Amici Volanti

Amici Volanti

   Gen 16

America Settentrionale Pt.2

Non solo America Settentrionale

 

ORGANETTO

 

Nome scientifico: Acanthis flammea

Ordine: passeriformi

Famiglia: fringillidi

 

Descrizione: ha piume colorate vivacemente in rosso, rosa, grigio, bianco e bruno.

Habitat: Vive nelle regioni boreali dell’Europa, dell’Asia e dell’America e nell’inverno emigra spingendosi fino al Mediterraneo.

Rapporto con l’uomo: è ricercato per la sua vivacità e per il suo canto.

Riproduzione: si riproduce in boscaglie di betulle, boschi misti di conifere e betulle, zone a macchia, lande o brughiere con alberi sparsi, o piantagioni arboree e boschetti. Il nido spesso si trova su un albero, in lato, oppure in un arbusto o in un cespuglio; talvolta in basso, a livello del suolo. Le coppie spesso nidificano le une vicino alle altre in gruppi disordinati.

Nido: una coppa piccola e disordinata di sottili ramoscelli, erba e steli di piante; rivestita all’interno con piumino vegetale, piume e peli.

Uova: generalmente 4-5, talvolta 3-7. Azzurro pallido.

Incubazione: solo dalla femmina. 10-13 giorni.

Incubazione: i nidiacei sono nutriti da entrambi i genitori. Aprono gli occhi a 5 giorni. 11-14 giorni nel nido.

Altre specie:

Organetto artico (Acanthis hornemanni): si riproduce nelle boscaglie del nord della tundra. Il nido è su un albero basso oppure sul terreno, celato da una roccia.

Nido: una coppa di erba e ramoscelli e talvolta anche radici; rivestita all’interno con piume, peli e piumino vegetale.

Uova: generalmente 5, raramente 4-6.

Incubazione: solamente dalla femmina; inizia con il secondo o con il terzo uovo. 14-15 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori; sono coperti dalla femmina per circa 10 giorni. Abbandonano il nido a 10-14 giorni.

 

AMERICA SETTENTRIONALE

 

LA TAIGA E LA FORESTA BOREALE

 

CROCIERE FASCIATO

 

Nome Scientifico: Loxia leucoptera

Ordine: passeriformi

Famiglia: fringillidi

Piccola descrizione: 10 cm. Utilizza fonti ci cibo a lui solo accessibili grazie alla forma del becco.

 

Nel crociere fasciato (come nell’imparentato crociere, Loxia curvirostra), le punte del becco sono accavallata l’una sull’altra, il che conferisce all’uccello un aspetto curioso, quasi deforme. Questa caratteristica permette all’uccello di rimuovere i semi delle pigne delle conifere settentrionali. In anni di carenza di semi di conifere, i crocieri si spostano verso sud, in folti stormi, raggiungendo a volte il Golfo del Messico. I crocieri appartengono a quel gruppo che comprende i canarini, i lucherini ed i cardellini. Come questi uccelli, sono dotati di un canto melodioso, cinguettante e si costruiscono un nido tecnicamente piuttosto rudimentale, a forma di tazza. I piccoli vengono alimentati per lo più con semi sbriciolati rigurginati dagli adulti. In inverno, quando gli uccelli cercano cibo tra i pini ed i larici, assomigliano a minuscoli pappagalli: si arrampicano lungo i rami e vi si appendono a testa in giù per raggiungere le pigne.

Riproduzione: si riproduce in foreste di conifere. Il nido si trova su un albero, in particolare sui cedri, ed è costruito tra i rami più grandi.

Nido: una coppa costruita si una base di ramoscelli e composta d’erba, licheni, muschio e foglie; con un rivestimento interno di radici, licheni, peli e piume.

Uova: di solito 3-4, raramente 5. Azzurrognolo pallido o bianco verdastro.

Altre specie:

 

Crociere (Loxia curvirostra): si riproduce ai margini di boschi di conifere, in gruppi radi di alberi o in zone di rimboschimento. Il nido si trova a 2-18 m d’altezza.

Nido: una coppa basa composta di ramoscelli di pino, su cui sono accumulati erbe, licheni e lana; è presente una coppa interna costruita con erba sottile, peli e piume.

