Amici Volanti

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   Set 25

Europa pt. 6

Non solo Europa

UCCELLI DELLE ALPI

ALPI PRESE IN CONSIDERAZIONE:

Cartina Trentino Alto-Adige

Cartina Alpi

Cartina Alpi

Cartina Alpi

Famiglia: Podicipedidi (Podicipedidae)

Svasso maggiore

Nome scientifico: Podiceps cristatus cristatus

Questo podicipedide di dimensioni simili all’anatra è riconoscibile per i ciuffi auricolari nerastri e – nel periodo della cova – per un collare di penne bruno-ruggine, contornate di nero, ai lati del corpo. Tutti i podicipedidi volano raramente, ma sono abilissimi nuotatori e tuffatori. I piedi non sono – come nelle anatre – provvisti di membrane natatorie, ma di lobi; si differenziano dalla anatre inoltre per il becco a punta e perché sono privi di “coda”.

Diffusione: lo svasso maggiore si nota regolarmente, all’inizio della primavera, al Lago di Caldaro. A volte a marzo, quando le acque si liberano dal ghiaccio si vedono fino a 40 esemplari di questa specie. Allora risuona anche in lontananza, sull’acqua il loro roco e chiassoso “grockgrock”.

Svasso maggiore

Svasso maggiore

Tuffetto

Nome scientifico: Podiceps ruficollis ruficollis

È il più piccolo tra i podicipedidi. Si comporta in modo misterioso e vola basso e veloce. Nell’abito da cova il tuffetto è marron scuro nella parte superiore del corpo e più chiaro in quella inferiore, le guance e la gola sono bruno-castane. L’angolo della bocca verde-giallastro forma una macchia chiara sul capo scuro. Il richiamo amoroso è un trillio forte e chiaro. In inverno l’uccello è molto più chiaro.

Diffusione: i tuffetti si soffermano – particolarmente in inverno – allo sbocco del Rio Valsura, nel bosco rivieresco vicino a Postal, vicino ai torrenti ed ai laghi artificiali. La specie è stanziale e nidifica al Lago di Caldaro. Abbiamo poche osservazioni sulle sue abitudini d’estate. Al lago artificiale di Sesto (1310 m) vi erano ancora all’8 settembre da otto a dieci tuffetti. Il piccolo tuffatore si può ossevare anche al Lago di Luco (“Laugensee” – Naz), al Lago della Muta ed al lago artificiale di Valdaora. In zone umide e vicino a buche pantanose risuona ripetutamente il canto amoroso del tuffetto.

Tuffetto

Tuffetto

Famiglia: Anatidi (Anatidae)

Oca selvatica

Nome scientifico: Anser anser

Quasi ogni anno si osservano le oche al loro passaggio attraverso la valle dell’Adige. Si tratta di solito dell’oca granaiola (Anser fabalis) più di rado dell’oca selvatica da cui deriva la nostra oca domestica. Le oche selvatiche volano solitamente ad angolo o in righe e si possono riconoscere in volo dalle ali anteriori grigio-argentee. L’emissione si suoni è molto varia come nel caso dell’oca domestica. Unico nel mondo degli uccelli è il fatto che l’unione di una coppia dura per tutta la vita: se uno dei due muore, l’altro rimane solo per tutto il resto della vita. Abbiamo conosciuto le abitudini dell’oca selvatica grazie ai profondi studi di Heinroth e Lorenz.

Diffusione: il passo delle oche selvatiche è stato osservato a febbraio presso Marlengo, a gennaio sopra lo “Sterzinger Moos” (= Palude di Vipiteno) ed a marzo vicino al torrente Aurino nei pressi di Brunico.

Oche selvatiche con pulcini

Oche selvatiche

Famiglia: Accipitridi (Accipitridae)

Falco pecchiaiolo

Nome scientifico: Pernis apivorus apivorus

Vive molto a contatto del terreno perché qui scava il suo cibo preferito, le larve delle vespe. Questo uccello rapace diurno è molteplice nella tinta; si passa con notevoli variazioni dall’uccello bruno-cannella a quello dal capo bianco e grigio. Sulla coda, alla base e sulla punta, spiccano delle larghe bande nere. Quando è in volo solo gli esperti osservatori sono in grado di distinguerlo dalla poiana per la lunga coda e per la testa protesa a mo’ di colomba. Tipiche sono inoltre le redini ricoperte di penne brevi, rigide, che servono a proteggere il falco pecchiaiolo dalle punture delle vespe.

