Amici Volanti

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   Gen 16

America Settentrionale Pt.1

America Settentrionale

 La tundra: l’artico selvaggio

Una tundra vasta e solitaria si estende attraverso la parte settentrionale del continente nordamericano dall’Oceano Artico alla zona nordorientale della provincia di Manitoba ed a quella settentrionale della provincia dell’Ontario, anche se nelle montagne del Nuovo Messico sono reperibili stazioni di tundra alpina, che sostengono forme di vita altrimenti riscontrabili soltanto nella zona artica. La tundra nordamericana è simile, in termini di clima e vegetazione, alla tundra del continente eurasiatico. Gli uccelli che abitano queste pianure senza alberi, generalmente inospitali, di entrambi i continenti sono quindi simili ed in molti casi appartengono addirittura alla stessa categoria tassonomica.

Nonostante il suo aspetto squallido, la tundra è in grado di sostenere un’enorme varietà di specie animali e vegetali, il cui ciclo riproduttivo deve però essere concentrato nelle brevi settimane estive. Grandi popolazioni di uccelli di ripa, gabbiani ed uccelli acquatici si affrettano ogni anno verso il nord, per allevare rapidamente una singola nidiata e, con la stessa rapidità con cui sono arrivati, se ne vanno, prima di aver completato la muta. I Piro-piro e le Pettegole, ad esempio, possono fare la loro comparsa verso la fine dell’estate, durante la migrazione a sud, ancora ricoperti del piumaggio nuziale.

Il clima della tundra è quasi sempre tanto inclemente che solo gli uccelli più resistenti, come il Corvo, sono in grado di rimanere per tutto l’anno al nord.

 STROLAGA MEZZANA

Nome scientifico: Gavia Arctica

Ordine: gaviiformi o colimbiformi

Famiglia: gaviidi o colimbidi

Piccola descrizione: Strolaga mezzana (Gavia arctica) 70 cm. Il gruppo familiare resta unito fino all’autunno.

Al sorgere del sole, nella tundra ad ovest della Baia di Hudson, ed in Alaska, si puó sentire per miglia e miglia il pianto lamentoso delle strolaghe mezzane. Gli uccelli cominciano ad arrivare nei territori settentrionali di accoppiamento in maggio, e ben presto depongono le uova (in genere 2) o direttamente a terra o in un nido costruito in modo approssimativo, con terra e piante acquatiche. Appena nati, i piccoli non sono in grado di volare per due mesi, e la famiglia rimane unita fino a che gli uccelli non lasciano la tundra, a fine agosto.

Gran parte della popolazione nordamericana di strolaghe sverna lungo la costa del Pacifico, spingendosi anche molto a sud. La loro dieta consiste in gran varietà di animali acquatici ed occasionalmente anche di piante.

Riproduzione: si riproduce nella tundra artica a nord del limite degli alberi. Il nido generalmente è posto su un rilievo al margine dell’acqua, o sopra una piccola isola o penisola; anche sulle sponde dei fiumi più grandi.

Nido: il materiale nel nido è di solito scarso o addirittura assente, ma l’aspetto dei tumuli suggerisce un’accumulazione di materiali fangosi. Cavità di solito umida.

Uova: normalmente 2. Simili a quelle della strolaga maggiore, ma più pallide e più fulve.

Incubazione: simile a quello della strolaga maggiore.

Allevamento: simile a quello della strolaga maggiore.

Altre specie:

Strolaga maggiore (Gavia immer): nidifica sui laghi più profondi in territori spogli e coperti di boschi; a diverse altitudini. Il nido è generalmente situato su un promontorio spoglio, su un’isola o su piccoli ammassi di vegetazione; generalmente su terreno elevato presso la riva dell’acqua, più raramente vicino a un canneto.

Nido: è generalmente una leggera concavitá con poco materiale, ma nei canneti puó essere costituito anche da un grande ammasso di vegetazione.

Uova: normalmente 2, raramente 1 o 3. Il colore è marrone olivastro, qualche volta più verdastro, con alcune piccole macchioline nerastre.

Incubazione: da entrambi i sessi, inizia con il primo uovo. 29-30 giorni.