Uova: di solito 3-4, talvolta 2-5. Di colore azzurro molto pallido o bianco azzurrognolo.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli giornalieri. Covate solo dalla femmina, iniziando con il primo uovo. 13-16 giorni.

Allevamento: per circa una settimana la femmina copre i nidiacei mentre il maschio procura il cibo. I giovani abbandonano il nido a 17-22 giorni, ma dipendono dagli adulti per altre 3-4 settimane.

 

Crociere

crociere

Crociere fasciato

Crociere fasciato

 

ULULA

 

Nome scientifico: Surnia ulula

Ordine: strigiformi

Famiglia: strigidi

Piccola descrizione: 40 cm. Ottima volatrice e cacciatrice abile, raramente si spinge a sud della taiga

 

Con la sua coda lunga ed il suo volo rapido, l’ulula ricorda piú un falco che una civetta. Questo uccello è tipico della taiga, la vasta foresta formata prevalentemente da abeti e larici che ricopre le zone settentrionali dell’ America settentrionale e del continente eurasiatico.

L’ulula ha abitudini diurne come la civetta delle nevi, ed è di solito facilmente rintracciabile, vistosamente appollaiata in cima ad un albero, ai limiti della radura, dove permette all’osservatore di avvicinarsi molto, prima di volare verso un’altro posatoio vicino.

L’ulula si nutre di una grande varietà di mammiferi ed uccelli, compresi topi ed altri roditori, donnole, lepri polari, galli e pernici bianche. Forse perchè la sua sopravvivenza non dipende da una singola fonte di cibo, l’ulula abbandona di rado la sua sede al nord durante la stagione invernale (come invece fanno la civetta delle nevi e l’astore) e molto raramente è reperibile nelle zone a sud della taiga.

L’ulula depone parecchie uova in un anno (di solito sette, ma a volte anche nove)e, dato che la cova ha inizio appena viene deposto il primo uovo, il nido contiene piccoli di età diverse.

Negli anni di carestia, vengono nutriti per primi solo i piú vecchi ed aggressivi della nidiata, mentre i piú giovani s’indeboliscono e muoiono di fame. Questo processo di selezione naturale é probabilmente benefico per la specie. L’alternativa, cioè allevare una nidiata di piccoli malaticci e denutriti, darebbe come risultato individui non molto resistenti e quindi scarsamente idonei a sopravvivere ai rigori dell’inverno del nord.

Riproduzione: si riproduce in foreste di conifere e betulle. Nidifica in fessure sugli alberi, compresi i buchi prodotti dai picchi; in cavità all’estremità di tronchi d’albero spezzati e in nidi abbandonati da grandi uccelli.

Nido: un avvallamento o una cavità senza rivestimento interno.

Uova: di solito 3-10, raramente 13, il numero dipende dalla disponibilità del cibo. Bianche.

Incubazione: cova principalmente la femmina, iniziando con il primo uovo, ma il maschio puó partecipare. 25-30 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Se ne vanno a 23-27 giorni.

 

Ulula

Ulula

 

Famiglia: scolopacidi (Scolopacidae)

 

PITTIMA DI HUDSON

 

Nome scientifico: Limosa haemastica

Piccola descrizione: 39 cm. Ventre castano scuro, zampe lunghe per camminare nell’acqua, disegno macchiettato in estate, dita sottili per camminare sul fango.

 

Le lunghe zampe ed il becco lungo consentono a questo grande limicolo di camminare ed alimentarsi tra l’erba alta e nel fango. Camminare anche nell’acqua fino al ventre, immergendo la testa ed il collo per mangiare. Le prede sono insetti, vermi ed altri invertebrati. Nidifica nelle paludi presso le acque aperte e sugli estuari. In primavera, i maschi si esibiscono in un volo di parata, mostrando le parti inferiori delle ali bianche con la metà anteriore nera. In inverno, il piumaggio del corpo diventa più grigiastro, ma le ali e la coda mantengono il loro disegno bianco e nero.

Nido: una depressione poco profonda, foderata di muschio o foglie.

Distribuzione: nidifica in Alaska e nell’Artico canadese. Sverna nel Sudamerica sudorientale.

Piumaggio: sessi leggermente diversi.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, coste rocciose o sabbiose.

Migrazione: migratore.