Diffusione: il falco pecchiaiolo è tra i più “frequenti”accipitridi della Val d’Adige. Nella zona del Renon è più numeroso solo il gheppio. In aprile il falco pecchiaiolo ritoena dai luoghi, in cui sverna, dell’Africa tropicale: allora si possono osservare sulle coste porfiriche del Renon e del Monzoccolo (San Genesio) le coppie che si esibiscono in voli acrobatici e che costruiscono il nido di solito molto in alto, rivestendolo di rametti verdi. I falchi pecchiaioli si trovano anche nella zona di Montagna e di trodena, sul Monte Mezzodì in Val Venosta e regolarmente a Favogna. È tra gli accipitridi quello più frequente vicino a Magré e a Cortaccia, soprattutto tra Penone e Corona di Cortaccia. A settembre il falco pecchiaiolo riparte; migra volentieri socievolmente. È stato osservato nella zona di Sluderno (una coppia nel maggio-giugno del 1973) e in quella di Sesto, dove la specie è stata vista spesso a luglio nelle radure delle zone più alte (ad esempio vicino ad un nido di vespe nella zona della Cappella nel bosco “Waldkapelle”).

Falco pecchiaiolo

Falco pecchiaiolo

Famiglia di Falchi pecchiaioli

Famiglia falco pecchiaiolo

Pulcini di Falco pecchiaiolo

Pulcini falco pecchiaiolo

AMERICA SETTENTRIONALE

LE ZONE PALUDOSE DELL’INTERNO

ALBANELLA REALE

Nome scientifico: Circus cyaneus

Piccola descrizione: 40 cm. Il maschio va a caccia per procurare il cibo alla femmina intenta alla cova.

Questo predatore di palude è il solo rappresentante del gruppo delle Albanelle presente nell’America Settentrionale.

L’Albanella reale, che pattuglia la sua zona di caccia con un volo veloce, silenzioso e basso, rimane nascosta alla vista delle preda finché è troppo tardi perchè questa possa fuggire. È una tecnica di caccia perfettamente adatta all’habitat di palude dove rane, topi, serpenti e grossi insetti abbondano tra la fitta vegetazione bassa.

A differenza della maggior parte degli altri uccelli da preda, le Albanelle nidificano generalmente a terra, in una montagnetta di canne. La femmina è responsabile della costruzione del nido ed il maschio la aiuta nella ricerca del materiale adatto, volando a bassa quota e lasciando cadere il materiale sul luogo di nidificazione senza scendere a terra. La stessa tecnica è usata per nutrire i piccoli; quasi tutta l’attività venatoria tocca al maschio che lascia cadere il cibo vicino al nido, in modo che la femmina possa raccoglierlo e porgerlo ai piccoli.

Una volta svezzati, i giovani si disperdono: alcuni piccoli, marcati con anelli di riconoscimento alle zampe, sono stati recuperati a centinaia di chilometri di distanza dal luogo di nascita.

Albanella reale (maschio)

Albanella reale (maschio)

Albanella reale (femmina)

Albanella reale (femmina)

MORETTA AMERICANA

Nome scientifico: Aythya valisnera

Piccola descrizione: 53 cm. Deriva dalle prime colonizzatrici dell’Eurasia.

La Moretta americana e l’Anatre dalle testa rossa (Aythya americana), molto simili fra loro, sono entrambe parenti strette del Moriglione europeo (Aythya ferina) e derivano probabilmente da due colonizzazioni separate dell’America Settentrionale da parte del Moriglione o dei suoi antenati. La Moretta americana, uccello cauto, circospetto e dal volo veloce, è considerata dai cacciatori l’aristocrazia delle anatre nordamericane. Sebbene ogni anno sia permessa la caccia di un numero prestabilito di esemplari, non si può imputare alle attività venatorie la diminuzione della popolazione delle Morette, che dipende essenzialmente dalla progressiva scomparsa del suo habitat in seguito alla bonifica delle paludi.