Allevamento: i piccoli sono accuditi da entrambi i genitori, ma una di essi è più attivo dell’altro, e a volte solo uno rimane coi piccoli fino alla fine del periodo. I pulli possono essere trasportati sul dorso dei genitori per le prime 2-3 settimane. Possono nutrirsi da soli dopo 6 settimane e volare dopo 12.

Strolaga Maggiore

strolaga maggiore

 PIVIERE MINORE

Nome scientifico: Pluvialis dominica

Piccola descrizione: 25 cm. Compie migrazioni annuali di oltre 24.000 km.

I pivieri minori compiono una delle migrazioni piú spettacolari che si conoscano tra gli uccelli nordamericani: un viaggio di “andata e ritorno” di circa 24.000 km. Alla fine della stagione degli accoppiamenti, questi uccelli spiccano il volo in direzione delle coste della Nuova Scozia e del Labrador, abbandonando la loro residenza nel Canada artico. Dopo essersi abbondantemente nutriti con le bacche che abbondano su quelle coste, volando senza mai fermarsi verso la costa settentrionale dell’America Meridionale, da dove, dopo un breve riposo, si spostano di nuovo verso sud, lungo il bacino delle Amazzoni, per giungere nelle Pampas argentine. Ma giá in gennaio, storni di pivieri si rimettono in volo, viaggiando verso nord attraverso il Bacino del Rio delle Amazzoni e le Antille per raggiungere la tundra settentrionale passando per le Grandi Pianure americane.

Sebbene la popolazione dei pivieri minori sia stata decimata dalla caccia, questi uccelli, a differenza dei chiurli boreali (Numenius borealis) forse estinti, hanno reagito molto bene alle misure protettive e sono attualmente piuttosto numerosi.

Nidificano in leggere depressioni del terreno e depongono quattro uova per stagione; durante la cova inoltre sono soliti alzarsi in volo rapidamente allontanandosi dal nido, non appena avvertono l’avvicinarsi di un predatore, al fine di non rivelare l’ubicazione delle nidiata. Al tempo della migrazione gli adulti partono prima che i piccoli siano in grado di volare e li lasciano soli a trovare la via per l’Argentina.

Altre specie:

Piviere dorato (Pluvialis apricaria): si riproduce su brughiere aperte e terreni erbosi in zone collinari al sud del proprio areale di nidificazione, e su zone simili con vegetazione bassa a minori altitudini al nord e sulla tundra artica. Il nido è sul terreno tra i bassi cespugli di erica o in zone spoglie, di rado tra alberi sparsi.

Nido: uno scavo poco profondo, con rivestimento interno variabile, composto di materiale vegetale reperito vicino al nido, spesso scarso, raramente in quantità considerevole.

Uova: generalmente 4, a volte 3. Fulve o color sabbia, nocciola giallastro o giallo pallido. Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli di 2-3 giorni. L’incubazione è curata da entrambi i sessi ma principalmente dalla femmina, che inizia con il terzo uovo. 27-28 giorni.

Allevamento: i pulcini sono accuditi da entrambi i sessi. Sono indipendenti a circa un mese.

Piviere minore

piviere minore

Piviere dorato

piviere dorato

 CORVO IMPERIALE

 Nome scientifico: Corvus Corax

Piccola descrizione: lunghezza fino a 65 cm, peso fino a 1,2 kg. É uno dei pochi uccelli che puó svernare nelle regioni artiche.

Strettamente imparentato con il corvo comune, il corvo imperiale è un uccello tipico dell’estremo nord e dei deserti e delle coste marine in buona parte dell’emisfero settentrionale. Come gli altri Corvidi, è onnivoro e, dal momento che mangia praticamente di tutto, è uno dei pochi uccelli in grado di passare tutto l’inverno nelle zone piú settentrionali dell’Artico. É per lo piú uccello “spazzino” (che si ciba cioé degli avanzi d’altri animali e dell’uomo) ed é presente in folti gruppi attorno agli insediamenti umani nell’Artico, dove cerca di cibarsi nelle spazzature. In altre regioni, tuttavia, é sottoposto ad una certa persecuzione e, di conseguenza, é meno diffuso.

Il nido é costituito d numerosi ramoscelli ammassati ed intrecciati tra loro e viene collocato all’interno di una cava da tre a cinque uova poco appariscenti, che vengono covate per circa tre settimane. I piccoli acquistano presto un piumaggio molto simile a quello dei genitori.