 

Pittima di Hudson

Pittima di Hudson

Distribuzione della Pittima di Hudson

Distribuzione della Pittima di Hudson

 

CHIURLO MAGGIORE

 

Nome scientifico: Numenius arquata

Piccola descrizione: 60 cm. Piumaggio più scuro in estate, struttura massiccia per un uccello di ripa, collo disteso nella posizione di allerta.

 

È un grande uccello di ripa striato di bruno con becco lungo e curvato in basso. Anche se manca di disegni vivaci, il suo richiamo ed il grazioso canto gorgogliante attirano l’attenzione sulla specie. I chiurli maggiori pure notevoli quando si esibiscono nei loro voli di parata territoriale. Gli habitat di nidificazione sono la brughiera montana, la prateria e le torbiere. Qui gli uccelli si nutrono di insetti e di altri invertebrati raccolti dal terreno con il lungo becco. Mangia anche piccole bacche. Dopo aver vissuto in coppia durante la primavera, i chiurli formano stormi quando migrano verso la costa. Passano l’inverno sulle spiagge marine e sugli estuari dove frugano il fango o la sabbia in profondità in cerca di vermi, piccoli granchi e molluschi.

Nido: una depressione poco profonda, foderata con materiale vegetale raccolto in zona, solitamente posta tra l’erba o l’erica.

Distribuzione: nidifica in Eurasia settentrionale. Sverna sulle coste di gran parte dell’Europa, dell’Africa e dall’Asia.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, paludi ed acquitrini d’acqua dolce, coste rocciose o sabbiose.

Migrazione: migratore.

 

Chiurlo Maggiore

Chiurlo Maggiore

Distribuzione del Chiurlo Maggiore

Distribuzione del Chiurlo Maggiore

 

PETTEGOLA

 

Nome scientifico: Tringa totanus

Piccola descrizione: 28 cm. Struttura snella, margine posteriore bianco dell’ala evidente in volo.

 

Questo vigile uccello di ripa, rimanendo eretto sulle lunghe zampe con la testa tenuta alta, si accorge rapidamente di qualunque intruso nei paraggi. Emette fluttuanti richiami d’allarme, che spesso avvisano tutti gli altri uccelli nella zona. Tranne che per le zampe ed il becco rossi, è poco visibile sul terreno in virtù del piumaggio bruno. In volo il groppone bianco ed i margini posteriori delle ali ne aiutano l’identificazione. In primavera vive nei pascoli, nelle praterie umide e nelle paludi. Qui alleva i pulcini, nutrendosi di insetti ed altri invertebrati, che cattura tra la vegetazione, sulla superficie del terreno o nella palude. Si alimenta in un modo nervoso ed a scatti. In inverno vive negli estuari e sui banchi di fango dove si nutre di piccoli molluschi, crostacei ed altre piccole creature. Le raccoglie sia dalla superficie del fango, sia in profondità con il becco lungo ed appuntito.

Nido: una depressione poco profonda scavata con le zampe e modellata dalla pressione del corpo, imbottita e nascosta tra l’erba o l’alta vegetazione.

Distribuzione: nidifica in Islanda e nell’Eurasia dalle Isole Brittaniche all’Asia orientale. Sverna sulle coste di Eurasia, Africa, India ed Asia sudorientale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, paludi ed acquitrini d’acqua dolce, coste rocciose o sabbiose.

Migrazione: migratore.

 

Pettegola

pettegola

Distribuzione della Pettegola

Distribuzione della Pettegola

 

TOTANO ZAMPEGIALLE MAGGIORE

 

Nome scientifico: Tringa melanoleuca

Piccola descrizione: 35 cm. Becco lungo e sottile, lunghe zampe sottili per camminare nell’acqua bassa, coda barrata, colori chiari nel piumaggio invernale.

 

Questo attivo uccello di ripa, osservabile tipicamente nell’acqua poco profonda, è riconoscibile per i suoi richiami flautati. In primavera vive nelle paludi ed ai margini delle foreste di conifere. Sverna sulle spiagge lacustri e sui banchi di fango costieri e con la muta il piumaggio diventa più grigio e più chiaro. Si alimenta sondando l’acqua bassa ed il fango in cerca di invertebrati.

Nido: una depressione poco profonda nel muschio o nella torba secca, con una scarsa imbottitura di materiale vegetale, costruito in un luogo aperto, solitamente presso l’acqua.

