Amici Volanti

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   Feb 11

America Settentrionale Pt.7

 Nono solo America Settentrionale

UPUPA

Nome scientifico: Upupa epops

Ordine: coraciiformi

Famiglia: upupidi

Piccola descrizione: lunghezza fino a 28 cm; peso fino a 80 g. Il becco lungo si rivela uno strumento insostituibile quando l’uccello se ne serve per estrarre dai loro covi gli insetti che costituiscono la base della sua alimentazione.

Questo uccello è un po’ più piccolo della tortora, ha becco più lungo della testa, un po’ curvo; cresta eregibile di piume; di color rossiccio, con ali e coda nere fasciate di bianco. È insettivoro, abita prevalentemente nei boschi, facendo sentire il suo grido somigliante ad un lamento. Questa particolaritá gli ha fatto erroneamente attribuire abitudini notturne che non possiede.

È uccello vivace, gran cacciatore d’insetti, che sono il suo nutrimento preferito.

Alla famiglia degli upupidi vi appartiene un solo genere con l’unica specie Upupa epops.

Distribuzione: è diffuso in Europa, Africa Asia e Madagascar, migra in Italia in primavera, e vi nidifica nelle cavitá dei muri e degli alberi; frequenta preferibilmente le pianure e le colline alberate. È noto anche come bubbola o galletto di monte.

Riproduzione: si riproduce in una grande varietá di ambienti nelle regioni più aride; particolarmente in zone aperte con alberi sparsi o costruzioni. Il nido è situato in un buco in alberi, vecchi muri, edifici, mucchi di pietre oppure anche in cassette nido.

Nido: una concavitá, di solito priva di rivestimento interno, a volte con una scarsa imbottitura di piante, piume, lana, stracci ecc.

Uova: di solito 5-8, a volte sino a 12. Grigiastre, giallastre od olivastre.

Incubazione: uova deposte a giorni alterni. Cova solo la femmina; inizia prima di completare la covata e viene nutrita dal maschio. 16-19 giorni.

Allevamento: i nidiacei nascono ad intervalli e quindi differiscono nelle dimensioni. Sono coperti dalla femmina quando sono piccoli, mentre il maschio procura il cibo. Più tardi entrambi gli adulti procurano il cibo. I nidiacei abbandonano il nido a 20-27 giorni; sono nutriti dagli adulti ancora per un certo periodo.

CARATTERISTICHE

L’upupa è un magnifico uccello presente anche in Italia; si riconosce immediatamente per la cresta erettile che porta sul capo e che apre a ventaglio, specialmente quando è spaventato: essa è costituita da lunghe penne color isabella che terminano con la punta nera. Caratteristico è anche l’abito marrone, il lungo becco e le vistose bande bianche e nere sulle ali.

L’upupa emette un suono tipico come “huu-puu-puu” e appunto questo verso ha suggerito il nome che gli è stato assegnato. Verso primavera le upupe ritornano dalle regioni africane, nelle quali trascorrono l’inverno. Le loro parate nuziali sono uno spettacolo affascinante: i due partner girano in tondo battendo lentamente le ali, rizzano la cresta ed aprendo la coda.

Durante il periodo di cova la femmina ed i piccoli possono emettere un odore repellente probabilmente per difesa; i piccoli sono anche in grado di espellere feci contro possibili aggressori. Per questo motivo il nido delle upupe emana un odore nauseabondo e le upupe stesse vengono esageratamente considerate come uccelli che non hanno cura del loro nido.

Malgrado la vasta distribuzione di quest’uccello, gli ornitologi sono concordi nel descriverne un’unica specie con numerose sottospecie locali, distinguibili soprattutto in base al piumaggio.

Quelli che pensano male . . .

Le upupe erano un tempo volgarmente chiamata “galli puzzolenti” o “stercorari” per il fetore accusato da chi si avvicinava al loro nido. Si riteneva, fino a poco tempo fa, che questi uccelli non pulissero mai il loro nido; recenti ricerche dimostrano invece che gli adulti non sporcano neppure il nido deponendovi i loro escrementi e che, quando ci sono i piccoli, i genitori provvedono con ogni cura a liberarlo dalla sporcizia. Il cattivo odore invece dipende da una secrezione oleosa nera emessa dalla ghiandola dell’uropigio quando questi uccelli sono impauriti.

Due upupe

due upupe

Upupa

Upupa

UPUPA ARBOREA

Ordine: coraciiformi

Famiglia: feniculidi

Nome scientifico: Phoeniculus purpureus

Le upupe arboree non possiedono il ciuffo erettile di penne che caratterizza le vere upupe e, a differenza di queste, hanno una lunga e larga coda fortemente graduata. Si assomigliano invece nel becco che in entrambi è lungo, appuntito, sottile e leggermente ricurvo. Questo uccello abita l’Africa tropicale.

