Amici Volanti

Amici Volanti

   Apr 22

America Meridionale Pt.15

Non Solo America Meridionale

EDREDONE COMUNE

Nome scientifico: Somateria mollissima

Ordine: anseriformi

Famiglia: anatidi

Sottofamiglia: anatine

Piccola descrizione: si riproduce nelle regioni artiche di tutto il mondo, spingendosi a sud fino alle coste atlantiche. Gli edredoni comuni hanno la capacità di immergersi fino a 20 m di profondità per catturare crostacei e molluschi.

Comportamento: si tratta di un uccello acquatico di notevoli dimesioni, ottimo tuffatore che ama vivere in colonie spesso assai numerose e costruisce il nido preferibilemente sulle isole rocciose. Si nutre di pesci e di molluschi.

Descrizione: ha un fitto piumaggio bianco e nero con riflessi verdognoli. L’edredone comune Somateria mollissima si riproduce nelle regioni artiche di tutto il mondo, spingendosi a sud fino alle coste atlantiche del New England e delle isole britanniche. È una grande anatra, lunga 61 cm. Il piumaggio dell’adulto, che compare a tre anni, nel maschio è bianco sulla regione dorsale e nero sulla regione ventrale; il capo è attraversato da una striscia nera, mentre la parte dorsale del collo è colore verde muschio. Le femmine sono marroni (la sfumatura varia a seconda della localizzazione geografica), con fitte striature nere; esse rivestono il nido con soffici piume grigie che strappano dal proprio petto. Questo piumino, raccolto dai nidi, ha un notevole valore commerciale, in quanto viene usato per rivestire abiti invernali e sacchi a pelo. Gli edredoni possono tuffarsi fino a 20 m di profondità per catturare crostacei e molluschi.

Distribuzione: diffuso nell’emisfero boreale attorno al Polo Nord, ma di tanto in tanto arriva anche in Italia.

Rapporti infelici con l’uomo: è soggetto ad un’intensa caccia per il suo piumaggio, noto appunto come edredone, che serve per imbottiture molto soffici. Il migliore si trova sul petto delle femmine.

Altre specie:

Edredone dagli occhiali o Edredone di Fisher (Somateria fischeri): vive pur esso nelle isole dell’Artico a Nord dell’Europa. È lungo 53 cm.

Edredone di Steller (Polysticia stelleri): proprio delle isole Aleutine (Mar di Bering) e del Pacifico settentrionale, reperibile anche in Alaska. È lungo 43 cm. L’edredone di Fisher (Somateria fischeri) e l’edredone di Steller (Polysticta stelleri) hanno un areale circoscritto al Pacifico nordoccidentale, all’Alaska e alla Siberia e solo raramente si spingono più a sud.

Re degli edredoni (Somateria spectabilis): bellissima, grossa anatra dal capo ricoperto da una cuffia di penne azzurro lavagna. È lungo 55 cm, si riproduce nella tundra artica e sverna regolarmente a sud, in Alaska sul Pacifico e a Long Island (New York) sull’Atlantico. Occasionalmente è stato avvistato in regioni più meridionali e sui grandi laghi. La femmina è molto simile a quella dell’edredone comune Somateria mollissima, mentre il maschio adulto ha dorso nero e una caratteristica protuberanza arancione alla base del becco.

PINGUINO IMPERATORE

Nome scientifico: Aptenodytes forsteri

Ordine: sfenisciformi

Famiglia: sfeniscidi

Piccola descrizione: un carattere distintivo del pinguino reale e del pinguino imperatore è la presenza di scudi rosso brillante o rosati ai lati del becco e di grandi macchie arancio o gialle ai lati del collo.