Distribuzione: nidifica in Nordamerica. Sverna dagli USA meridionali al Sudamerica meridionale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, paludi ed acquitrini d’acqua dolce, coste rocciose e sabbiose, margini della foresta.

Migrazione: migratore.

 

Totano Zampegialle Maggiore

Totano Zampegialle Maggiore

Distribuzione del Totano Zampegialle Maggiore

Distribuzione del Totano Zampegialle Maggiore

 

VOLTAPIETRE

 

Nome scientifico: Arenaria interpres

Piccola descrizione: 24 cm. Vertice striato.

 

Il Voltapietre, un uccello di ripa tozzo e freneticamente attivo, ficca il becco sotto le pietre o le fronde delle alghe, rivoltandole per raggiungere i piccoli animali nascosti al di sotto. In volo, i segni bianchi sulle ali e sul dorso aiutano ad identificare la specie.

Nido: una depressione poco profonda nel terreno.

Distribuzione: nidifica nell’Artico settentrionale. Sverna sulle coste di tutto il mondo.

Piumaggio: sessi leggermente diversi.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, coste rocciose o sabbiose, luoghi rocciosi o falesie (sia sulla costa che nell’interno).

Migrazione: migratore.

 

Voltapietre

Voltapietre

Distribuzione del Voltapietre

Distribuzione del Voltapietre

 

FALAROPO BECCOSOTTILE

 

Nome scientifico: Phalaropus lobatus

Piccola descrizione: 27 cm. La femmina è più colorata del maschio, strisce chiare color paglia.

 

Questo delicato uccello di ripa è un migratore su lunghe distanze. Si nutre di animali acquatici nella pozze della tundra in primavera e di plancton marino in inverno.

Nido: una depressione foderata di erba, nascosta tra l’erba.

Distribuzione: nidifica nell’Artico estremo. Sverna in mezzo all’oceano.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: laghi, fiumi e vicinanze, mare, paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Migrazione: migratore.

 

Falaropo Beccosottile (femmina)

Falaropo Beccosottile

Distribuzione del Falaropo Beccosottile

Distribuzione del Falaropo Beccosottile

 

PIOVANELLO MAGGIORE

 

Nome scientifico: Calidris canutus

Piccola descrizione: 27 cm. Piumaggio estivo riccamente colorato.

 

In estate il suo piumaggio è un misto di castano, nero e bianco. In inverno è grigio chiaro e gli stormi si possono osservare sui banchi di fango, dove si nutrono di invertebrati.

Nido: una depressione poco profonda nel terreno, foderata di licheni.

Distribuzione: nidifica nella tundra dell’estremo Artico. Sverna sulle spiagge e sui banchi di fango costieri in gran parte del mondo.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, coste rocciose o sabbiose.

Migrazione: migratore.

 

Piovanello Maggiore

Piovanello Maggiore

Distribuzione del Piovanello Maggiore

Distribuzione del Piovanello Maggiore

 

BECCACCIA EUROASIATICA

 

Nome scientifico: Scolopax rusticola

Piccola descrizione: 34 cm. Corpo molto massiccio, grandi occhi posti in alto sulla testa.

 

Il suo habitat principale sono i boschi. Attiva soprattutto al crepuscolo, cammina e fruga in cerca di cibo in ambienti umidi e paludosi. Il lungo becco ha una punta flessibile e sensibile al tatto, utile per sondare il fango od il suolo soffice e localizzare gli invertebrati. Nel loro comportamento di parata, i maschi volano lentamente a livello della cima degli alberi sul loro territorio, emettendo richiami flautati e gracchianti, al crepuscolo ed all’alba.

Nido: una depressione nel terreno muschioso, foderata con uno strato di foglie morte.

Distribuzione: nidifica in gran parte dell’Eurasia. Sverna a Sud fino all’Africa settentrionale, all’India ed all’Asia sudorientale spostandosi anche verso Ovest.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale, foresta aperta cioé, con più spazio tra gli alberi, paludi ed acquitrini d’acqua dolce.

Migrazione: migratore.

 

Beccaccia Euroasiatica

Beccaccia Euroasiatica

Distribuzione della Beccaccia Euroasiatica

Distribuzione della Beccaccia Euroasiatica

 

BECCACCINO COMUNE

 

Nome scientifico: Gallinago gallinago

Piccola descrizione: 27 cm. Disegno mimetico striato, coda corta.

