo 30 cm.

 

Vive in aperta campagna d’estate, anche sulle coste d’inverno. Nidifica al suolo o sugli alberi. Caccia uccelletti volando radente al suolo.
Caratteristiche: Maschio: dorso grigio-blu, parte inferiore con striature bruno-rosse. Femmina: come il maschio ma con dorso bruno.

Nome comune: Grillaio
Nome scientifico: Falco naumanni
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il grillaio è lungo 30 cm.

 

Vive sui terreni, rocciosi e paludosi, spesso nei campi presso città e villaggi. Nidifica su scolgiere e case. Assomiglia la gheppio, ma plana più raramente.
Caratteristiche: Maschio: come il maschio del gheppio, ma con dorso ed ali non macchiettate. Femmina: simile al quella del gheppio, ma plana raramente.

Grillaio

Nome comune: Gheppio
Nome scientifico: Falco tinnunculus
Ordine: falconiformi
Famiglia: falconidi
Piccola descrizione: il gheppio è lungo 33 cm.

 

Rapace assai comune, vive nei più diversi ambienti, comprese le città. Volteggia raso terra presso il suolo, battendo rapidamente le ali, poi scende in picchiata su roditori ed insetti.
Caratteristiche: Maschio: capo e nuca grigio-blu, dorso ed ali rossastre con macchie scure, coda grigio-blu con banda nera. Femmina: come il maschio ma con capo e nuca bruni, barre sul dorso e sulle ali, coda bruna con bande nere.

Gheppio americano

Gheppio in volo

 

COSA VUOL DIRE

Calzoni: sone le piume delle zampe.
Mustacchi: striscie sottili e lunghe ai lati del becco.
Zostere: erbe acquatiche.
Losanga: pezza a forma di rombo.
Erratico: volo instabile, irregolare, inquieto, irrequieto. Uccello che va di quà e di là, sù e giù.
Macchiettato: a macchie.
Volo planato: volo ad ali aperte ed immobili che sfrutta le correnti d’aria.
LIPU: Lega Italiana Protezione Uccelli.
Pigmenti: sostanze che conferiscono colori caratteristici alle penne e alle uova.
Volo veloce: uccello che vola bene.
Parata: vistosa esibizione compiuta dal maschio per attirare la femmina e formare la coppia. Fa parte del cortegiamento; il maschio assume particolari posizioni, canta o danza.
Corteggiamento: è attività, in genere del solo maschio, che viene esercitata nel periodo dell’ accoppiamento per attirare il partner. In seguito al corteggiamento si forma la coppia che poi alleverà i piccoli.
Richiamo: particolari suoni emessi dagli uccelli per indicare un pericolo e per scacciare altri uccelli che hanno invaso il loro territorio o per tenere unito il gruppo prima o durante le migrazioni. Il richiamo è formato da suoni brevi, diversi da quelli del normale canto.
Volo silenzioso: uccelli che non fanno rumore.

AMERICA SETTENTRIONALE
LA CITTÀ: TANTE POSSIBILITÀ DA SFRUTTARE

Le città europee si sono sviluppate gradualmente, nel corso di molti secoli, e gli uccelli che vi abitano sono stati in grado di abituarsi gradualmente all’ambiente urbano. Invece, quasi tutte le città americane sono sorte in modo rapido, dando agli uccelli poche possibilità di adattamento. Cionondimeno, le città americane non sono deserti ornitologici.
È sorprendente pensare al numero di specie che risiedono nei parchi cittadini, ed a quelle che visitano le città al di fuori della stagione degli accoppiamenti. I tre uccelli più importanti delle città americane sono il piccione, lo stornello ed il passero domestico che, importati dall’Europa, si sono perfettamente adattati agli schemi di sopravvivenza urbana. Ad essi si sono unite molte specie nordamericane, anch’esse in grado di sviluppare i necessari adattamenti.
A parte la presenza umana, a cui molte specie sono in grado di adattarsi senza sforzo, l’ostacolo più grave ai fini di una colonizzazione delle città da parte degli insettivori è probabilmente la carenza di insetti. Uccelli granivori, come il Ciuffolotto, sono diventati comuni nel cuore di New York, mentre soltanto i parchi più estesi sono in grado di sostenere uccelli insettivori, quali i Virei e vari tipi di uccelli canori. Forse l’adattamento urbano più notevole è stato quello di alcune specie di Gabbiani, che svernano nelle città, dove si nutrono di rifiuti. Il numero dei Gabbiani è fortemente aumentato, da quando hanno scelto questa residenza invernale.

Una città

GUFO DELLA VIRGINIA

Nome scientifico: Bubo virginianus
Piccola descrizione: 55 cm. Molto più adattabile del suo corrispondente europeo.

A differenza del Gufo reale (Bubo bubo), ad esso legato da stretti vincoli di parentela, e residente nel continente euroasiatico, il Gufo della Virginia è tollerante nei confronti dell’uomo ed a volte nidifica nei parchi pubblici. Il Gufo reale è diventato raro nelle parti più popolate dell’Europa.
Gli uccelli cominciano gli accoppiamenti all’inizio dell’anno, usando spesso il nido abbandonato di un corvo o di un falco, oppure un albero cavo od una sporgenza rocciosa. La loro difesa del nido è strenua. Questi uccelli si cibano di piccoli di mammiferi e di uccelli, esercitando la loro attività predatoria anche sulle puzzole e su altre specie di gufo più piccole. Il Gufo della Virginia è reperibile dall’Alaska e dal Canada settentrionale alla Terra del Fuoco.