Uccelli adattati di estrema adattabilitá, i corvi non sono migratori, sebbene alcuni individui vagabondino verso sud in inverno, arrivando anche fino al Canada meridionale e alla zona settentrionale degli Stati Uniti.

Distribuzione: Eurasia ed America settentrionale, Islanda, coste della Groenlandia.

Riproduzione: si riproduce principalmente in regioni collinari, montane e costiere, ma anche nelle foreste. Il nido è posto su una sporgenza della roccia, o in una grande biforcazione tra i rami di un albero.

Nido: una grande massa di rametti e bastoncini più grandi ed altro materiale vegetale grezzo, cementato con terra e muschio; ben rivestita internamente di ciuffi d’erba, foglie e muschio e con un ulteriore rivestimento interno di lana e peli. Costruito da entrambi i sessi.

Uova: generalmente 4-6, raramente 3-7. Di colore azzurro chiaro, azzurro verdognolo o verde pallido.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli di 1-2 giorni e sono covate solo dalla femmina mentre il maschio la nutre. La cova inizia prima che la deposizione sia finita. 20-21 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Abbandonano il nido a 5-6 settimane.

Alla famiglia dei Corvidi appartengono numerose specie. Tra cui ricordiamo:

Corvo dal collo rosso (Corvus ruficollis): reperibile nei deserti dell’Africa settentrionale

Corvo hawaiiano (Corvus tropicus): che si stabilí nelle isole Hawaii in un passato abbastanza lontano.

Corvo nero (Corvus frugilegus): si riproduce in terreni coltivati aperti, erbosi con gruppi di alberi o in boschi interrotti da zone aperte. I nidi sono sulla cima degli alberi, in colonie formate su gruppi di alberi adiacenti, che possono essere molto vicini tra loro.

Nido: una voluminosa coppa di stecchi e terra, rivestita internamente con erba, radici, foglie, muschio, piante e peli. I nidi dell’anno precedente possono essere riordinati ed riutilizzati. Entrambi gli adulti collaborano alla costruzione: il maschio trasporta il materiale mentre la femmina costruisce il nido.

Uova: generalmente 3-5; a volte 6-9. Di color azzurro chiaro, verde azzurrastro o verde pallido.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli giornalieri. Cova solo la femmina, nutrita dal maschio. 16-20 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono coperti dalla femmina ed inizialmente nutriti dal maschio; in seguito da entrambi i genitori. I giovani abbandono il nido a 29-30 giorni. Restano sugli alberi della colonia per alcuni giorni.

CARATTERISTICHE DEL CORVO IMPERIALE

Il corvo imperiale è il più grande fra i Corvidi e si riconosce subito per la grossa taglia, il becco enorme, la gola irsuta e la coda a cuneo, visibile specialmente in volo, che lo differenzia sia dalle cornacchie sia dagli uccelli da preda.

Il corvo imperiale è presente in Italia e frequenta montagne solitarie; lo si incontra spesso anche negli immondezzai di montagna. In certe regioni è stato sterminato dall’uomo, ma in altre, come in Asia, è tenuto in grande considerazione poiché si nutre di ogni sorta di rifiuti. Ha un’incredibile abilitá nello scovare carogne anche nei posti più impensati.

Il corvo imperiale mangia, per così dire, tutto ció che è mangiabile: insetti, mammiferi, uccelli, carogne, uova, rettili, semi, frutta etc.

Il suo nido è grande e viene costruito con rametti e fango; è sospeso su una biforcazione di rami o nascosto fra le rocce e viene utilizzato per diversi anni di seguito. La femmina depone d a quattro a sei uova che cova per circa tre settimane; i piccoli sono in grado di abbandonare il nido dopo cinque o sei settimane.

Il corvo imperiale vive solitario od in coppie e solo raramente, se il cibo è abbondante, si unisce in piccoli gruppetti.

Ha voce profonda e gracchiante e talvolta è molto loquace, tanto da dare all’ascoltatore l’impressione che corvi di una coppia siano in grado di “dialogare” fra loro.

Quest’uccello ha volo diritto e potente, ma sa anche eseguire incredibili piroette acrobatiche molto rapide e fantasiose come quelle di altri rapaci. Non vi è praticamente nessun animale che lo possa danneggiare in volo.