 

Il becco dritto del Beccaccino è il più lungo in proporzione al corpo tra tutti gli uccelli di ripa. La punta del becco è flessibile, il che permette all’uccello di frugare nel fango soffice e catturare vermi, piccoli molluschi ed altre creature. Gli occhi sono posti in alto sui lati delle testa, permettendogli di restare vigile mentre riposa o mangia. Riposa tra la vegetazione palustre bassa o tra l’erba mimetizzato dal piumaggio striato e si leva in volo zigzagando quando viene allarmato. I pulcini appena usciti dalle uova hanno il becco corto e devono essere nutriti dai genitori. Il Beccaccino Comune di esibisce in un volo di parata ad “otto volate” in cui le timoniere esterne producono un suono belante quando l’uccello si tuffa in picchiata. Nido: una depressione scavata con le zampe e modellata dalla pressione del corpo e foderata di erba.

Distribuzione: nidifica in Nordamerica ed Eurasia. Sverna a Sud fino al Sudamerica settentrionale e all’Africa centrale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, paludi ed acquitrini d’acqua dolce.

Migrazione: migratore.

 

Beccaccino Comune

beccaccino comune

Distribuzione del Beccaccino Comune

Distribuzione del Beccaccino Comune

 

PIOVANELLO TRIDATTILO

 

Nome scientifico: Calidris alba

Piccola descrizione: 20 cm. Le ali si assottigliano a punta, ventre bianco.

 

Questo uccello somiglia ad un giocattolo meccanico quando insegue le onde su e giù, acchiappando piccoli molluschi, gamberetti ed altri piccoli animali portati dall’acqua. Vive sulle coste per gran parte dell’anno, tranne per la breve stagione riproduttiva nella tundra artica. Solitamente vive in stormi, a volte con altri uccelli di ripa.

Nido: una depressione nel terreno, foderata di licheni.

Distribuzione: nidifica nel Canada artico, in Groenlandia ed in Siberia. Sverna sulle coste di gran parte del globo.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera, coste rocciose o sabbiose.

Migrazione: migratore.

 

Piovanello Tridattilo

Piovanello Tridattilo

Distribuzione del Piovanello Tridattilo

Distribuzione del Piovanello Tridattilo

 

COMBATTENTE

 

Nome scientifico: Philomachus pugnax

Piccola descrizione: 30 cm / 25 cm. Ciuffo auricolare, collare, penne delle ali arruffate.

 

Uccello delle paludi e praterie, il Combattente si nutre di insetti, vermi e semi. I maschi nidificanti hanno grandi collari piumosi e ciuffi auricolari che variano individualmente per colore e disegno. I maschi fanno parate in competizione l’uno con l’altro nel “lek”, un sito speciale sul terreno, per impressionare le femmine. Dopo l’accoppiamento le femmine nidificano da sole.

Nido: una depressione nel terreno imbottita d’erba e posta tra l’erba alta.

Distribuzione: nidifica in Europa, Siberia artica e parte dell’Alaska. Sverna in Europa, Africa, Asia, Australia, e parte del Sudamerica.

Piumaggio: sessi diversi.

Habitat: paludi ed acquitrini d’acqua dolce, laghi, fiumi e vicinanze, paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Migrazione: migratore.

 

Combattente (maschio)

Combattente maschio

Combattente (femmina)

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philomachus-pugnax02

philomachus-pugnax-femmina

Distribuzione del Combattente

Distribuzione del Combattente

 

PIRO-PIRO EUROPEI E SCOLOPACIDI EUROPEI

 

La famiglia degli scolopacidi comprende una settantina di specie: di esse poche soltanto vivono in vere e proprie paludi ed in boschi umidi.