Tra le upupe arboree citiamo:

Rhinopomastus cyanomelas;

Rhinopomastus minor;

Scoptelus aterrimus.

ITTERO DI BALTIMORA

Nome scientifico: Xanthocephalus galbulas o Icterus galbula

Ordine: passeriformi

Famiglia: Itteridi

Descrizione: questa specie è lunga 14 cm circa, ed ha un bellissimo piumaggio: nero sul dorso, sul capo, sulle ali e sul collo, arancione vivo nelle rimanenti ma con larghe barre alari bianche e con la coda striata di nero alla base. La femmina è molto meno appariscente del maschio; ambedue presentano la cosa graduata. Questi uccelli appendono il nido ai rami sottili degli alberi; lo stesso nido è caratteristico per la sua forma di coppa chiusa anche superiormente e presenta una sola apertura laterale nella sua parte più alta. Le uova schiudono dopo una quindicina di giorni dalla deposizione ed i piccoli godono della cura di entrambi i genitori. Adulti e nidiacei hanno un’alimentazione molto varia nutrendosi di piccoli animali, insetti, frutti e bacche. Posseggono un colo rapido e battente. Il maschio ha un capo molto forte ed armonioso.

Distribuzione: È proprio della regione orientale dell’America settentrionale ma che, d’inverno, migra nelle isole della Antille, nell’America meridionale o centrale.

Altre specie:

Xanthocepalus phoeniceus o Agelatus phoeniceus: vive negli Stati Uniti orientali, e con la stagione fredda migra verso Sud. È lungo circa 22 cm ed ha il piumaggio nero intenso con forti riflessi metallici; sulle spalle è di un bellissimo color rosso purpureo. La femmina è bruno nerastra sulle parti superiori e bruno grigia sulle zone inferiori. Questi uccelli prediligono la vicinanza dell’acqua e frequentano volentieri i canneti; fanno il nido direttamente sul terreno oppure su cespugli bassi e molto fitti. Per costruirlo usano canne sottili appassite, intrecciate con fili di muschio e di altro materiale. Anche in questa specie il maschio è dotato di un canto limpido e melodioso.

Ittero xantocefalo (Xanthocephalus xanthacephalus): anche questa specie è americana; è tutto nero con il capo giallo e nidifica presso le diramazioni degli alberi.

UCCELLI GIARDINIERI

Nome scientifico: Xanthomelus chrisocephalus

Ordine: passeriformi

Famiglia: ptilorinchidi

Questi uccelli hanno la curiosa abitudine di fabbricare dei ripari che sono delle vere costruzioni architettoniche formate da fili d’erba sapientemente intrecciati e talvolta con delle gallerie. Per questo motivo questi uccelli sono chiamati uccelli giardinieri. Questo uccello è lungo poco meno di 30 cm, dal capo ornato di piume dorate.

Un’altra specie è Xanthomelus aureus così chiamato per la livrea arancione, giallo e nera.

CACICO VERDE

Nome scientifico: Xanthornis viridis

Ordine: passeriformi

Famiglia: itteridi

Descrizione:è caratterizzato dal becco conico, appuntito e piuttosto compresso lateralmente col culmen (?) che si prolunga più o meno sul davanti della fronte talvolta espandendosi come una lamina cornea. Il maschio è lungo poco più di una quarantina di cm ed ha una livrea di color giallo-oliva ma con le penne delle zampe e della coda di un bel color ruggine. Le zampe sono molto robuste con tarsi alquanto allungati; le ali sono lunghe e terminano a punta; sono costruite da nove remiganti primarie; la coda ha dodici timoniere ed il piumaggio è compatto e molto abbondante. Il maschio emette spesso un verso sonoro caratteristico.

Nidificazione: come gli altri itteridi costruisce i nidi in forma di borsa globosa con un’unica apertura nell’emisfero superiore; il nido, di notevoli dimensioni, viene appeso ai rami degli alberi.

Questa specie vive altrettanto bene sia sugli alberi, sia a terra dove si muove celermente alla ricerca di cibo.

Distribuzione: è distribuito dalla Guayane fino all’Ecuador ed al Perù.