CARATTERISTICHE

I pinguini imperatori, sono diffusi nelle zone più fredde dell’emisfero australe, sono uccelli non volatori che hanno sacrificato la capacità di volare al nuoto: le ali sono diventate agili natatoie; le zampe posteriori, insieme alla coda, fungono in acqua da timoni; inoltre, lo spesso strato di grasso sottocutaneo che li riveste costituisce l’isolamento termico necessario per la sopravvivenza alle temperature polari. I pinguini imperatori hanno il petto bianco e la testa e il dorso neri. Presentano chiazze rosse, arancio o gialle sulla testa e sul collo. Le zampe corte e arretrate rispetto all’asse del corpo impongono loro il tipico portamento eretto. Sebbene discendano da progenitori capaci di volare, i pinguini imperatori si sono specializzati nel nuoto: le loro ali, tenute rigide e tese, assomigliano alle pinne dei vertebrati nuotatori. Diversamente dalla maggior parte degli uccelli, i pinguini imperatori non hanno penne differenziate per svolgere funzioni diverse, ma sono coperti uniformemente da piccole penne tutte uguali, simili a scaglie. Mentre la maggior parte degli uccelli effettua la muta durante l’intero anno, i pinguini imperatori cambiano tutte le penne in un periodo più breve, nel corso del quale alcune specie perdono anche gli strati esterni del becco. Durante la muta, che può durare alcune settimane, i pinguini imperatori hanno un aspetto gonfio e arruffato, non entrano in acqua e pertanto restano a digiuno. La capacità di resistere al freddo intenso è una delle maggiori risorse di questi animali. La dispersione di calore viene limitata da accorgimenti anatomici, quali la riduzione della superficie corporea in rapporto al volume: i pinguini imperatori hanno, ad esempio, piedi, ali e capo piuttosto piccoli; inoltre, i pinguini imperatori hanno uno spesso strato di grasso sotto la pelle, con funzione di isolante termico. Alcune specie sono meglio equipaggiate per il freddo di altre: in tal senso il pinguino imperatore, che può pesare da 27 a 32 kg, sembra essere il più attrezzato di tutti. Può raggiungere un’altezza di circa 120 cm.

DISTRIBUZIONE

Diffuso esclusivamente nell’emisfero australe, abita i ghiacci dell’Antartide e le isole subantartiche (isole vicine all’estremitá meridionale dell’America del Sud); alcune specie sono originarie delle coste dell’Australia, del Sud Africa, del Sud America e delle isole Galápagos.

COMPORTAMENTO

Per garantire ai pinguini imperatori la sopravvivenza alle temperature delle acque antartiche, i meccanismi della selezione naturale li hanno dotati di uno strato di grasso sottocutaneo isolante, di penne modificate impermeabili e di un ritmo metabolico più alto del normale. Con simili adattamenti i pinguini imperatori possono trattenersi a lungo in acqua, nuotando agilmente fino a una velocità di 36 km/h. Quando sono a terra, i pinguini imperatori camminano, saltellano o si lasciano scivolare sul petto spingendosi con le ali e i piedi. In acqua sono nuotatori agili e veloci; il loro unico mezzo di propulsione è rappresentato dalle ali, perchè gli arti inferiori sono usati esclusivamente come timoni. Il nuoto di certi pinguini ricorda quello dei delfini: essi percorrono una certa distanza in immersione e di tanto in tanto riemergono per respirare, saltando aggraziati sulla superficie dell’acqua. I pinguini imperatori si nutrono di pesci, seppie, crostacei e altri piccoli invertebrati marini. In cattivitá il pinguino reale e il pinguino imperatore non imparano a nutrirsi da soli e, dopo che si sono adattati ad accettare prede morte, devono comunque essere nutriti dall’uomo. I pinguini imperatori sono uccelli gregari: sulla terraferma vivono in colonie comprendenti centinaia di migliaia di individui. Benchè questi uccelli abbiano sofferto notevolmente a causa dell’uomo, che ne ha massacrato un numero enorme per ricavarne il grasso e, più recentemente, la pelle, l’inaccessibilitá delle regioni in cui vivono li ha aiutati a sopravvivere. I nemici naturali del pinguino imperatore sono la foca leopardo, l’orca e, limitatamente alle uova e agli immaturi, lo stercorario.

