Amici Volanti

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   Feb 21

America Settentrionale Pt.21

Non Solo America Settentrionale

CAVALIERE D’ITALIA

Nome scientifico: Himantopus himantopus

Ordine: caradriiformi

Famiglia: recurvirostridi

Piccola descrizione: uccello trampoliere, caratterizzato da zampe, collo e becco lunghi e sottili, ha piumaggio bianco con disegni neri.

DESCRIZIONE

Vive in zone acquitrinose; ha zampe rosse lunghe ed esili e dorso e ali nere, mentre il resto del piumaggio è bianco. Si nutre di insetti acquatici, ma anche di crostacei e di pesci di piccole dimensioni, che cattura in acque dolci e salmastre.

DISTRIBUZIONE

Uccello bianco e nero, con zampe lunghissime. Vive tra le paludi, ma non tra le canne. Si nutre d’insetti e molluschi. È un uccello non troppo frequente, anche in Italia.

ALTRE SPECIE

Cavaliere d’Italia della Nuova Zelanda (Himantopus novaezelandiae): è una specie di colore nero neozelandese.

Cavaliere d’Italia del Messico (Himantopus mexicanus): si riproduce in zone acquitrinose del continente americano, è lungo 33-43 cm ed ha zampe e occhi rosso brillante.

RIPRODUZIONE

Si riproduce accanto all’acqua nelle zone poco profonde di lagune, sulle rive dei laghi, in territori allagati dove l’acqua è poco profonda o fangosa. Solitamente nidifica in colonie. Il nido è tra un ciuffo di piante o in un cespuglio nell’acqua, oppure costruito in acque poco profonde, o in depositi fangosi lungo argini e rive. Il sito puó variare a causa delle oscillazioni del livello delle acque durante la nidificazione.

Nido: una depressione poco profonda con quantitá variabile di materiale, da poche “raspate” in un terreno asciutto sino ad un accumulo di detriti vegetali in lughi umidi.

Stagione riproduttiva: variabile; inizia da aprile inoltrato sino agli inizi di giugno. Covata singola.

Uova: generalmente 4, a volte 5. Di colore fulvo brunastro pallido, variabili ma di solito marcate con piccoli punti e chiazze neri e talvolta con macchioline grigiastre.

Incubazione: da entrambi i sessi. 25-26 giorni.

Allevamento: i pulcini sono accuditi da entrambi i genitori, corrono e sanno nutrirsi presto dopo la nascita. Diventano indipendenti a circa 4 settimane.

Cavaliere d’Italia

cavaliere d'italia

Il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) ha zampe lunghe e sottili e becco affusolato. Vive nelle aree litoranee e la sua dieta è costituita principalmente da crostacei.

Cavaliere d’Italia

Cavaliere d'italia

VOLTOLINO

Nome scientifico: Porzana porzana

Ordine: gruiformi o ralliformi

Famiglia: rallidi

Piccola descrizione: 23 cm.

DESCRIZIONE

Habitat e comportamento simile a quello del porciglione, di cui è ancora più timido. Ha piumaggio bruno scuro macchiettato e striato.

DISTRIBUZIONE (Europa)

In quasi tutta Europa ad esclusione del Regno Unito ed Irlanda, nord della Svezia, Norvegia e Finlandia.

RIPRODUZIONE

Si riproduce in paludi, pantani, acquitrini, ed in zone paludose simili che costeggiano i laghi. Il nido è sul terreno, nascosto tra piante alte accanto all’acqua, o in un cespuglio o tra vegetazione simile in acqua. Generalmente è posto su una sottile piattaforma di steli, con piante vive trascinate sopra di esso per nasconderlo alla vista dall’alto.

Nido: una fitta coppa di steli, foglie e materale simile, rivestita internamente con erbe e materiale vegetale più sottile.

Uova: generalmente 8-12, talvolta 6-15. Fulvo olivastre, pesantemente marcate con punti e chiazze marroni rossiccie e grigie.

Incubazione: curate da entrambi i sessi, inizinado a completamento della covata o poco prima. 18-21 giorni.