Il becco lungo che l’ha pure la Pittima reale (Limosa limosa), ma è dritto come un fuso anziché ricurvo in basso come quello del Chiurlo. La Pittima reale frequenta ambienti umidi anche dell’interno e si riproduce in gran parte dell’Europa centro-orientale. Interessante è il suo habitat preferito di nidificazione: le brughiere umide. In un certo senso la creazione di spazi aperti con prati allargati ha favorito l’espansione della specie. Il nido, posto a terra, è formato con un po’ di tenera vegetazione ammucchiata in una piccola depressione. Quest’uccello depone 3-4 uova. Durante il periodo riproduttivo si nutre di piccoli invertebrati, mentre in migrazione mangia anche cibo vegetale. Migra decisamente in Africa. Becco molto lungo e diritto, d’inverno è grigia, petto marrone rossiccio, fianchi con barrature, banda nera terminale su coda bianca in volo, barre alari bianche sempre in volo. La Pittima minore (Limosa lapponica) si nutre in acque più basse della Pittima reale e durante la migrazione sta più volentieri lungo le coste che non in specchi d’acqua interni. È un’altra delle specie propriamente nordiche. Infatti si riproduce nel nord delle Norvegia ed in zone altrettanto fredde della Russia. Depone 3-4 uova in un nido localizzato sul terreno nella tundra, vicino a specchi d’acqua. Dato il clima che dovrebbe affrontare d’inverno, è spiccamente migratrice. Si nutre di molluschi, vermi, crostacei, larve, insetti. Parti inferiori marrone rossiccio, d’inverno è più chiara, becco lungo e ricurvo. Il Piro-Piro culbianco (Tringa ochropus), grazioso piccolo trampoliere, frequenta i boschi del nord-est europeo più interessante del suo simile Piro-Piro boschereccio (Tringa glareola) nonostante il nome di quest’ultimo. Piumaggio omogeneo sul petto, parti superiori scure, groppone bianco, zampe più scure e corte rispetto al Piro-Piro boschereccio, ventre bianco in volo, ali più scure del Piro-Piro boschereccio in volo. Infatti il Piro-Piro culbianco si riproduce principalmente nei nidi di uccelli di bosco, quindi frequenta le foreste di conifere o latifoglie naturalmente con specchi d’acqua nei dintorni. Il Boschereccio invece fa il nido a terra, e pur frequentando anch’esso habitat di acqua alternata a boschi vuole spazi più aperti attorno. Entrambi depongono in media 4 uova. In migrazione si fermano lungo paludi, anche non troppo estese, o lungo coste marine. Il Piro-Piro culbianco raggiunge l’Africa, ma si ferma anche a svernare nel bacino del mediterraneo, mentre il Boschereccio supera più decisamente i confini europei. L’areale del Piro-Piro boschereccio è limitato un po’ più a nord rispetto a quello del Culbianco. Tutti e due i piro-piro si nutrono di piccoli invertebrati, principalmente insetti acquatici e terrestri. Zampe più chiare e giallastre rispetto al Piro-Piro culbianco, superiormente è più chiaro e macchiettato del Piro-Piro culbianco, anche le ali sono più chiare in volo, bianco meno nettamente definito rispetto al Piro-Piro culbianco in volo. Il Piro-Piro piccolo (Tringa hypoleucos) non si trova soltanto attorno a laghi ed a zone umide con acque lente, come altri trampolieri, ma anche lungo corsi d’acqua di collina e montagna. È diffuso praticamente in tutta Europa e migra decisamente oltre il Mediterraneo, anche se in certo numero puó svernare nel vecchio continente. Mangia innanzitutto insetti, che cerca esplorando ogni habitat di acqua dolce. Nidifica a terra tra la vegetazione bassa. Come negli altri trampolieri la deposizione è in media di 4 uova. Migra principalmente in Africa, mentre una parte sverna nell’area del Mediterraneo. Effettua movimenti assai frequenti con la coda, caratteristiche striature bianche sulle ali in volo. Accidentalmente capita in Europa il Piro-Piro terek (Xenus cinereus), caratteristico per il becco leggermente rivolto all’insù. Arriva dal suo areale russo e finlandese debordante ampiamente verso l’Asia. Mangia piccoli invertebrati ed in periodo riproduttivo anche vegetali. Zampe corte e gialle, becco leggermente volto