Altre specie:

Cacico dal ciuffo (Xanthornis cristatus o Cacicus cristatus): I sudamericani lo chiamano japur; è diffuso nelle zone che vanno dal Brasile fino al Guatemala. Il maschio è lungo più di 45 cm, mentre la femmina non supera i 40-41 cm. Il piumaggio è nero lucido sul groppone, mentre sopracoda e sottocoda sono di color castano; le cinque timoniere esterne sono giallo limone. Il becco, lungo come il capo, è diritto terminante a punta; la coda è graduata.

abitudini: il cacico è onnivoro e si nutre di frutti, insetti, bacche, vermi ed anche piccoli vertebrati. È un tipico uccello silvano che nidifica sugli alberi in prossimitá delle acque, spesso in gruppi molto numerosi.

nidificazione: il nido ha la forma di una borsa lunga anche un metro o un metro e mezzo e del diametro di 15/17 cm. Il nido, arrotondato in basso, è avvolto in alto intorno ad un ramo non più grosso di un dito. Superiormente si trova anche l’apertura che consente l’ingresso al nido, che è formato da fili di tillandia ed altre fibre abilmente intrecciati; sul fondo si trova uno strato di muschio sul quale la femmina deposita le uova. Spesso su un solo albero si possono trovare anche 50 o 60 nidi. A lavoro ultimato il maschio, posato su un ramo, dá il via ai suoi melodiosi gorgheggi che ricordano vagamente il suono del flauto.

ANINGA AMERICANA

Nome scientifico: Anhinga anhinga

Ordine: pelecaniformi

Famiglia: aningidi

Descrizione: uccello acquatico, ha becco dritto e collo molto lungo e sottile che scatta come una molla per catturare i pesci nelle acque sottostanti. L’aninga ha coda lunga e stretta, con una caratteristica nervatura trasversale. L’aninga è un eccellente nuotatrice e spesso tiene fuori dall’acqua solo la testa ed il collo. Spesso esibisce un volo planato ad ali immobili. I maschi adulti sono di un color nero lucente, con striature e macchie bianco-argento su dorso ed ali. Le femmine ed i giovani hanno testa, collo e petto di color marrone chiaro.

Habitat: vive nei pressi di acquitrini, laghi e fiumi nelle regioni calde di tutto il mondo tranne che in Europa.

Distribuzione: è largamente distribuita ai tropici e si estende verso il nord fino agli Stati Uniti.

Riproduzione: si riproduce presso acque dolci, salmastre o salate, sia ferme che correnti. Spesso in colonie insieme ad altri uccelli acquatici coloniali. Nidifica su alberi o cespugli, a volte bassi.

Nido: è formato da rametti o viene sfruttato il nido di un’altro uccello, come quello di un piccolo airone. È foderato con rami frondosi ed in genere è piccolo. Il maschio trasporta il materiale, la femmina lo sistema.

Uova: 3-5, occasionalmente 2. Color bianco azzurrastro.

Incubazione: uova deposte ad intervalli di 1-2 giorni. Vengono incubate solitamente da entrambi i sessi. Rari casi di maschi che da soli hanno incubato ed allevato la nidiata. 25-28 giorni.

Allevamento: entrambi i sessi allevano la nidiata. Dopo 2 settimane i pulli possono lasciare il nido se disturbati, e tentano di ritornarvi più tardi. Se sono allarmati rigurgitano il cibo.

Altre specie:

Aninga (Anhinga melanogaster): vive in Africa, Asia, ed Australia e somiglia a quella americana, tranne per una striscia chiara che scende lungo il collo del maschio.

AMERICA SETTENTRIONALE

FORESTA COSTIERA E MONTANA

GHIANDAIA DI STELLER

Nome scientifico: Cyanocitta stelleri

Piccola descrizione: 30 cm. Durante il periodo di nidificazione è eccezionalmente timida e prudente.

Questa bella Ghiandaia azzurro-scura, con cresta, è rappresentata da numerose sottospecie molto simili tra loro, che si distribuiscono in tutte le foreste di conifere e le zone montuose dell’America Settentrionale. La parente orientale è la familiare Ghiandaia azzurra americana (Cyanocitta cristata), mentre nelle montagne dell’ovest la specie si suddivide in tre razze principali: la Ghiandaia costiera (Cyanocitta carbonacea), resistente all’umida fascia costiera dall’Oregon alla California; la Ghiandaia dalla fronte azzurra (Cyanocitta stelleri frontalis), che occupa le colline boscose nella stessa area di distribuzione; la Ghiandaia testanera (Cyanocitta stelleri annectens), più limitata alle foreste montane settentrionali.