Allevamento: i pulli nascono in un periodo di diversi giorni. Sono accuditi da entrambi i genitori.

RE DI QUAGLIE

Nome scientifico: Crex crex

Ordine: gruiformi o ralliformi

Famiglia: rallidi

Piccola descrizione: 25 cm.

DESCRIZIONE

Si nasconde e nidifica tra le alte erbe e le le colture dei prati e dei campi. Il progresso agricolo ne ha causato la rarefazione. Ha piumaggio grigio-giallastro con macchie fulve sulle ali.

DISTRIBUZIONE (Europa)

In quasi tutta Europa tranne che nel Nord della Norvegia, Svezia, Finlandia, Grecia, Sud del Regno Unito ed Italia centrale.

RIPRODUZIONE

Si riproduce in terreni erbosi e tra la vegetazione bassa, di solito in aree umide pianeggianti o tra le messi ma anche in piccole aree di montagna e isole. Il nido è sul terreno, nascosto tra la vegetazione fitta.

Nido: una piccola piattaforma o un ciscuno di erba secca.

Uova: generalmente 8-12, talvolta 6-14. Di colore grigio verdastro pallido.

Incubazione: le uova sono deposte a giorni consecutivi. Solitamente cova solo la femmina iniziando a deposizione completa, ma nelle zone più settentrionali del proprio areale puó iniziare in anticipo. 15-18 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori, o solo dalla femmina. Normalmente nascono in un breve periodo di tempo e lasciano il nido dopo alcune ore. Sono nutriti dagli adulti per 3-4 giorni, poi si nutrono da soli. Sembra che abbandonino i genitori ancora molto piccoli, possono volare a circa 5 settimane e iniziano precocemente a mettere le penne ma non presentano un piumaggio completo sino a 7-8 settimane.

AMERICA SETTENTRIONALE

PRATERIE E DISTESE D’ERBA

MOLOTRO NERO

Nome scientifico: Molothrus ater

Piccola descrizione: 18 cm (s’intende la lunghezza). Un parassita dei nidi altrui tipico delle praterie americane. UCCELLO PARASSITA.

Come molte specie di cuculi, i molotri sono parassiti dei nidi, per il fatto che depongono le uova nei nidi di altri uccelli ed affidano la cura dei piccoli a “genitori adottivi”. Il loro parassitismo non è, tuttavia, altamente specializzato e non esiste una vera e propria scelta specifica dell’ospite, come invece si può riscontrare presso altri gruppi. Ne risulta che i molotri non hanno sviluppato quegli adattamenti necessari a sfruttare particolari specie ospite, come, ad esempio, la mimetizzazione delle uova.

Il parassitismo dei molotri si è evoluto in una direzione differente: essi depongono le uova in una gran varietà di nidi, appartenenti a specie diverse; il molotro nero, la sola specie reperibile su buona parte dell’America Settentrionale, pare si serva dei nidi di almeno 205 ospiti diversi. Alcuni di questi ospiti reagiscono all’uovo “estraneo” abbandonando il nido o espellendo l’uovo stesso, e di conseguenza sono ospiti poco ambiti; tuttavia i molotri hanno un tasso di sopravvivenza che non è sicuramente inferiore a quello della specie che li ospita.

I molotri sono particolarmente comuni nei terreni coltivati e sono famosi per la loro abitudine di cercare il cibo in prossimità del bestiame. Agli inizi della storia del continente nordamericano, i molotri erano associati alle grandi mandrie di bisonti che frequentavano le pianure occidentali. Tuttavia dopo la colonizzazione di questo territorio ed una certa azione di disboscamento, hanno esteso la loro area di diffusione anche ad habitat differenti pur restando sempre più numerosi nelle praterie erbose.

Molotro nero (maschio)

Molotro nero maschio

Molotro nero (femmina)

Molotro nero femmina

FALCO DELLE PRATERIE

Nome scientifico: Falco mexicanus

Piccola descrizione: 42 cm. Nella caccia si lancia con tale impeto da ruzzolare goffamente quando fallisce il bersaglio.

