Amici Volanti

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   Feb 18

America Settentrionale Pt.16

Non Solo America Settentrionale

PETRELLO TUFFATORE

Nome scientifico: Pelecanoides garnotii

Ordine: procellariformi

Famiglia: pelecanoididi

Distribuzione: vive nei mari del Sud e cova nelle isole presso le coste peruviane e quelle del Cile settentrionale.

Descrizione: ha corpo lungo circa 21 cm, il piumaggio nerastro sul dorso e bianco nelle zone inferiori. Le zampe sono provviste di membrane natatorie gialle. Le zampe sono poste molto indietro.

Alimentazione: quest’uccello per procurarsi il cibo (pesci ed invertebrati marini) s’immerge totalmente nell’acqua e afferra la preda col becco uncinato e assai largo alla base.

PIVIERE EGIZIANO O GUARDIANO DEI COCCODRILLI

Nome comune: Piviere egiziano o Guardiano dei coccodrilli

Nome scientifico: Pluvianus aegyptius

Ordine: caradriformi

Famiglia: glareolidi

Piccola descrizione: il guardiano dei coccodrilli (o piviere egiziano), deve il suo nome ai servigi che rende ai terribili predoni del Nilo, beccando sul loro dorso i parassiti che li infestano ed addirittura ripulendone i denti dai residui dei pasti.

Descrizione: Il guardiano dei coccodrilli (Pluvianus aegyptius) ha cappuccio e dorso neri, ali grigie e parti ventrali del corpo bianche, attraversate da una banda nera sul torace. È un uccello molto rumoroso. È riconoscibile per il becco massiccio, le zampe con tre sole dita, il piumaggio grigio, bianco, nero e verde metallico.

Nidificazione: il comportamento di nidificazione di questo uccello è unico: le uova vengono deposte su banchi di sabbia, lungo i fiumi, e i genitori prima di lasciare il nido coprono completamente le uova o i pulcini con la sabbia per proteggerli dal calore intenso.

Alimentazione: si nutre d’insetti e di residui di altri animali abbandonati dai coccodrilli; caratteristica è l’abitudine di camminare sul dorso di questi rettili alla ricerca di avanzi e di parassiti.

Vita sociale: vive in coppia od in piccoli gruppi in prossimitá dei corsi d’acqua.

Distribuzione: è diffuso in Africa.

MISTERO. . .

L’uccello deve il suo nome a Erodoto, che lo descrisse mentre entrava nelle fauci spalancate dei coccodrilli per raccogliere frammenti di cibo e sanguisughe.

Piviere egiziano o Guardiano dei coccodrilli

 

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Pluvianus aegyptius, o piviere egiziano, è chiamato anche “guardiano dei coccodrilli” da un racconto di Erodoto in cui si narra di come uno di questi uccelli entrò tra le fauci spalancate di un coccodrillo e ne uscì incolume dopo averle ripulite dagli avanzi di cibo. Depone le uova lungo le rive sabbiose dei fiumi; quando il genitore preposto alla cova si allontana, le ricopre interamente di sabbia per proteggerle dall’eccessivo surriscaldamento.

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SERPENTARIO O SAGITTARIO

Nome comune: Serpentario o Sagittario

Nome scientifico: Sagittarius serpentarius

Ordine: falconiformi

Famiglia: sagittaridi

Piccola descrizione: il serpentario è l’unica specie della famiglia dei sagittaridi. Sua caratteristica, oltre alle lunghe gambe, è il ciuffo di penne situato dietro il capo.

Descrizione: è di color grigio chiaro ha le ali nere e le gambe lunghe come quelle di una cicogna. È alto circa 1 m e dotato di un’apertura alare di oltre 2 m, ha una struttura corporea singolare per un rapace, caratterizzata da collo e zampe lunghe da trampoliere: si tratta infatti di un mediocre volatore, ma di un instancabile camminatore, che perlustra a passi lenti la savana in cerca dei rettili (in particolare serpenti) di cui si nutre. Il colore del suo piumaggio è grigio-azzurro, con penne primarie, femori e disegni della coda neri; le lunghe piume accessorie che reca dietro al capo gli valgono anche il nome di Segretario, un’allusione all’abitudine degli impiegati di un tempo di portare la penna dietro l’orecchio.

Nidificazione: il serpentario nidifica sugli alberi o tra i cespugli, costruendo grossi nidi di ramoscelli robusti.

Habitat: abita le pianure africane a Sud del Sahara.

Distribuzione: è diffuso nell’Africa subsahariana.

Alimentazione: si nutre prevalentemente di serpenti, anche velenosi, per cui è molto utile.

