Amici Volanti

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   Feb 19

America Settentrionale Pt.17

 Non Solo America Settentrionale

PENDOLINO

Nome scientifico: Remiz pendulinus

Ordine: passeriformi

Famiglia: paridi

Piccolo uccello con becco conico, diritto, appuntito, coda lunga, ala lunga 60 mm, colore dominante marrone, con fronte ed intorno all’occhio nero, parti inferiori bianche o castane. Vive nelle pianure acquitrinose, è insettivoro, sedentario in Italia.

Pendolino

Pendolino

Il pendolino (Remiz pendulinus) vive perlopiù su terreni paludosi ed in prossimitá dei corsi d’acqua. Il suo nido, dalla tipica forma a fiasco, è fatto di peli di animali e fibre vegetali intrecciate.

FULMARO ANTARTICO

Nome scientifico: Fulmarus glacialoides

Ordine: procellariformi

Famiglia: procellaridi

È un uccello grande e tozzo, attraversa fasi di colorazione dal grigio pallido al grigio scuro. Si nutre di pesce, di altri animali marini e di rifiuti organici gettati dalle navi.

Il Fulmaro antartico (Fulmarus glacialoides) nidifica sul continente antartico e nelle isole subantartiche e d’inverno arriva molto a sud, fino al largo della costa occidentale del Sud America.

Altre specie:

Fulmarus glacialis: si riproduce sulle isole e sulle scogliere delle coste atlantiche e pacifiche settentrionali, dove nidifica in grandi colonie. A differenza del Fulmaro antartico quest’uccello si spinge a sud, solo fino alle coste della Baja California.

Ossifraga (Macronectes giganteus).

RAPPORTI INFELICI CON L’UOMO

Un tempo questi uccelli (Fulmarus glacialis e Fulmarus glacialoides) venivano cacciati dall’uomo ed affumicati per poter essere consumati in inverno; oggi le uova di fulmaro sono un cibo apprezzato dalle popolazioni di varie regioni del mondo.

PERNICE COMUNE

Ordine: galliformi

Famiglia: fasianidi

Sottofamiglia: tetraonini

Uccello di taglia media, di forme tozze con la testa piccola, coda corta e pendente, gambe a sperone, ali corte. La pernice vive in piccole famiglie, nutrendosi di germogli, bacche ed insetti. Nidifica sotto i cespugli in primavera e deposita fino a 12 uova, che si schiudono dopo un’incubazione di circa 24 giorni.

Nella stagione fredda le zampe di quest’uccello si ricoprono di penne molto fitte, che vanno a sostituire le penne più rade dei mesi più caldi.

È lunga circa 36 cm; ha la gola bianca, con una striscia nera intorno al collo, che la fa assomigliare ad un collare; è comune in Italia.

Altre specie:

Pernice rossa: è lunga circa 35 cm; ha il becco, il contorno degli occhi e le zampe rosse; è comune nell’Europa occidentale ed in Italia si trova in alcune zone.

Pernice cinerea o starna: ha il piumaggio bruno superiormente, grigio, con strisce trasversali, inferiormente, ed una grande macchia bruno-castana sul petto è comune nelle pianure d’Italia.

Pernice bianca (Lagopus lagopus scoticus)

Pernice sarda o turchesca

RAPPORTI INFELICI CON L’UOMO

Le carni delle pernici sono molto apprezzate per la loro bontá, per questo motivo, vengono attivamente cacciate.

Pernice Comune

pernice comune

TARABUSO

Nome scientifico: Botaurus stellaris o Bataurus lentiginosus

Ordine: ardeiformi o ciconiformi

Famiglia: ardeidi

Piccola descrizione: è lungo 76 cm. Medesimo habitat e comportamento del tarabusino, ma di taglia molto più grande. Il grido ricorda quello della “sirena del porto”, e puó essere udito a grandi distanze. Ha forma tozza; s’immobilizza con il becco puntato verso l’alto.

Descrizione: il suo piumaggio totalmente fulvo, è chiazzato di macchie brune. Si distingue dalle altre specie della sua famiglia per le forme piuttosto tozze. È di abitudini soprattutto notturne.

Habitat: frequenta i luoghi paludosi, e fa il nido nel folto dei canneti. La voce del maschio somiglia stranamente al muggito dei buoi.

Distribuzione: si trova dovunque, fuorché nelle regioni Antartiche, nelle zone settentrionali dell’Asia e dell’America ed in alcune isole del Pacifico.

Alimentazione: poiché il suo nutrimento é formato da pesci, rettili, anfibi, insetti, crostacei e molluschi, vive nelle zone paludose o nelle marcite. Talvolta peró di ciba anche di piccoli uccelli e di roditori di piccola taglia.

Riproduzione: si chiama tarabuso perchè nel periodo degli amori emette dei suoni profondi molto simili al muggito dei bovini. Ha piumaggio mimetico, in genere marrone con macchie e striature chiare che servono a confonderli con l’ambiente della palude.

