Amici Volanti

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   Feb 10

America Settentrionale Pt.6

Non Solo America Settentrionale

BOBOLINK O DOLICONICE

Nome scientifico: Dolichonyx oryzivorus

Ordine: passeriformi

Famiglia: emberizidi

Sottofamiglia: itterini

Piccola descrizione: 18 cm. Trascorre l’inverno molto a sud nelle pampas argentine

Nelle fredde giornate d’autunno, stormi di piccoli uccelli marroncini attraversano a bassa quota il cielo, emettendo il loro caratteristico richiamo, che suona un po’ come “pink – pink”. Sono i bobolink che migrano dalle residenze estive nelle terre coltivate e nei pascoli lussureggianti del nord, verso le sedi invernali nelle pampas argentine. Nel loro viaggio verso sud, si fermano lungo la Costa del Golfo, dove la loro abitudine di fare incursioni nelle risaie ha procurato loro il soprannome di “uccelli del riso”.

Il nido è posto a terra, in posizione difficilissima da scovare, anche perchè l’uccello scappa come un fulmine tra l’erba molto prima che un intruso riesca ad avvicinarsi. Le cinque o sei uova chiazzate vengono covate dalla femmina, mentre il maschio collabora all’alimentazione dei piccoli.

Nonostante il suo becco simile a quello di un tordo, il bobolink è un membro della famiglia americana dei merli, che comprende:

gracule,

allodole dei prati,

orioli.

Un tempo, i bobolink erano molto più numerosi: il ritorno alla vegetazione spontanea di gran parte dei ricchi territori agricoli del nord-est ha provocato una notevole diminuzione dei bobolink.

Caratteristiche: il bobolink (Dolichonyx oryzivorus) è fra i pochissimi uccelli che cambiano le penne (comprese quelle delle ali e della coda) due volte all’anno. Alla fine dell’estate i maschi adulti mutano il piumaggio, assumendo una livrea molto più simile a quella delle femmine e dei maschi giovani. In questo periodo grandi stormi di bobolink migrano attraverso gli Stati Uniti meridionali, diretti in Sud America, devastando le coltivazioni di riso.

Distribuzione: uccello canoro nordamericano, che nidifica nelle praterie degli Stati Uniti e del Canada meridionale.

Bobolink

bobolink

Bobolink

UCCELLO SERPENTE

Ordine: gruiformi

Famiglia: aramidi

Nome scientifico: Aramus guarauna

Piccola descrizione: ha un collo sottile e lunghissimo e per questo viene denominato Uccello serpente. Vive in zone tropicali, lungo i fiumi e si ciba di pesci che raccoglie in un sacco, posto sotto il becco. È diffuso nell’America meridionale.

Descrizione: questo uccello deve il suo nome al collo lungo e snodato che gli consente di cercare le sue prede nel fango e tra le erbe delle paludi. È lungo una sessantina di cm, collo e becco lunghissimo, ha un piumaggio bruno chiaro-marrone e grigio. Vive preferibilmente nelle paludi ma non di rado vola sugli alberi dove trascorre la notte. Sui rami costruisce pure il nido formato con sostanze vegetali ma ad un’altezza massima dal suolo di 4 o 5 m. La femmina depone nel grandissimo nido fino a 8 uova che vengono covate da ambedue i genitori. Questi uccelli si nutrono soprattutto di molluschi che catturano ed inghiottono dopo essersi aiutati col robusto becco a spezzarne le conchiglie.

Distribuzione:è distribuito nelle regioni calde dell’America e, in particolare, nel parco nazionale di Evarglades, in Florida.

Specie in pericolo

Purtroppo questa specie ha corso il rischio di estinzione perchè prima che le Evarglades fossero dichiarate parco nazionale, i cacciatori ne uccisero tanti esemplari da decimarli per procurarsi la loro ottima carne. Pare, tuttavia, che severe misure di sorveglianza, quali sono quelle attuali, possano consentire a questa e ad altre specie locali di riprendersi.

Aninga o Uccello serpente

aninga o uccello serpente

LOFOCERO NASUTO

Ordine: coraciformi

Famiglia: bucerotidi

Nome scientifico: Lophocerus nasutus

Il lofocero nasuto è tipico delle regioni equatoriali dell’Asia e Africa. Provvisto di appendici massicce a elmo o a cono situate sul grosso becco; vive nei boschi e nei campi.

GRACCHIO

Ordine: passeriformi

Famiglia: corvidi

Nome scientifico: Pyrrhocorax graculus

È di colore nero lucente con riflessi verdastri; becco giallo, zampe rosse con unghie nere.

Abita le montagne dell’Europa centrale e meridionale, il Caucaso e l’Asia occidentale. In Italia è specie stazionaria e nidificante sugli alti monti delle Alpi e degli Appennini settentrionali.

Riproduzione: si riproduce su rupi ed affioramenti rocciosi di zone montuose. IL nido è in un buco od in una fessura, spesso nascosto in profondità.