Gufo della Virginia

RONDINE PORPORINA

Nome scientifico: Progne subis
Piccola descrizione: 20 cm. Una lunga storia d’amicizia e di collaborazione con la specie umana.

La Rondine porporina è la rappresentante nordamericana di un gruppo di specie diffuse nell’America tropicale. Queste grosse rondini si cibano di zanzare ed altri insetti alati e rendono perciò un eccellente servigio alla comunità umana. In alcune parti del paese, si arriva persino ad incorraggiarne la riproduzione, mettendo a disposizione degli uccelli dei nidi artificiali. La specie è coloniale ed il nido naturale è di solito situato nelle cavità di alberi morti, prodotte dai picchi.
I Pellerossa degli stati sudorientali erano soliti appendere agli alberi delle zucche vuote, prototipi degli attuali nidi artificiali. Le Rondini porporine devono competere con altri uccelli per questi nidi, trovandosi spesso “defenestrate” da storni o passeri domestici.

Rondine porporina

GHIANDAIA AZZURRA AMERICANA

Nome scientifico: Cyanocitta cristata
Piccola descrizione: 30 cm (s’intende la lunghezza). Le sue scorte di cibo contribuiscono spesso alla disseminazione delle piante.

La Ghiandaia azzurra è un altro uccello estremamente comune nell’America Setentrionale, sebbene sia alquanto impopolare a causa delle sue abitudini predatorie. Infatti fa spesso razzie nei nidi degli altri uccelli ed è aggressiva e prepotente, arrivando persino a cacciar via gli uccelli di altre specie dai luoghi in cui si rifocillano. È inoltre famosa per la sua abitudine di aggredire falchi e civette.
La Ghiandaia azzurra appartiene ad un gruppo di specie del Nuovo Mondo, reperibili non solo in tutta l’America Settentrionale, ma anche nelle zone tropicali o subtropicali. Nelle fredde giornate di ottobre, i quercieti risuonano dei richiami delle Ghiandaie azzurre, intente a raccogliere ghiande ed a stivarle nel deposito di fogliame a terra o appena sotto la superficie del suolo. Spesso gli uccelli non tornano a recuperare le ghiande, che in seguito germogliano; è questo uno dei molti casi in cui un’abitudine ad immaggazzinare il cibo contribuisce alla dispersione dei semi.
Comune nelle zone meno colonizzate, la specie è ugualmente numerosa nelle città, dove nidifica anche nei parchi e nei giardini, vivendo con quanto viene offerto da mani generose! Il massiccio nido di rametti è posto fino a 15 metri di altezza. I piccoli assomigliano agli adulti, ma hanno creste più corte e strisce pettorali nere meno definite.

Ghiandaia azzurra americana

MIMO POLIGLOTTO

Nome scientifico: Mimus polyglottus
Piccola descrizione: 25 cm. Un imitatore perfetto dal repertorio decisamente vasto.

Il Mimo poliglotto, dai modesti colori, è un uccello tipico del sud. Provetto cantatore ed eccellente mimo, questo uccello è stato paragonato all’Usignolo europeo (Luscinia megarhynchos).
Negli ultimi anni la specie ha esteso la sua area di diffusione oltre la Linea Mason-Dixon, ed è oggi copiosamente rappresentata nella regione attorno a New York, dove il suo canto sembra curiosamente fuori posto. L’uccello canta spesso nelle tiepide nottate primaverili, specialmente se brilla la luna. In questi momenti, il suo canto è particolarmente bello, e comprende accurate imitazioni dei canti di molte altre specie. Questo talento dipende dal fatto che il Mimo poliglotto è fortemente territoriale, e respinge cantando non solo gli uccelli della sua specie, ma anche quelli di specie differenti.
Sebbene gli uccelli difendano il territorio per tutto l’anno, diventano particolarmente aggressivi nella stagione degli accoppiamenti, quando nascondono il loro nido di rametti e di foglie tra i folti cespugli. Quattro o cinque uova formano una covata normale. I piccoli passano circa due settimane nel nido e, quando lo abbandonano, il “grido d’allarme” degli adulti si ripercuote nell’aria per diversi giorni.

Mimo poliglotto

TORDO AMERICANO

Nome scientifico: Turdus migratorius
Piccola descrizione: 25 cm. Sebbene gli americani lo chiamino “pettirosso”, non ha in realtà alcuna affinità con quella specie.

Questo uccello nordamericano è in relatà un grosso tordo, i cui parenti più prossimi sono uccelli come il Merlo europeo (Turdus merula) e la Tordela (Turdus viscivorus).
Come i suoi cugini in altre parti del mondo, il Tordo americano si è prontamente adattato alla presenza dell’uomo, e nidifica nei giardini cercando nei prati il suo nutrimento. Tuttavia, nelle zone più selvagge della sua area di distribuzione, mantiene le abitudini tipiche di un uccello di foresta.
Il Tordo americano si costruisce un imponente nido a forma di coppa: la materia prima è il fango ed il rivestimento sono le erbe. Vi depone quattro o cinque uova. Questi uccelli aggressivi allevano con successo fino a tre nidiate per stagione. Verso la fine dell’estate, quando la popolazione è al suo punto massimo, si cibano di frutti ed insetti.

Tordo americano