Queste belle Ghiandaie sono assai rumorose, sempre all’erta e pronte ad infrangere la calma della foresta con le loro grida acute e penetranti, al minimo segno di pericolo. Sebbene siano chiassose di natura, diventano notevolmente discrete in prossimità del loro nido durante la stagione degli accoppiamenti e scivolano in silenzio verso di esso senza dar nell’occhio. Il nido è una bella costruzione di rametti ed erbe, cementati con fango, posto tra i rami di una conifera. Vengono deposte da tre a cinque uova color verde-azzurro per ciascuna covata.

La dieta della Ghiandaia consiste in semi, nocciole e frutta, oltre ad una quantità variabile di cibo animale (fino al 25% della dieta totale), rappresentato da insetti, ragni ed, a volte, piccoli di altri uccelli.

Ghiandaia di Steller

Ghiandaia di Steller

PICCHIO SPECIALISTA

Nome scientifico: Sphyrapicus thyroideus

Picchio succhiatore di linfa

I succhiatori di linfa sono un gruppo esclusivamente nordamericano di Picchi, il cui nome deriva dalle loro insolite abitudini alimentari. Mentre altri Picchi sono in grado di allungare la lingua ben oltre la punta del becco, i succhiatori non hanno questa specializzazione e sono quindi incapaci di sondare a fondo le crepe degli alberi, alla ricerca di insetti. È nota la loro abitudine di scavare piccoli buchi nella corteccia di alberi vivi e di cibarsi della linfa e degli insetti cha da questa sono attratti. Differiscono inoltre dagli altri Picchi in quanto i maschi hanno colori diversi da quelli delle femmine, che sono di un marrone opaco. La specie più comune è lo Sphyrapicus varius, un uccello dei boschi orientali, mentre lo Sphyrapicus thyroideus è un uccello proprio delle conifere, nel senso più stretto della parola. Come altri Picchi, nidifica in un albero morto, e depone le uova sullo strato di polvere di legno che si è formato sul fondo del foro.

Il cibo come fonte di altro cibo

Il curioso adattamento del succhiatore di linfa gli permette di nutrirsi con facilità di sostanze sia di natura vegetale che animale. Scavando una serie di fori superficiali intorno al tronco di una latifoglia l’uccello può bere la linfa che fuoriesce dalla corteccia; nello stesso tempo, però, può anche catturare gli insetti che, attratti dalla dolcezza del liquido vegetale, accorrono per nutrirsene.

Picchio specialista

Picchio specialista

Famiglia: turdidi (Turdidae)

TORDELA

Nome scientifico: Turdus viscivorus

Piccola descrizione: 28 cm. Becco forte, posizione eretta autoimpositiva, zampe lunghe e forti.

Questo grande tordo chiaro con un vistoso disegno a macchie sul ventre è più facilemnte visibile sul terreno anche se a volte si posa sugli alberi. Si alimenta in coppie od in gruppi familiari e si nutre di invertebrati in ambiente aperto e di bacche sugli alberi e nei cespugli. Le coppie od i singoli uccelli difendono con vigore le fonti di cibo, come gli alberi da frutto in inverno, dagli altri tordi. Il richiamo in volo è un chiacchiericcio aspro e stridulo, mentre il canto, forte e chiaro, consiste in brevi frasi musicali. Ha l’abitudine di cantare dalla cima di un albero anche con il tempo brutto fin dai primi mesi dell’anno.

Nido: un nido a coppa composto di erba e muschio, solitamente nella forcella di un albero, spesso più in alto del nido di altri tordi.

Distribuzione: Europa, Africa nordoccidentale, Medio Oriente ed Asia centrale. Alcune popolazioni orientali migrano.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale. Pesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera. Cespugli, arbusti, boscaglie e sottobosco.

Migrazione: migratore parziale.

TORDO MIGRATORE AMERICANO

Nome scientifico: Turdus migratorius

Piccola descrizione: 25 cm. Zampe forti da saltatore.

Allo stato naturale originario questo uccello viveva solamente nelle foreste, ma è ora diventato un elemento familiare nei parchi cittadini e nei giardini della periferia. Principalmente terricolo, lo si può vedere estrarre vermi, razzolare tra le foglie e mangiare insetti e chiocciole. Si nutre di frutti nei frutteti. Il breve canto melodioso si ode dall’inizio della primavera. I primi coloni diedero a questo uccello il nome di “pettirosso” perché, a causa del suo petto “rosso”, ricordava loro il familiare uccello europeo.

Nido: un voluminoso nido composto di rami, erba e fango, in un’ampia gamma di situazioni, a qualunque altezza, dal livello del terreno alla cima degli alberi.

Distribuzione: Canada, USA, Messico e Guatemala.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale. Prateria con alberi sparsi (comprende anche i coltivi).

Migrazione: migratore parziale.