Sebbene per dimensioni e comportamento assomigli al Falcone pellegrino (Falco peregrinus), il Falco delle praterie è in realtà una copia su scala ridotta del Girfalco (Falco rusticolus), e viene sostituito nel continente eurasiatico dal Falco lanario e dal Falco sacro (Falco biarmicus e Falco cherrug). Come il Falcone pellegrino, che risiede nella stessa zona, il Falco delle praterie è molto sensibile agli antiparassittari ed attualmente l’uccello è in pericolo di estinzione.

In un territorio aspro e collinoso, entrambe le specie nidificano su sporgenze ed in grotte basse: il Falco delle praterie preferisce le regioni più aride, mentre il Falcone pellegrino nidifica di soltito in prossimità di una fonte d’acqua. Nel Falco delle praterie, la nidificazione è preceduta da spettacolari voli di corteggiamento, nel corso dei quali il maschio sembra lasciarsi cadere dall’alto, emettendo richiami acutissimi. Le quattro o cinque uova sono covate per lo più dalla femmina, accudita e nutrita dal maschio, ed entrambi si occupano del nutrimento dei piccoli.

Gli uccelli vanno alla ricerca di cibo sorvolando il territorio ad un centinaio di metri d’altezza, pronti a colpire piccoli mammiferi ed uccelli. La velocità con la quale viene sferrato l’attacco è tale che, in caso di mancato bersaglio, è facile che l’uccello rotoli goffamente a terra. A volte il Falco delle praterie cattura le sue prede in volo, con abilità pari a quella del pellegrino.

Dopo la stagione delle nidificazione, gli uccelli si spostano verso zone meno elevate, restando di solito nelle stessa regione. I piccoli si allontanano presto dal nido, a volte anche di parecchi chilometri.

Falco delle praterie

Falco delle praterie

ZIGOLO-ALLODOLA

Nome scientifico: Calamospiza melanocorys

Piccola descrizione: 18 cm. Deve indietreggiare continuamente davanti al diffondersi dell’agricoltura.

Gli Zigoli-allodola sono uccelli gregari: si riuniscono in folti stormi durante l’inverno e nidificano anche in gruppi. I territori sono spesso talmente piccoli che i maschi elevano i loro canti a pochi metri gli uni dagli altri. Durante la stagione degli amori, i maschi, rivestiti dallo stupendo piumaggio nero e binco, compiono spesso uno spettacolare volo di parata, lasciandosi nell’aria per poi ridiscendere con un gran tremolio di ali, emettendo un canto estatico, spesso in gruppi di decine di individui.

Lo Zigolo-allodola si costruisce il nido a terra, nascosto tra l’erba. Le quattro o cinque uova, di color azzurro pallido, vengono covate soltanto dalla femmina, anche se il maschio collabora al nutrimento dei piccoli. Di solito allevano una sola nidiata e poi abbandonano rapidamente l’area di riproduzione.

Dopo la riproduzione, gli Zigoli migrano al sud, verso le praterie aride ed i deserti degli stati sudoccidentali e del Messico, dove gli stormi battono la campagna alla ricerca di insetti e semi. Sebbene abbastanza avvicinabili durante la riproduzione, gli Zigoli-allodola diventano timidi e schivi in inverno.

Essendo tipica della zona erbosa originaria della parte centrale del continente, la specie è sempre stata vittima del molotro nero.

Quando le praterie sono state cancellate dall’avanzare delle zone agricole, lo Zigolo-allodola ha abbondonato buona parte della sua area di distribuzione originale (ad esempio, è raro che oggi risieda nel Minnesota e nell’Iowa, dove invece un tempo era assai comune), pur restando sempre abbastanza comune nelle praterie più elevate ed aride dell’ovest, dove la terra vine adibita all’allevamento del bestiame.

Zigolo-allodola (maschio)

zigolo-allodola (maschio)

Zigolo-allodola (femmina)

zigolo-allodola (femmina)