Corvo imperiale

Corvo imperiale

 Corvo nero

corvo nero

CIVETTA DELLE NEVI O GUFO DELLE NEVI

Nome scientifico: Nyctea scandiaca

Piccola descrizione: 60 cm.

Ordine: strigiformi

Famiglia: strigidi

Un predatore vulnerabile

Questo splendido esemplare di civetta dell’estremo nord dipende in gran misura, per il suo sostentamento, dalla popolazione di lemming. Questi piccoli roditori, generalmente frequenti nella tundra, hanno uno sviluppo demografico costante, seguito, ogni quattro anni, da una drastica decimazione. All’atto di questa riduzione, la civetta delle nevi deve affrontare un grave problema alimentare ed in inverno può essere costretta a spingersi piú a sud di quella che é la sua normale area di distribuzione.

Il tasso di mortalità è alto durante gli anni in cui il cibo scarseggia e la civetta delle nevi fa ritorno in numero molto ridotto ai suoi territori di riproduzione, verso la primavera. In questi anni “di magra”, i piccoli delle civette non potrebbero trovare cibo sufficiente al loro sostentamento: in questi casi la natura ha provveduto a far sí che la deposizione delle uova sia in qualche modo regolata dalla disponibilità di prede e perció le civette delle nevi si accoppiano piú difficilmente e depongono uova in numero ridotto.

Il nido della civetta delle nevi é posto di solito su di un rilievo del terreno, ed il numero delle uova va da un minimo di tre fino ad una dozzina, a seconda dello stato in cui al momento viene a trovarsi il ciclo dei lemming. La femmina cova da sola, mentre il maschio si occupa della ricerca del cibo e provvede a difendere la femmina ed il nido dagli intrusi.

Riproduzione: si riproduce in territori pianeggianti ed aperti nella tundra artica oppure in zone spoglie di colline e montagne più alte o sulle isole. Il nido è sul terreno; di solito situato in un punto leggermente rialzato con una buona veduta sulla zona circostante; spesso su una collinetta, a volte su un voluminoso masso o sulla sporgenza di un dirupo.

Nido: uno scavo poco profondo fatto dalla femmina, a volte con alcuni frammenti di muschio e piume.

Uova: la covata varia con la disponibilitá del cibo, di solito 4-10 a volte sino a 15. Bianche.

Incubazione: cova soltanto la femmina che inizia con il primo uovo, il maschio procura il cibo. 32-37 giorni.

Allevamento: le uova si schiudono a intervalli di 1-2 giorni; una covata numerosa puó schiudere in 2 settimane. La femmina trascorre molto tempo covando, il maschio procura il cibo. Quando i nidiacei sono più grandi entrambi i genitori vanno a caccia. I pulli abbandono il nido 3-4 settimane prima di saper volare. Volano correttamente a circa 8-9 settimane, ma continuano ad essere nutriti dagli adulti.

Altre specie:

Civetta pescatrice (Ketupa zeylonensisi): si riproduce in ambienti boscati e/o rocciosi, vicino all’acqua. Nidifica in piattaforme di vario genere o in cavitá formate dall’intreccio di grossi rami d’albero, oppure su cenge o buchi di affioramenti rocciosi o su sporgenze di edifici. Di rado in vecchi nidi d’aquila.

Nido: di solito non costruisce il nido, ma puó esser presente una imbottitura di alcuni ramoscelli portati, dagli uccelli stessi.

Uova: 1-2. Bianche.

Incubazione: covano entrambi gli adulti per circa 35 giorni.

Civetta delle Nevi o Gufo delle nevi

civetta delle nevi

Civetta delle nevi o Gufo delle nevi

Civetta delle neviLABBO

Nome scientifico: Stercorarius Parasiticus

Piccola descrizione: 50 cm. I giovani non ancora in grado di riprodursi non si recano nelle zone di nidificazione.