all’insù, bordo d’ala e groppone chiari in volo, zampe che sporgono oltre la coda sempre in volo. Tra i visitatori rarissimi degli habitat umidi europei si possono ricordare anche il Piro-Piro zampelunghe (Micropalama himantopus), definito bene dal nome e che presenta il becco volto verso il basso, zampe lunghe e verdastre, becco lungo e leggermente rivolto verso il basso, il Piro-Piro codalunga (Bartramia longicauda), anch’esso definito bene dal nome e caratteristico anche per il corto becco, becco corto e testa piccola, collo sottile in volo, lunga coda con tonalitá rossastre in volo, bordo delle secondarie bianco in volo, il Piro-Piro macchiato (Tringa macularia) con tipiche macchioline sul petto, d’inverno le parti inferiori sono bianche, d’estate inferiormente è macchiettato, becco giallo e punta nera, barre bianche sulle ali in volo, il Piro-Piro pettorossiccio (Limnodromus scolopaceus), dal becco diritto e lungo come un Beccaccino, colore marrone rossiccio, fianchi barrati, becco lungo, d’inverno l’aspetto è grigio, bianco sul groppone che si estende lungo il dorso, zampe corte, assomiglia un po’ ad un Beccaccino con il bianco sul dorso in volo, i giovani: parti inferiori striate, assenza di bianco sul groppone. Tra i trampolieri più conosciuti in Italia c’è la Pantana (Tringa nebularia) che si fa vedere in migrazione lungo paludi e corsi d’acqua. Il suo verso di allarme trisillabico, più staccato di quello della Pettegola, ne fa riconoscere la presenza anche a distanza. Cattura picco li invertebrati e pescetti, camminando nell’acqua bassa e “spazzando” col becco a destra ed a sinistra. A volte invece sonda il fango, o rincorre le prede compiendo una specie di “danza “. I luoghi di nidificazione sono a nord, per esempio in Russia, Scandinavia e Scozia. Ma la migrazione delle pantane non teme il confine degli stati: quest’uccello arriva a svernare a sud dell’Europa e raggiunge anche su largo fronte migratorio l’Asia e l’Africa. Nidifica a terra in genere vicino ad un oggetto di riconoscimento: un sasso od un bastone. Depone di solito 4 uova. Zampe verdi, bianco sul groppone che si estende molto in alto sul dorso. Il Frullino (Lymnocryptes minimus) assomiglia al Beccaccino ma é piccolo come uno storno ed ha becco più corto; il suo modo di volare, è dritto e silenzioso, quando si alza in volo, il Beccaccino, al contrario del Frullino, compie un volo saettante a zig-zag emettendo il tipico verso che assomiglia allo schioccare di un bacio. È una specie solitaria, anch’essa con areale in Scandinavia ed in Russia, in zone ricche di specchi d’acqua circondati dai boschi. Mangia insetti, vermi e parti vegetali. Sverna nel sud dell’Europa ed in Africa ed Asia. Il nido viene costruito a terra tra la vegetazione bassa. Le uova come nei congeneri non sono più di 4. Vertice scuro, assenza di bianco sulla coda. Sono davvero curiosi i falaropi. Hanno fattezze da trampolieri e lo sono, se si pensa che appartengono all’ordine dei caradriformi; ma possiedono l’abitudine di nuotare come le anatre approfittando delle dita lobate e del fitto piumaggio. Il Falaropo di Wilson (Phalaropus tricolor) si fa vedere raramente in Europa proveniente dal suo areale nordamericano. Peró capita anche in zone umide europee interne, quindi non essenzialmente lungo gli specchi d’acqua costieri come gli altri falaropi. Stria marrone-rossiccia sul collo, becco sottile, non ha barre bianche sulle ali in volo. Il Falaropo beccolargo (Phalaropus fulicarius) come tutti i falaropi si trova perfettamente a suo agio nuotando in acque profonde. Nidifica in Islanda e nell’Artico vicino a specchi d’acqua soprattutto lungo le coste. È il più marittimo fra i falaropi ed in migrazione sta quasi sempre al largo delle coste o anche in lagune costiere. Puó svernare nel mare aperto nutrendosi di plancton. Normalmente si ciba di piccoli invertebrati ed anche di semi e parti vegetali. Fa il nido nell’erba bassa nei pressi di zone d’acqua. Depone solitamente quattro uova. Stria nera sull’occhio, becco grigio, testa