Come certi Moriglioni, la Moretta abita un nido ben costruito, nascosto tra i canneti e si muove rapidamente ai limiti della palude e generalmente sull’acqua. Durante la cova viene costantemente aggiunto del materiale al nido, per compensare lo sprofondamento della massa di vegetazione imbevuta d’acqua. Solo la femmina costruisce il nido, cova ed accudisce ai piccoli: il maschio abbandona la sua compagna appena questa depone le uova.

Moretta americana

Moretta americana

PODILIMBO

Nome scientifico: Podilymbus podiceps

Piccola descrizione: 30 cm. Il suo robusto becco è adatto ad una dieta particolare.

Il Podilimbo propriamente detto è il più familiare e diffuso Podilimbo dell’Emisfero occidentale, ed è residente abituale delle paludi e degli stagni del Canada alla Patagonia. Nelle zone più settentrionali della sua area di distribuzione, il Podilimbo propriamente detto è migratorio ed abbandona la sua residenza nella tundra all’inizio dell’inverno, per farvi ritorno in primavera, appena i ghiacci si sciolgono: subito dopo, le paludi e gli stagni risuonano dei richiami sonori dei maschi, altamente territoriali, in fase di corteggiamento.

Come altri membri della famiglia dei podilimbi, il nido è una massa di vegetazione galleggiante, intrisa d’acqua; se allarmata, la femmina in cova ammucchia mazzi di vegetazione sulle uova, prima di mettersi in salvo. I piccoli, dal piumaggio striato, spesso si aggrappano al dorso di uno degli adulti.

Il Polimbo propriamente detto differisce dai suoi congeneri in quanto ha un becco insolitamente grande e tozzo; probabilmente dovuto al fatto che il grosso della sua dieta è costituito da crostacei a guscio duro, come i gamberi. Presso il lago Atitlan, in Guatemala, vive un Polimbo più grande ed incapace di volare: il Podilymbus gigas.

Podilimbo

Podilimbo

SVASSO PICCOLO

Nome scientifico: Podiceps nigricollis

Nome comune del genere di uccelli Podiceps appartenente alla famiglia dei Podicipitidi, ordine dei Podicipitiformi. Gli svassi sono uccelli acquatici che si nutrono di pesci, insetti, crostacei, molluschi ed anche alcuni vegetali. Vivono presso gli stagni, i laghi, i bacini di notevoli dimensioni dove l’acqua è quasi stagnate e la vegetazione è abbondante. Nidificano nei canneti e costruiscono un nido galleggiante simile ad un mucchio disordinato di vegetali umidi che pescano sul fondo. Prima di accoppiarsi, maschio e femmina costruiscono il nido aiutandosi l’un l’altro ed incitandosi a vicenda con la loro voce rauca; quando lavorano alla costruzione del nido i due uccelli si lasciano andare a manifestazioni di allegria, ergendosi sull’acqua petto contro petto, spiegando i ciuffi e le penne della gola, sbattendo con gioia le ali. Si accoppiano poi nel nido dove, in seguito, la femmina depone fino a 5 uova che vengono covate da ambedue i genitori; i piccoli rompono l’uovo dopo circa 25 giorni. Gli svassi sono utilissimi perché sterminano un gran numero d’insetti. La struttura del loro corpo è alquanto primitiva ma hanno un profilo idrodinamico, zampe robuste con le dita unite da membrana natatoria. Il piumaggio è soffice, compatto e lucente; le ali, piuttosto piccole, presentano una curvatura del tutto caratteristica. Raramente vivono in gruppi, essendo poco socievoli; formano piccole colonie solo all’epoca della cova. Si spostano facilmente sotto’acqua potendo rimanere sommersi anche a lungo. Spesso nuotano col corpo totalmente immerso ma con la parte superiore del capo fuor d’acqua. In Italia le specie che compaiono più di frequente sono: lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus), lungo 48 cm, dal piumaggio scuro superiormente e bianco sul petto e sul ventre; lo Svasso piccolo (Podiceps nigricollis); lo Svasso dal collo rosso (Podiceps griseigena), poco più piccolo dello svasso maggiore; lo Svasso cornuto (Podiceps auritus), lungo 33 cm, tipico per il ciuffo che adorna il suo capo.

Svasso piccolo (Podiceps nigricollis)

Svasso piccolo

Svasso maggiore (Podiceps cristatus)

Svasso maggiore1