Ordine: gabbianiformi

Famiglia: stercoraridi

I labbi sono strettamente imparentati con i gabbiani, dai quali differiscono per il loro volo piú veloce e possente e per il loro becco assai piú adunco. Sia che si trovino nei loro territori di riproduzione, o che passino l’inverno al largo delle coste meridionale, i labbi ottengono buona parte del loro cibo derubando gli altri uccelli marini, inseguendoli finchè non abbandonano il cibo catturato. Si nutrono anche di carogne, di piccoli mammiferi, d’insetti ad anche di bacche. Dal momento che i labbi (ad eccezione del labbo a coda lunga, Stercorarius longicaudus) non dipendono da una particolare fonte di cibo, i loro ranghi non subiscono le fluttuazioni tipiche delle civetta delle nevi.

Nell’area di riproduzione, il labbo depone due o tre uova maculate, in una depressione superficiale del terreno. I piccoli sono rivestiti di una lanugine uniforme, di color grigio marrone. Dopo il rito nuziale, i labbi trascorrono l’inverno nelle regioni marine meridionali. Soltanto gli uccelli più vecchi fanno ritorno ai territori di accoppiamento, mentre gli uccelli di un anno o meno rimangono nelle zone dove hanno svernato. Questo fatto impedisce agli uccelli giovani, che comunque non si sarebbero accoppiati, di competere con gli altri per l’accaparramento del cibo. Quest’uccello si ciba anche di carogne o rifiuti.

Riproduzione: si riproduce in brughiere, zone aperte con piccoli arbusti, vicino al livello del mare; anche in colline più spoglie o in falesie; in zone ghiaiose oppure nella tundra, o su isole lontane dalla costa. Il nido è sul terreno, spesso in una zona umida in prossimitá dell’acqua. Generalmente nidifica in grandi colonie, occasionalmente in coppie isolate.

Nido: una concavitá poco profonda, con rivestimento scarso o assente, tra l’erba, l’erica o il muschio.

Uova: generalmente 2, a volte 1. Di color oliva o verdastro, con punti o chiazze marrone scuro.

Incubazione: curata da entrambi i sessi; inizia col primo uovo. 24-28 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi gli adulti. Possono abbandonare il nido dopo pochi giorni, ma rimangono nella zona. Volano a circa 27-33 giorni, diventano indipendenti in circa 7-8 settimane.

Esistono tre specie di labbi, diverse solo per dimensione e probabilmente legate alle differenze di cibo (un altro meccanismo, questo, atto ad evitare la concorrenza).

Il più grande è lo skua o stercorario maggiore (Catharacta skua o Stercorarius skua): che, proprio per le sue dimensioni, non compete con i labbi normali. Si riproduce normalmente vicino al mare, o su isole erbose, in brughiere alte, incolte lande erbose o pascoli, a varie altitudini; in pianure basse erbose o sabbiose o negli estuari dei fiumi. In Islanda si riproduce all’interno. Nidifica in colonie lasse o in coppie sparse.

Cure parentali: i pulli nascono a giorni consecutivi. Sono accuditi da entrambi i genitori. Inizialmente la femmina cova ed il maschio porta il cibo al nido. Diventano indipendenti in 6-7 settimane.

Stercorario mezzano (Stercorarius pomarinus): si riproduce in zone palustri nella tundra. È meno coloniale rispetto agli altri stercorari. Nidifica sul terreno.

Cure parentali: i pulli sono accuditi da entrambi gli adulti. Diventano indipendenti dopo 5-6 settimane.

Labbo codalunga (Stercorarius longicaudus): al sud del proprio areale di nidificazione si riproduce in brughiere aperte elevate, o su colline aride. Al nord su colline più basse, depressioni palustri e zone lacustri coperte di vegetazione acquatica, ai margini di foreste; anche in zone pianeggianti nude e pietrose e nella tundra. Spesso a una certa distanza dal mare. Raggruppamenti di coppie sparse. Il nido è sul terreno.

Cure parentali: i pulli nascono tutti in un breve periodo di tempo. Sono accuditi da entrambi gli adulti. Possono abbandonare il nido dopo 2 giorni. Volano in circa 3 settimane. Diventano indipendenti in circa 5 settimane.

Labbo

Labbo

UCCELLI DEL MONDO

AVERLE

Famiglia: lanidi (laniidae)

AVERLA CORONA BIANCA

Nome scientifico: Eurocephalus anguitimens

Piccola descrizione: 24 cm. Larga corona bianca, becco uncinato per afferrare insetti grandi, postura attenta e allerta, tipica posizione dell’uccello, in alto, su un posatoio sporgente.