lateralmente bianca, rossastra sotto (femmina), ventre chiaro (maschio). Il Piovanello violetto (Calidris maritima) nidifica solitario nella vegetazione bassa della tundra formando un piccolo nido in cui depone quattro uova. D’inverno si sposta decisamente sulle coste rocciose della Scandinavia e del Mare del Nord migrando parzialmente o totalmente. Si nutre di insetti e parti vegetali ma anche di altri invertebrati che trova fra gli scogli. In Europa lo si puó vedere solo in migrazione e principalmente lungo le coste. Becco giallastro con punta nera, più marrone chiaro in estate, grigio scuro in inverno, zampe giallastre, lati della coda bianchi in volo. Nel Totano moro (Tringa erythropus) è il maschio che si dà da fare per l’allevamento della prole: è lui che cova per più tempo; poi, dopo un po’ che i piccoli sono nati, la femmina lascia la prole ed il maschio bada ai piccoli fin che diventano adulti. Questo uccello fa il nido come la Pantana vicino ad un punto di riferimento in prati umidi della tundra, di solito vicino ai boschi, nell’estremo nord della Scandinavia e della Russia. Le uova sono di solito quattro. Può posarsi come la pettegola su rami o posatoi per osservare la situazione attorno al nido. Si nutre di insetti, vermi, pescetti, crostacei, molluschi, ecc, anche saggiando il fango col becco o spazzandolo a destra ed a sinistra. Frequenta anche specchi d’acqua più profondi degli altri trampolieri suoi simili, e può nuotare immergendo testa e collo per procurarsi il cibo. La voce è caratteristicamente bisillabica. Migra in Africa ed Asia, ma rimane anche nel Mediterraneo. Becco più lungo di quello della Pettegola, d’inverno è grigio, d’estate la livrea è nera, zampe rosse e lunghe, le zampe sporgono oltre la coda in volo. Il delicato Albastrello (Tringa stagnatilis) assomiglia un po’ ad una Pantana per via delle lunghe zampe verdi, ma il becco è sottile e le dimensioni più esili. Preleva insetti, crostacei e molluschi dalla superficie fangosa nell’acqua bassa degli ambienti palustri che frequenta. Nidifica anch’esso a terra tra la vegetazione (4 le uova) all’interno della Russia. Migra decisamente in Africa ed Asia. Becco sottile, zampe verdi e molto lunghe, di aspetto più esile rispetto alla Pantana. Il Piovanello pancianera (Calidris alpina) è ancora molto comune in Europa, anche se la distruzione delle zone umide dove la specie nidifica ne ha causato la diminuzione numerica. Il suo areale è nord-orientale, in paludi salmastre lungo le coste del Mare del Nord e del Baltico, della Gran Bretagna, della Scandinavia e ancora più a nord-nord-est. In migrazione scende nel sud d’Europa, ove lo si avvista in paludi e pantani costieri, estuari e delta fluviali. Si nutre essenzialmente di piccoli invertebrati. Nidifica nella tundra, a terra, al riparo di qualche cespuglio erboso. Depone 3-4 uova. Sono state riferite due deposizioni con uova fecondate da maschi diversi. Macchia nera sul ventre, d’estate le parti superiori sono color ruggine, becco leggermente ricurvo, sottili barre alari bianche in volo.

 

Pittima reale

Pittima reale

Pittima minore (estate)

Pittima minore estate

Pittima minore (inverno)

Pittima minore inverno

Piro-Piro culbianco

Piro-Piro culbianco

Piro-Piro boschereccio

Piro-Piro Boschereccio

Piro-Piro piccolo

Piro-Piro Piccolo

Piro-Piro terek

Piro-Piro terek

Piro-Piro pettorossiccio

Piro-Piro Pettorossiccio

Pantana

pantana

Falaropo beccolargo (femmina) – estate

Faloropo beccolargo femmina estate

Falaropo beccolargo (maschio) – estate

Faloropo Beccolargo maschio estate

Falaropo beccolargo (inverno)

Faloropo beccolargo inverno

Piovanello violetto

Piovanello Violetto

Totano moro

Totano Moro

Piovanello pancianera

Piovanello Pancianera

Piro-Piro zampelunghe

Piro-Piro Zampelunghe

Piro-Piro codalunga

Piro-Piro codalunga

Piro-Piro macchiato

Piro-Piro macchiato

Frullino

frullino

Falaropo di Wilson (femmina)

Falaropo di Wilson femmina

Falaropo di Wilson (maschio)

Falaropo di Wilson maschio

Albastrello

albastrello