RIPRODUZIONE

Lungo le coste delle isole sudafricane comprese tra la Namibia e Port Elizabeth, vive il sfenisco demerso (Spheniscus demersu), che durante il periodo riproduttivo forma colonie di migliaia di individui. La colonia più popolosa si trova a Saint Croix Island e conta 50.000 uccelli. Lo sfenisco demerso si nutre di sardine, acciughe e calamari; un tempo scavava il nido nello spesso strato di guano presente sulle coste ma, a causa della graduale asportazione di questo deposito, impiegato come fertilizzante, si è adattato a nidificare nella sabbia, in anfratti rocciosi o direttamente sul terreno Negli ultimi sessanta anni, questa specie ha subito un decremento del 90%, a causa del prelievo delle sue uova a scopo alimentare, della pesca, dell’inquinamento da petrolio delle acque marine e dell’asportazione dello strato di guano. Nella stagione della riproduzione i pinguini imperatori si radunano sulla terraferma in popolose colonie. I luoghi per la nidificazione possono trovarsi anche a parecchi chilometri dall’oceano. Il pinguino imperatore si riproduce in una delle regioni più inospitali del mondo, durante uno dei periodi più freddi dell’anno, deponendo e covando le uova a temperature che possono arrivare a -62 °C. Nel periodo della riproduzione, i pinguini imperatori si raccolgono in popolosissime colonie lungo le coste del continente antartico, dove si accoppiano, si nutrono e crescono la prole insieme ad altre migliaia di loro simili. I rituali del corteggiamento dei pinguini imperatori consistono nell’assunzione di pose caratteristiche e nell’emissione di richiami particolari, diverse da specie a specie. Anche le modalitá di costruzione del nido variano da una specie all’altra ed alcuni pinguini non lo costruiscono affatto. Il pinguino di Humboldt e lo sfenisco demerso preferiscono un rifugio riparato, per la costruzione del quale utilizzano ramoscelli e altri detriti. I pinguini di Adelia, invece, covano le uova all’aperto su nidi formati da pietre o ramoscelli. Il pinguino reale e il pinguino imperatore non costruiscono nidi, ma tengono l’unico uovo sui propri piedi, curvandosi su di esso in modo che la cute addominale lo ricopra e lo mantenga al caldo. La maggior parte dei pinguini imperatori depone due uova per covata, di colore bianco o verdastro. Il periodo di incubazione varia da specie a specie. Le uova del pinguino reale richiedono più di 50 giorni di incubazione prima di schiudersi, mentre quelle dello sfenisco demerso richiedono dai 32 ai 36 giorni.

CURE PARENTALI

Il pinguino imperatore depone un solo uovo nella stagione più fredda dell’anno, quando la temperatura puó scendere fino a – 66 °C. Per garantire il calore necessario al suo sviluppo, i genitori tengono prima l’uovo, e poi il pulcino, appoggiati sui piedi e avvolti dalle pieghe addominali di grasso. In genere, le uova e i piccoli vengono accuditi da entrambi i genitori. Il maschio del pinguino di Adelia digiuna durante tutto il periodo della nidificazione, del corteggiamento, della deposizione delle uova e per le prime due settimane di cova, mentre la femmina fa riserve di cibo nel mare. Quando questa ritorna dall’acqua per dargli il cambio alla cova, il maschio si immerge per nutrirsi e ripristinare le proprie riserve di grasso; poi torna alla colonia, portando cibo ai piccoli che nel frattempo sono usciti dall’uovo. Entrambi i genitori si dividono la responsabilità di nutrire gli immaturi. Non tutte le specie vanno incontro, durante la stagione della riproduzione, a periodi di digiuno così lunghi come il pinguino di Adelia; la maggior parte delle specie, infatti, nidifica in prossimitá delle coste, in modo da potersi recare quotidianamente in mare per nutrirsi. Al momento della schiusa, la maggior parte dei pulcini è ricoperta da un piumaggio grigio fuligginoso, in alcune specie macchiato di bianco e di grigio. I pulcini restano nella tana o nel nido per tutto il periodo in cui vengono nutriti dai genitori. In alcune specie, una volta raggiunto uno stadio di sviluppo tale da non necessitare più di continue cure da parte dei genitori, vengono radunati in zone chiamate nursery, dove aspettano il ritorno degli adulti andati in cerca di cibo. I genitori sono in grado di riconoscere i propri pulcini fra migliaia. Dopo che il giovane pinguino ha cambiato il piumaggio e ha messo tutte le nuove penne, si tuffa in mare ed è in grado di badare a se stesso.