Questa specie, un’insolita averla sociale, si può vedere solitamente in coppie od in piccoli gruppi. Si posa in evidenza sulla cima degli alberi o sui rami più esterni della boscaglia o nella savana (prateria tropicale o subtropicale). Come altre averla si nutre di insetti ed altre prede lanciandosi da un posatoio sul terreno, ma si nutre anche di bacche. Il volo è forte e diritto, con rapidi e poco accentuati battiti d’ala.

Nido: un nido a coppa dalla parete spessa, posto su un albero, composto di fibre vegetali e legato con ragnatele.

Distribuzione: alcune parti dell’Africa meridionale.

Piumaggio: sessi simili.

Migrazione: stanziale.

Habitat: foresta aperta – cioé, con più spazio tra gli alberi. Paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Averla Corona Bianca

Averla Corona Bianca

Distribuzione dell’Averla Corona Bianca

Distribuzione dell' Averla Corona Bianca

AVERLA GAZZA

Nome scientifico: Corvinella melanoleuca

Piccola descrizione: 45 cm. Testa larga e tonda, evidente barra bianca (spesso nascosta), corpo massiccio, la lunga coda attrae le femmine e avverte gli altri maschi di non entrare nel territorio.

Questa specie, inconfondibile per la lunga coda nera, abita le boscaglie aperte e semiaride,soprattutto di acacia, e gli arbusteti. Insolitamente socievole per essere un’averla, la si vede generalmente in gruppi chiassosi fino ad una dozzina di individui. L’Averla Gazza si posa sulla cima degli alberi e dei cespugli lanciandosi in basso per afferrare le prede, soprattutto insetti e piccoli rettili. Conosciuto anche come Averla codalunga, è tra gli uccelli di ambienti aperti che usano la lunga coda nelle parate.

Nido: un grosso nido a coppa composto di rametti, steli d’erba e radici, imbottito di radichette più sottili, steli e viticci di rampicanti e posto su un albero.

Distribuzione: Africa orientale e meridionale dal Kenya al Mozambico.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: zone con vegetazione a macchia, spesso spinosa. Prateria con alberi sparsi (comprende anche i coltivi).

Migrazione: stanziale.

Averla Gazza

Averla Gazza

Distribuzione dell’Averla Gazza

Distribuzione dell'Averla Gazza

PRIONOPE CRESTALUNGA

Nome scientifico: Prionops plumatus

Piccola descrizione: 20 cm. La cresta sporge sopra il becco, caruncola gialla attorno all’occhio, ali corte ed arrotondate.

Diversamente dalle altre averle, questa specie è eccezionalmente gregaria in tutti i periodi dell’anno e forma gruppi fino a venti uccelli che comprendono fratelli di diverse nidiate. Si alimenta a tutti i livelli, dalla volta della foresta al terreno, catturando insetti e ragni. I gruppi dormono uniti sui rami, ammassati in file.

Nido: un nido a coppa composto di frammenti di corteccia, consolidato esternamente da ragnatele e posto sulla forcella di un albero.

Distribuzione: alcune parti dell’Africa a Sud del Sahara.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta – di conifere, di latifoglie, temperata, monsonica o pluviale. Paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera.

Migrazione: stanziale.

Prionope Crestalunga

Prionope Crestalunga

Distribuzione della Prionope Crestalunga

Distribuzione del Prionope crestalunga

CIAGRA CORONA NERA

Nome scientifico: Tchagra senegala

Piccola descrizione: 22 cm. Piumaggio rossiccio sul dorso e sulle ali.

Come la maggior parte delle averle, questo uccello vive solitamente sa solo od in coppia. Ricerca invertebrati ed altri piccoli animali sul terreno o poco sopra e vola basso tra i cespugli con un volo sfarfallante. Nel suo volo di parata si leva da un cespuglio lanciando richiami e poi scende in planata.

Nido: un nido a coppa poco profondo di rametti sottili e radici, foderato di radichette più sottili, in un cespuglio.

Distribuzione: Africa nordoccidentale; parti dell’Africa a Sud del Sahara; Penisola Arabica sudoccidentale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: cespugli, arbusti, boscaglie e sottobosco. Zone con vegetazione a macchia, spesso spinosa.