Nido: una coppa voluminosa di stecchi e radici secche, con materiali simili ma più fini verso l’interno ed un rivestimento interno di erbe sottili.

Uova: 4, talvolta 3-6. Di colore biancastro, crema o vagamente fulvo.

Incubazione: soltanto dalla femmina, nutrita dal maschio. Circa 17-21 giorni.

Allevamento: circa 23-31 giorni nel nido.

Altre specie:

Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax): si riproduce su affioramenti rocciosi di montagna, falesie costiere, caverne ed occasionalmente vecchi edifici. Il nido è su una cengia (=sporgenza), in una grotta, sotto una sporgenza rocciosa oppure in una fessura o in un buco. Nido: una grande coppa di ramoscelli, steli di piante ed erbe, con fitto rivestimento interno di peli e lana. Costruito da entrambi i sessi, in 2-4 settimane.

Uova: generalmente 3-4, raramente 2-7. Di colore verdastro, crema o vagamente fulvo.

Incubazione: solo dalla femmina, nutrita dal maschio; inizia con il primo uovo. 17-23 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori, e vengono nutriti con cibo rigurgitato. Sono coperti dalla femmina per le prime 3-4 settimane e nutriti dal maschio. Abbandonano il nido a circa 38 giorni e rimangono con gli adulti per altre 3-4 settimane; probabilmente si nutrono da soli entro la terza settimana.

Gracchio

Gracchio

AMERICA SETTENTRIONALE

FORESTA COSTIERA E MONTANA

Nelle Montagne rocciose ed in quelle catene che si estendono lungo la costa pacifica dell’America Settentrionale, le foreste sono formate principalmente da pini ed abeti di varie specie, sebbene la regione comprenda anche le enormi sequoie, tipiche delle catene montuose della California. I rapporti tra i vari rappresentanti dell’avifauna di questa regione sono complessi. Le foreste di conifere sono in contatto con le abetaie canadesi, e molte specie presentano la massima affinità con uccelli tipici di quell’ambiente; anzi, molte specie sono reperibili in entrambi gli habitat. La Cincia bruna, è sostituita nella foresta canadese dalla Cincia boreale, mentre il Tetraone del Canada e l’Astore delle foreste settentrionali di conifere sono reperibili anche nelle montagne occidentali. Altre specie, come la Ghiandaia di Steller, hanno i loro parenti più più prossimi nelle foreste decidue dell’America nordorientale. Alcuni, come il Solitario di Townsend, appartengono a gruppi decisamente montani; Solitari di varie specie sono reperibili nelle alture dell’America Centrale ed anche nell’America Meridionale. Il numero degli uccelli delle foreste settentrionali di conifere che in autunno migrano verso il sud equivale a quello delle specie di queste montagne che, all’inizio del freddo inverno, si spostano verso le zone più pianeggianti. In inverno, gli uccelli come il Ciuffolotto di Cassin, che do solito abitano la parte più alta della foresta, si spostano in grandi stormi verso le valli in pianura.

Foresta costiera e montana

Foresta montana e costiera

SOLITARIO DI TOWNSEND

Nome scientifico: Myadestes townsendi

Piccola descrizione: 20 cm (si intende la lunghezza). Costruisce un caratteristico scivolo all’entrata del nido.

I visitatori delle montagne occidentali dell’America Settentrionale conoscono questo membro della famiglia dei tordi come un uccello dall’aspetto abbastanza anonimo, in un certo senso simile al mimo o tordo beffeggiatore. Come molte specie tipiche della foresta, ovvia alla carenza cromatica con la ricchezza e varietà del suo repertorio canoro.

Durante i mesi estivi, il Solitario rimane nella parte alta delle montagne, con un’area di distribuzione che va dall’Alaska centrale fino alle montagne delle California e del Nuovo Messico. In inverno, quando nelle zone alte il cibo comincia a scarseggiare, gli uccelli volano a stormi verso le valli o le zone pedemontane, dove si cibano di bacche di ginepro, ambitissime anche dai Pettirossi americani. Sebbene il Solitario si cibi per lo più di bacche e sia in grado di correre agilmente anche su terreno scosceso, la sua caratteristica principale è l’abilità in volo; inoltre arricchisce anche la sua dieta con insetti presi al volo. Questo aspetto del suo comportamento alimentare gli ha valso il nome di “Tordo pigliamosche”.

La foresta di ginepro è il suo habitat preferito e si dice che esso passi buona parte del suo tempo appollaiato sul punto più alto di un ginepro ben esposto. Il nido è una specie di tazza capace, fatta di rametti e di aghi di pino, posto a terra, al riparo di una roccia, o tra le radici di un albero sulle pendici della collina.

CINCIA BRUNA

Nome scientifico: Parus rufescens

Piccola descrizione: 10 cm. Occupa le nicchie occupate in Europa dalla Cincia comune.