Serpentario

serpentario

il serpentario abita la savana a sud del deserto del Sahara. Pur essendo un eccellente volatore, trascorre gran parte del suo tempo a terra, dove si procaccia gli insetti, i roditori e i serpenti che costituiscono la sua alimentazione.

BIANCONE

Nome scientifico: Circaëtus gallicus

Ordine: falconiformi

Famiglia: aquilidi

Grosso uccello con apertura d’ali di 1,50 metri, bruno sul dorso, con petto e ventre bianchi. Vive nei boschi montani dell’Europa meridionale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia occidentale; è abbastanza comune in Italia, si ciba di piccoli animali.

PEPPOLA

Nome scientifico: fringilla montifringilla

Ordine: passeriformi

Famiglia: fringillidi

Nidifica nelle regioni della Scandinavia ed in inverno si disperde verso sud e verso ovest. Depone da 6 a 7 uova. In volo il groppone bianco contrasta con le ali e la coda nere.

AMERICA SETTENTRIONALE

COLORADO, SONORA E MOJAVE: I DESERTI CALDI

Negli Stati Uniti sudoccidentali i venti soffiano prevalentemente da ovest; l’aria carica di umidità che si sposta dal Pacifico verso l’interno, ostacolata dalle lunghe catene montuose che fiancheggiano la costa, viene spinta verso l’alto. L’umidità si disperde sotto forma di pioggia con l’abbassarsi della temperatura in alta quota. I bassopiani che si estendono ad est delle montagne (nella California sudorientale, in Arizona, nel Nuovo Messico e nel Texas occidentale) sono di conseguenza interessati da piogge estremamente limitate, tanto che costituiscono quanto di più vicino ad un deserto vi sia nel Nordamerica. Anche qui, tuttavia, la vita è abbondante. Particolarmente nell’Arizona meridionale, nel Deserto di Sonora, il numero di specie vegetali è incredibilmente alto. Grandi cactus arborescenti coprono le pendici rocciose delle montagne e moltissime fanerogame aspettano le rare piogge, che all’improvviso le fanno sbocciare, producendo grandi quantità di semi prima della scomparsa dell’umidità. Questi semi, e gli insetti che vivono delle piante che li producono, sono alla base di una complessa comunità ecologica, che comprende un numero addirittura sorprendente di specie di uccelli. Alcune, come la Quaglia di Gambel, si cibano direttamente di semi; altre, come il Corridore della strada e l’Elfo, predano piccoli animali. Verso mezzogiorno, la copiosa avifauna è poco attiva, ma un coro di richiami e canti saluta il nascere del giorno.

I deserti caldi

Cactus

QUAGLIA DI GAMBEL

Nome scientifico: Lophortyx gambelii

Piccola descrizione: 27 cm. Gli uccelli di uno stesso stormo si tengono in contatto con un caratteristico richiamo “abbaiante”.

La bella Quaglia di Gambel è reperibile in un certo numero di habitat nei deserti sudoccidentali, dove è solita spostarsi in stormi comprendenti fino a 40 individui. Questi stormi sono costituiti da uno o più gruppi familiari, ed occupano un’area di distribuzione ben definita, nella quale rimangono per tutto l’anno, cibandosi di semi e foglie. Mentre un intero stormo può abbandonare una zona poco favorevole, gli individui raramente si spostano da soli.

Verso la fine dell’inverno si formano le coppie, ognuna delle quali stabilisce e definisce un suo territorio, dal quale sono assolutamente escluse tutte le altre. Gli adulti ed i piccoli rimangono insieme fino all’arrivo dell’autunno, periodo in cui si riformano gli stormi invernali.

Il familiare richiamo “abbaiante” di questa quaglia serve ad i membri dello stormo per localizzare l’individuo che può essersi allontanato o perso di vista. Sebbene ad un orecchio umano tutti i richiami suonino simili, sappiamo che gli uccelli distinguono perfettamente il richiamo dei loro compagni.

Quaglia di Gambel

Quaglia di Gambel

SCRICCIOLO DEI CACTUS

Nome scientifico: Campylorhynchus brunneicapillus

Piccola descrizione: 20 cm. Le sue uova ed i nidiacei sono protetti da una formidabile barriera di spine.

Il curioso richiamo stridente dello Scricciolo dei cactus, il più grosso scricciolo nordamericano, richiama alla mente i giorni più caldi nei deserti degli stati sudoccidentali. Questo uccello si muove agilmente, ed apparentemente senza provare alcun dolore, sui rami coperti di spine, ed il nido a cupola viene collocato in un punto inaccessibile di una cactacea o di una iucca. Il nido è ben costruito con erbe sottili e rametti, e rivestito di piume. Viene usato per tutto l’anno, sia per il riposo che per la riproduzione. Data la difficoltà di raggiungere ed osservare i nidi, si sa poco circa le abitudini di nidificazione della specie, anche se è certo che entrambi i genitori covano le uova e provvedono al nutrimento dei nidiacei. Per un certo periodo dopo lo svezzamento, i piccoli vengono ricondotti ogni sera al nido, ma ben presto imparano a costruirsi da soli i loro nidi. La dieta dello Scricciolo dei cactus adulto consiste per lo più di insetti, di polpa di frutti e di semi, con l’aggiunta occasionale di piccole lucertole. La specie si è ben adattata alla presenza dell’uomo, e spesso costruisce il proprio nido anche in parchi e giardini.