Migrazione: stanziale.

Ciagra Corona Nera

Ciagra Corona Nera

Distribuzione della Ciagra Corona Nera

Distribuzione della Ciagra Corona Nera

AVERLA DI MACCHIA PETTIROSSA

Nome scientifico: Laniarius atrococcineus

Piccola descrizione: 23 cm. Becco uncinato, barra alare bianca.

Questa averla dai colori vivaci ha un comportamento riservato. Vive nelle boscaglie aperte alimentandosi di insetti sul terreno o sugli alberi. I richiami sono forti e simili al suono di una campana e le coppie spesso cantano “in duetto” nel periodo riproduttivo.

Nido: una coppa di corteccia legata con ragnatele e foderata di fibre, su un albero.

Distribuzione: Parte dell’Africa meridionale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: foresta aperta – cioé, con più spazi tra gli alberi.

Migrazione: stanziale.

Averla di Macchia Pettirossa

Averla di macchia pettirossa

Distribuzione dell’Averla di Macchia Pettirossa

Distribuzione dell'Averla di Macchia Pettirossa

AVERLA DI MACCHIA BOK-MAKIRÌ

Nome scientifico: Telophorus zeylonus

Piccola descrizione: 23 cm. Le coppie cantano dalla cima degli alberi “in duetto”.

Questa averla si posa in luoghi prominenti su colline boscose con rocce affioranti, in arbusteti nelle vallate fluviali e nei giardini. Le coppie cantano “in duetto” per tutto l’anno.

Nido: una voluminosa coppa composta di rametti e steli, di solito in un fitto cespuglio.

Distribuzione: parti dell’Africa meridionale.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: zone con vegetazione a macchia, spesso spinosa. Foresta aperta – cioé, con più spazio tra gli alberi.

Migrazione: stanziale.

Averla di Macchia Bok-Makirì

Averla di macchia bok-makirì

Distribuzione dell’Averla di Macchia Bok-Makirì

Distribuzione dell'Averla di macchia Bok-Makirì

AVERLA PICCOLA

Nome scientifico: Lanius collurio

Piccola descrizione: 18 cm. Stria oculare nera, posa eretta ed attenta, dorso rossiccio intenso.

È possibile vedere questo uccello canoro dall’aspetto di rapace tra i cespugli e gli arbusti in attesa su un posatoio prominente dal quale si getta sulla preda. Si nutre soprattutto di insetti, a volte di uccelli e di altri piccoli animali.

Nido: un profondo nido a coppa di erbe e di radichette in un fitto cespuglio.

Distribuzione: nidifica in Eurasia, dalla Gran Bretagna sudorientale alla Siberia occidentale. Migra verso Sud; alcuni esemplari raggiungono il Sudafrica.

Piumaggio: sessi diversi.

Habitat: foresta aperta – cioé, con più spazio tra gli alberi. Margini della foresta. Cespugli, arbusti, boscaglie e sottobosco. Zone con vegetazione a macchia, spesso spinosa.

Migrazione: migratore.

Averla Piccola (maschio)

Averla piccola maschio

Distribuzione dell’Averla Piccola

Distribuzione dell'Averla Piccola

AVERLA AMERICANA

Nome scientifico: Lanius ludovicianus

Piccola descrizione: 22 cm (s’intende la lunghezza). Striscia oculare nera, ali nere.

L’habitat di questa averla sono gli ambienti boscosi radi ed aperti. Si sposta con brevi voli da un posatoio di avvistamento all’altro nutrendosi di prede, soprattutto insetti, che afferra lanciandosi sul terreno.

Nido: un voluminoso nido a coppa ben imbottito, composto di rametti, steli di erbe e radichette, posto in un fitto cespuglio od in un albero basso.

Distribuzione: dal Canada meridionale al Messico. Le popolazioni settentrionali migrano verso Sud.

Piumaggio: sessi simili.

Habitat: paesaggi aperti – comprende prateria, tundra, savana e brughiera. Prateria con alberi sparsi (comprende anche i coltivi). Cespugli, arbusti, boscaglie e sottobosco.

Migrazione: migratore.

Averla Americana

averla americana

Distribuzione dell’Averla Americana

Distribuzione dell'Averla americana