ALTRE SPECIE

Pinguino reale (Aptenodytes patagonica): alto da 91 a 97 cm. Vive sui ghiacci dell’Antartide. Il pinguino reale si spinge fino alla Terra del Fuoco e sulle isole subantartiche.

Eudiptola minore o pinguino azzurro minore (Eudyptola minor): è la specie di taglia più piccola. Vive in Australia e della Nuova Zelanda, e non supera i 40 cm di altezza. A differenza delle altre specie, il pinguino reale, il pinguino imperatore e il pinguino azzurro minore hanno il dorso di colore grigio-blu.

Megadipte degli antipodi (Megadyptes antipodes): ha una cresta di piume giallastre ai lati della testa. Abitante delle acque della Nuova Zelanda e della Tasmania.

Pigoscelide papua (Pygoscelis papua) e il pinguino di Adelia (Pygoscelis adeliae): vivono in Antartide e nelle isole meridionali delle Shetland Australi, delle Orkney e delle Sandwich.

Sfenisco demerso (Spheniscus demersus): vive al largo delle coste del Sud Africa.

Pinguino di Adelia: cova le uova all’aperto, su un nido formato da pietre o ramoscelli. Il maschio si occupa della cova per tutto il periodo che va dalla nidificazione alle prime due settimane di deposizione, senza mai approvvigionarsi di cibo. In seguito gli dará il cambio la femmina, mentre lui si occuperá di procurare il cibo ai piccoli nati nel frattempo.

La fredda corrente di Humboldt che bagna le coste occidentali del Sud America permette a due specie di riprodursi anche a latitudini tropicali:

Sfenisco mendicolo (Spheniscus mendiculus): delle isole Galápagos.

Pinguino di Humboldt (Spheniscus humboldti): vive sulla costa sudamericana e in alcune piccole isole non lontane dalla terraferma.

Pinguino reale

pinguino

I pinguini reali possono raggiungere il metro di altezza e sono caratterizzati dalla presenza di macchie gialle o arancio ai lati del collo.

Pinguini reali

Pinguini reali

Sfenisco demerso

Sfenisco Demerso

Colonia di pinguini reali

Colonia di pinguini reali

VERZELLINO

Nome scientifico: Serinus serinus

Uova: Subellitiche, di un colore da celeste pallido a verdognolo con piccole e rade punteggiature rosse-brune, 1,7 x 1,2 cm.

Pulli: inetti

Il Verzellino è il più piccolo dei Fringillidi, con una lunghezza di 12 cm ed un’apertura lare di 16-17 cm.

Il maschio ha il petto ed il groppone giallo, la testa giallastra. Le parti superiori ed i fianchi sono striati di scuro. La femmina presenta gli stessi colori del maschio, ma meno marcati, ed è più striata.

È specie gregaria, anche se non forma gruppi consistenti. Il volo del maschio, durante il periodo riproduttivo, è caratterizzato da alzate verticali e discese in cerchi, battute d’ali lente e ritmate: il tutto accompagnato da ripetuti trilli stridenti. Il nido è costruito dalla femmina su di un albero o in un cespuglio; la coppa, composta di muschio, licheni e steli vegetali, internamente è rivestita con piume e piumino vegetale. Dopo la deposizione e la cova delle uova (4, due volte all’anno), per circa 13 giorni, nascono i pulli coperti da un rado piumino di colore grigio pallido e nutriti da entrambi i genitori per 14-15 giorni. Abbandonato il nido, vengono accuditi per ulteriori 6-7 giorni.