Nelle foreste e negli habitat asciutti dell’America tropicale sono reperibili alcune specie affini, come lo Scricciolo delle rocce e lo Scricciolo dei Canyon.

Scricciolo dei cactus

Scricciolo dei cactus

CORRIDORE DELLA STRADA

Nome scientifico: Geococcyx californianus

Piccola descrizione: 50 cm. È un predatore del deserto instancabile e pieno di risorse.

Il Corridore della strada, un cuculo terricolo, molte veloce, è un energetico ed infaticabile predatore: si ciba di roditori, di piccoli uccelli e delle loro uova, di insetti, scorpioni, serpenti, lucertole, semi e frutti. Come molti uccelli predatori, il Corridore della strada quando è in pericolo corre con tutte le sue forze verso il nemico emettendo un suono acuto. L’uccello è piano di risorse per la ricerca della preda e riesce perfino a catturare i rondoni, aspettandoli al varco vicino ad una fonte d’acqua ed afferrandoli al volo, mentre iniziano la discesa.

Mentre nel Vecchio Mondo quasi tutti i cuculi sfruttano nidi altrui, poche specie del Nuovo Mondo non si costruiscono il nido. Il nido del Corridore della strada è massiccio, costruito su di un albero, a pochi piedi da terra, con foglie, rametti, pelli di serpente e sterco essiccato di bestiame. La covata normale è costituita da un numero variabile di uova (da tre a sei), ma può accadere che due femmine depongano, nello stesso nido, fino a 12 uova. La cova ha inizio con il primo uovo deposto, e quindi i piccoli sono di età diverse.

Non ci sorprende il fatto che questo uccello tanto particolare sia oggetto di una credenza popolare secondo cui esso cattura i serpenti a sonagli costruendo una barricata di spine di cactus attorno al serpente ed aspettando che si impali da solo, nel vano tentativo di fuggire.

Corridore della strada

Corridore della strada

PICCHIO DEI CACTUS GIGANTI

Nome scientifico: Centurus uropygialis

“ALBERI” FORTIFICATI DEL DESERTO

Il chiassoso e vistoso Picchio dei cactus giganti (Centurus uropygialis) è, come suggerisce il nome, collegato alla presenza di cactus giganti quasi in tutta la sua area di distribuzione che comprende le foreste di saguari, dell’Arizona meridionale, e quelle di cactus ed euforbie, nella Bassa California. La specie, però, nidifica anche altrove, nei deserti sudoccidentali. La polpa morbida del cactus è ideale per la realizzazione della cavità che servirà da nido, e solo occasionalmente l’uccello sceglierà il legno di un salice o di un pioppo.

Queste cavità, inoltre, sono importanti per altre specie di uccelli che vi nidificano in seguito e che, senza l’ausilio di questo picchio, avrebbero pochissime possibilità di nidificare nel deserto: la Rondine porporina, i Ciuffolotti scarlatti del Messico (Carpodacus mexicanus) ed i Miarchi cenerini (Myiarchus cinerascens) approfittano tutti dei nidi abbandonati del picchio. Fatto abbastanza curioso, le prove dell’attività industriosa dei Picchi spesso sopravvivono alla pianta stessa: i resti a forma di zucca di un nido tra le strutture ormai essiccate di un saguaro morto sono uno spettacolo comune nel deserto, al punto che i pellerossa pensano di sfruttarli ed adibirli a brocche. I Picchi, lungi dal danneggiare i cactus, si comportano piuttosto come chirurghi dell’albero, scavando laddove la polpa è danneggiata o malata.

Si tratta di uccelli onnivori, che si cibano di uova e piccoli di altri uccelli, di semi e di frutti. Anche gli insetti costituiscono una fonte primaria di cibo per le due o tre nidiate allevate ogni anno.

Parente prossimo del Picchio dei cactus giganti è il Picchio della Carolina (Centurus carolinus), delle zone boscose del sud-est, ed il Picchio fronte d’oro (Centurus aurifrons), reperibile nelle foreste di ginepro e nei boschi che fiancheggiano i fiumi.

Picchio dei cactus giganti

Picchio dei cactus giganti