Nell’America Settentrionale il termine chickadee (cincia) si riferisce a quegli uccellini dal manto e dalla gola scura, noti in Inghilterra con il nome di tit (cincia europea). Le specie americane presentano tra di loro rapporti più stretti di quanto non avvenga presso le forme del Vecchio Mondo; di conseguenza, tendono ad avere necessità ecologiche molto simili. Ne risulta che non possono coesistere nella stessa zona, come fanno molte Cincie europee.

Non esiste praticamente zona ricoperta da foreste, nell’America Settentrionale, che non abbia la sua specie locale residente. La Cincia marrone è la rappresentante più comune della famiglia nelle montagne costiere e nelle fitte foreste costiere di abeti. In generale, la specie mostra una preferenza per l’abete rosso e per le altitudini maggiori, nelle zone basse viene sostituita in genere dalla Cincia bigia alpestre (Parus atricapillus).

La Cincia bruna è una creatura fiduciosa, curiosa, socievole nei confronti dell’uomo e degli altri uccelli. Nei periodi in cui non è dedita alle attività riproduttive, si unisce spesso a stormi di Picchi, di Rampichini alpestri e di Regoli, percorrendo con questi le foreste in cerca di insetti e di semi.

Cincia bruna

Cincia bruna

CIUFFOLOTTO DI CASSIN

Nome scientifico: Carpodacus cassinii

Piccola descrizione: 14 cm. È l’uccello caratteristico delle foreste di alta montagna.

Questo Ciuffolotto, che prende il nome dal famoso ornitologo americano del diciannovesimo secolo, John Cassin, è uno degli uccelli più tipici delle zone alte delle foreste montane di conifere. Sono diffusi attraverso tutte le montagne occidentali e sono reperibili dalla Columbia Brittanica fino alle montagne dell’Arizona e del Nuovo Messico. Il Ciuffolotto di Cassin è strettamente imparentato con il più familiare Ciuffolotto purpureo (Carpodacus purpureus) e, più da lontano, con il Ciuffolotto scarlatto (Carpodacus erythrinus) dell’Europa e dell’Asia. La somiglianza con il Ciuffolotto purpureo è molto spiccata: le due specie sono riconoscibili solo ad un accuratissimo esame.

Per buona parte dell’anno, il Ciuffolotto di Cassin si attiene ad una dieta quasi esclusivamente vegetariana, a base di germogli, semi e piccoli frutti. Durante la stagione degli accoppiamenti, che va da maggio a luglio, gli uccelli tendono a rimanere fissi in un posto, ma per il resto dell’anno vagabondano nelle foreste montane in stormi misti, insieme ai Crocieri ed ai Frusoni. Se l’inverno è particolarmente rigido, gli uccelli scendono spesso nelle zone più basse in cerca di cibo.

Ciuffolotto di Cassin e Solitario di Townsend (in basso Ciuffolotto di Cassin in alto Solitario di Townsend)

Ciuffolotto di Cassin e Solitario di Townsend

Famiglia: turdidi (Turdidae)

CESENA

Nome scientifico: Turdus pilaris

Piccola descrizione: 25 cm. Testa, nuca e guance grigie, zampe forti per saltellare, struttura massiccia.

La Cesena, un tordo prepotente e chiassoso che mette un sonoro richiamo chiocciante, vive nei boschi in piccole colonie durante la stagione riproduttiva. In inverno gli stormi erratici si alimentano e dormono in praterie aperte. Gli invertebrati costituiscono gran parte della loro dieta; in autunno ed in inverno gli uccelli si nutrono anche di bacche, come il sorbo degli uccellatori e del biancospino, e di frutti caduti, come le mele. Gli uccelli minacciano qualsiasi osservatore entri nella colonia.

Nido: una coppa massiccia di materiale vegetale e fango con un’imbottitura di erba, posta su un albero o un cespuglio.

Distribuzione: nidifica in tutta l’Europa settentrionale. Sverna in Europa e nell’Asia sudoccidentali.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale. Paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Migrazione: migratore.

TORDO BOTTACCIO

Nome scientifico: Turdus philomelos

Piccola descrizione: 23 cm. Becco sottile, postura eretta, petto e ventre macchiettati, zampe lunghe e sottili.

Il Tordo Bottaccio, per il ventre vistosamente macchiettato e la postura eretta, è un uccello familiare nei parchi ben alberati e nei giardini in tutta l’Europa nordoccidentale. Nel resto del suo areale è esclusivamente un uccello di foresta. Si nutre di invertebrati, comunemente chiocciole. Per mangiarle, i tordi bottacci scelgono una pietra che viene usata come “incudine” per romperne il guscio. Mangia anche bacche.

Nido: una coppa di materiale vegetale, foderata con un liscio strato di fango, polpa di legno od argilla, in un albero od in un cespuglio.

Distribuzione: Europa, Africa settentrionale, Medio Oriente ed Asia centrale. Introdotto in Australia e Nuova Zelanda.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale. Paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Migrazione: migratore parziale.