Verzellino

Verzellino

Nido di Verzellino

Nido Verzellino

CODIBUGNOLO

Nome scientifico: Aegithalos candatus

Uova: Subellitiche, bianche, a volte con macchie rosso porpora, 1,4 x 1 cm.

Pulli: inetti

I 14 cm di lunghezza di questo piccolo uccello sono dovuti in gran parte alla coda, di 6-7 cm. È simile alla Cincia per la sua abitudine di spostarsi freneticamente cinguettando da un albero all’altro alla ricerca di insetti e di larve, ma raramente scende a terra.

I sessi sono simili, con lo stesso colore di piumaggio. La testa è bianca, spesso con piccole striature nerastre; sopra l’occhio due bande nere-grigiastre si estendono dal becco al groppone, mentre le parti inferiori sono biancastre tendenti al rosa. Le ali e la coda sono neri, le penne remiganti secondarie e le timoniere esterne sono marginate di bianco. Il Codibugnolo, nel periodo del freddo, è facilmente riconoscibile in gruppi composti da una decina di individui. Alla fine dell’inverno (febbraio) si isolano a coppie ed iniziano la costruzione del nido tra i rovi o i cespugli di Ginepro. Esso presenta una struttura compatta a forma di cupola ellissoidale composta da muschio, ragnatele e crini, è decorato con licheni ed imbottito da piume. L’apertura è laterale e rivolta verso l’alto. La costruzione avviene nell’arco di tre settimane.

La femmina depone da 6 a 12 uova da lei stessa covate per circa 2 settimane, mentre compito del maschio sará di nutrirla. I pulli nascono completamente nudi. Sono accuditi da entrambi i genitori per 2-3 settimane, ma in qualche occasione possono essere nutriti anche da altri individui non accoppiati. Trascorse altre 2 settimane abbandonano il nido.

Codibugnolo

Codibugnolo

Nido di Codibugnolo

Nido Codibugnolo

STORNO

Nome scientifico: Sturnus vulgaris

Uova: Subellitiche, di colore azzurro pallido, 3 x 2 cm.

Pulli: inetti

Lo Storno ha le dimensioni di un Merlo (lunghezza 22 cm, apertura alare di 29-29 cm), con il quale viene a volte confuso, ma ha un portamento più eretto, il piumaggio di colre nerastro-blu ed un’intensa macchiettatura bianca, visibile soprattutto d’inverno, ma anche in primavera, su entrambi i sessi.

Lo Storno è una specie fortemente gragaria. Solo in primavera si osservano coppie isolate, mentre d’inverno grossi stormi, dopo aver compiuto evoluzioni aeree, si radunano sugli alberi, sui fili elettrici e sulle antenne della televisione.

Lo Storno non ha unn canto particolarmente melodioso, ma è un buon imitatore del canto di altri uccelli. Nella stagione degli amori il maschio si pone su un punto bene in vista e agitando freneticamente le ali emette un continuo stridio intercalato da trilli, fischi e note flautate.

Il nido, costruito dal maschio, è posto in un buco di un albero ed è composto da steli, folgie ed altro materiale vegetale. La femmina completa l’opera rivestendolo internamente di piume, lana e muschio. In aprile, essa depone 5-6 uova (due covate all’anno), che vengono incubate anche dal maschio per 12-15 giorni. Alla nascita i pulli sono ricoperti da un abbondante e lungo piumino bianco-grigiastro. Nutriti da entrambi i genitori per circa 20-22 giorni, lasciano il nido seguendoli per reclamare altro cibo.