Altre specie:

Airone Verde

Airone gigante (Ardea goliath)

Airone nero (Melanophois ardesiaca)

Airone cinerino (Ardea cinerea): vive anche in Europa.

Egretta rossa americana (Dichromanassa rubescens)

Tarabusino (Ixobrychus minutus): è simile al tarabuso ma è assai più piccolo; misura circa 30 cm d’altezza dalla punta del becco all’estremitá della coda.

Tarabuso

tarabuso

Il tarabuso appartiene alla stessa famiglia degli aironi e della garzette ma, a differenza di questi, è caratterizzato da una silhouette tozza e da zampe e collo corti. Quando si sente minacciato, s’immobilizza tra le canne, protendendo il collo ed il becco verso l’alto, in modo da confondersi meglio con l’ambiente circostante.

Penna d’uccello

penna d'uccello

AMERICA SETTENTRIONALE

I DESERTI FREDDI

GALLO DELLA SALVIA

Nome scientifico: Centrocercus urophasianus

Piccola descrizione: 60 cm. La femmina assume un atteggiamento di sottomissione per inibire l’aggressività del maschio.

Con l’arrivo della primavera ed il disciogliersi delle ultime nevi, i maschi del Gallo della Salvia si riuniscono nei loro tradizionali territori di parata, o lek, e danno inizio alle loro complicatissime evoluzioni, che servono sia per attirare le femmine sia per scoraggiare gli altri maschi (insomma, hanno un brutto carattere!). In queste circostanze le femmine, per non incoraggiare attacchi troppo violenti dei maschi, evitano assolutamente ogni esibizione vistosa, ed assumono invece una posizione quasi immobile, di sottomissione, che ha l’effetto di bloccare l’impulso maschile ad attaccare e quindi permettere il normale svolgersi dell’accoppiamento.

In seguito, le femmine abbandonano il territorio di parata, per nidificare. Vengono deposte sette od otto uova, ma le perdite sono ingenti, a causa dell’attività predatoria dei coyote, dei tassi, degli scoiattoli e delle gazze. Se una prima covata dovesse perire, è molto improbabile che si verifichi un secondo tentativo, dato che la fecondità maschile va scemando con l’esaurirsi della stagione.

Gallo della salvia

Gallo della salvia

MIMO MONTANO

Nome scientifico: Oreoscoptes montanus

Piccola descrizione: 20 cm. L’uova viene protetto da una cupola costruita con erbe e rametti.

Il Mimo montano è quasi interamente limitato alle vaste pianure della zona occidentale interna dell’America Settentrionale. Il Mimo montano è un uccello timido che, appena scoperto, scappa a nascondersi: il momento in cui è più facile osservarlo è il primo mattino, quando appollaiato su una pianta di salvia, canta la sua canzone melodiosa.

Come altri Mimi, anche questo passa molto tempo a terra, rovistando tra le foglie morte alla ricerca di insetti e ragni. Verso la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, la dieta è essenzialmente a base di bacche. Tranne che nel periodo della riproduzione, i Mimi hanno abitudini solitarie.

Nidifica a terra o tra i cespugli di salvia, costruendo un riparo parzialmente a cupola, per proteggere dal sole uova e piccoli. La cova e la cura dei piccoli sono compito sia del maschio che della femmina.

Dopo la muta, che ha luogo dopo l’accoppiamento, i Mimi montani migrano verso il sud, alla volta delle sedi invernali nell’Arizona meridionale, nel Nuovo Messico e nel Texas.

Mimo montano

Mimo montano

ZIGOLO DELLA SALVIA

Nome scientifico: Amphispiza belli

Piccola descrizione: 13 cm. La sua unica difesa consiste nel correre nervosamente qua e là.

Lo Zigolo della salvia, con il suo modesto piumaggio, è uno degli uccelli più timidi e furtivi di questo territorio. Cerca il cibo per lo più a terra e corre velocemente, tenendo la coda alta sul dorso, pronto a nascondersi non appena avverte la presenza di un pericolo.

Il migliore punto di osservazione per studiare le abitudini di questa specie si trova in prossimità del nido, dal momento che quando cova l’uccello è restio ad abbandonare le uova ed i piccoli. Rimane sul nido finché il visitatore non è troppo vicino, dopodiché si lascia cadere a terra, correndo a destra e a manca, pienamente visibile. Le uova sono reperibili da marzo da marzo a giugno, ma non è chiaro se le uova trovate a stagione avanzata siano seconde covate oppure nuovi tentativi di riproduzione dopo la distruzione accidentale di una prima nidiata.

Durante l’inverno molti uccelli restano nel loro territorio, mentre alcuni preferiscono dirigersi verso il sud fino alle zone desertiche dell’Arizona meridionale e del Messico settentrionale.

Zigolo della salvia

Zigolo della salvia