Storno

Storno

STERPAZZOLA

Nome scientifico: Sylvia communis

Uova: Subellitiche, verde-giallastre o azzurro-verdoline, chiazzate di fulvo. 2 x 1,4 cm.

Pulli: inetti

La Sterpazzola ha la taglia della Capinera (lunghezza 14 cm, apertura alre di 16-17 cm). Il maschio presenta le parti superiori di colore variabile da grigio-bruno a bruno-rossastro, la testa grigia e la gola bianca. Le parti inferiori sono fulvo pallido, leggermente sfumate di rosa. Le penne timoniere esterne sono bianche, le copritrici bruno-rossicce. La femmina superiormente è bruna, inferiormente di color crema con la gola bianca.

Il maschio abbozza la costruzione di uno o più nidi, in cui la femmina sceglie per la deposizione delle uova. In nido si trova perlopiù occultato nel folto della vegetazine ed è costituito da una coppa incastrata tra i rami (10-60 cm dal suolo) e formata da radici, erbe secche, steli secchi ecc.

In maggio la femmina depone 5-6 uova (2 covate annuali), che vengono incubate da entrambi i sessi per 11-13 giorni. I pulli nascono completamente nudi e sono accuditi dai genitori per circa 2 settimane prima di prendere il volo.

La dieta della Sterpazzola è composta da invertebrati (insetti, ragni) e da vegetali (frutta).

Il canto della Sterpazzola è un rapido e breve gorgheggio di note.

Sterpazzola

Sterpazzola

Nido di Sterpazzola

Nido sterpazzola

CAPINERA

Nome scientifico: Sylvia atricapilla

Uova: Subellittiche da bianche a leggermente fulve con rade macchie scure a chiazze grandi, 2 x 1,5 cm.

Pulli: inetti

Questo piccolo uccello (14-15 cm di lunghezza), comune nei boschi e nei parchi, annuncia l’arrivo della primavera con il suo canto gorgheggiante ed impetuoso.

Il maschio si distingue per una calottina nera lucida sul capo ed il suo corpo è grigio. La femmina, simile al maschio, ha la calottina marrone. Si nutrono di insetti e delle loro larve, di ragni e, in autunno, di frutti.

Il nido ( una piccola coppa costituita con erbe secche, muschio e radici) è preparato da entrambi i genitori, che covano le uova (4 o 5) depostevi in primavera. Trascorsi 12-14 giorni nascono i pulli, completamente nudi, che verranno accuditi sia dal maschio sia dalla femmina. La sceranno il nido dopo una decina di giorni rendendosi completamente autonomi.

In alcune regioni italiane la Capinera effettua due covate all’anno.

Capinera

Capinera

Famiglia di Capinere

Famiglia di Capinere

AMERICA MERIDIONALE

LE ANTILLE

FREGATA MAGNIFICA

Nome scientifico: Fregata magnificens

Piccola descrizione: 1 m. Il predone spietato del cielo delle isole tropicali.

Facilmente riconoscibile a qualsiasi distanza, grazie alla coda biforcuta ed alle lunghe ali angolate, la Fregata compie superbe evoluzioni aeree per avventarsi su Gabbiani ed altri uccelli e tormentarli finché non lasciano cadere il cibo che trasportano; si getta poi in picchiata per cogliere al volo il suo bottino, talvolta per cederlo ad un altro pirata della sua specie. La Fregata inoltre si procura il cibo afferrando con abilità sopra le onde i pesci volanti o catturando calamari e meduse alla superficie dell’acqua.

Le Fregate si riproducono in grandi colonie sulle isole, costruendo grezze piattaforme, di rametti e paglia tra i cespugli bassi o tra le mangrovie. I maschi eseguono le loro parate di corteggimento gonfiando le sacche golari di un rosso scarlatto brillante, facendo vibrare le ali spiegate ed emettendo richiami gutturali. Attratta da questa bizzarra parata, la femmina risponde lisciando le piume del maschio e strofinando il capo contro la sua sacca. L’unico piccole è oggetto di continue attenzioni, dal momento che i nidi incustoditi vengono distrutti da altri adulti in cerca di materiale di nidificazione, ed i piccoli sono spietatamente divorati.

Il piccolo rimane nel nido per cinque mesi e anche dopo aver imparato a volare ritorna al nido per i suoi pasti, fino ad un anno d’età. Durante gli ultimi mesi i piccoli sono nutriti soltanto dalla femmina, mentre i maschi si ritirano dalla colonia. Questo onere prolungato di cura da parte dei genitori costringe la femmina a riprodursi soltanto ad anni alterni, mentre i maschi, meno indaffarati, sono liberi di prendere una nuova compagna ogni stagione.

Fregata magnifica

Fregata magnifica

ANI DAL BECCO LISCIO

Nome scientifico: Crotophaga ani

Piccola descrizione: 35 cm. Un uccello fortemente gregario.

Contrariamente agli altri membri della loro famiglia, questi uccelli hanno abitudini fortemente gregarie. In gruppi di sei od otto, costruiscono un massiccio nido comune di rametti, nel mezzo di un territorio difeso in comune e, di notte, riposano insieme in un gruppo compatto.

Ogni femmina depone da quattro a sette uova in un gruppo comune di 30 uocva circa, deposte su di uno spesso rivestimento di foglie fresche, che viene costantemente sostituito ed arricchito per tutto il periodo della nidificazione. Le uova presentano un’isolita copertura gessosa, di colore bianco, sul guscio interno color azzurro, e vengono covate per 13 giorni da membri di entrambi i sessi. Di notte un maschio monta la guardia alle uova. I piccoli nascono neri ed implumi, ma in caso di pericolo sono in grado di abbandonare il nido già dopo 5 o 6 giorni. Gli insetti costitutiscono la base della dieta degli Ani, e l’intero gruppo, compresi i giovani della nidiata precedente, collaborano alla ricerca del cibo. Quando scarseggiasno gli insetti, l’Ani si ciba di bacche e di lucertole.

Ani dal becco liscio

Ani becco liscio

UCCELLO DELLE PALME

Nome scientifico: Dulus dominicus

Piccola descrizione: 20 cm. L’enorme nido può ospitare anche trenta famiglia, ciascuna nel suo “appartamento”.

L’unica specie di Uccello delle palme vive esclusivamente sulle isole di Gonave e di Hispaniola, in cui è senz’altro l’uccello più diffuso. Ha indole estremamente socievole, e si sposta attraverso la foresta in stormi in cerca di semi, bacche e fiori, a volte cogliendo in volo un frutto dagli alberi. Gli Uccelli delle palme di possono osservare appollaiati sugli alberi, uno vicino all’altro, mentre si esibiscono in un repertorio entusiastico di squittii ed altri rumori, che culminano in un profondo e lamentoso “CHER-CHER”, all’imbrunire.

I grandi nidi comuni dell’Uccello delle palme sono una vistosa caratteristica del passaggio. Posto fino a 3 metri di altezza, con un diametro che supera anche il metro, il nido di rametti intrecciati, può circondare completamente il tronco principale di una grossa palma. Ogni nido è un blocco di appartamenti che contiene fino a 30 stanze, ognuna con il suo ingresso a forma di tunnel, ognuna ospitante una coppia. Vengono deposte da due a quattro uova bianco-maculate in ogni nido, su di un rivestimento di pezzi di corteccia.

Uccello delle palme

Uccello palme

REGINETTA BANANIVORA

Nome scientifico: Coereba flaveola

Piccola descrizione: 11 cm. Il maschio e la femmina si costruiscono nidi separati.

La Reginetta bananivora, uccellino audace e costruttore instancabile di nidi, completamente autosufficiente, è uno degli uccelli canori più diffusi dell’America tropicale.

Ogni adulto costruisce un nido globoso fittamente intessuto, nel quale vive da solo durante tutto l’anno, escludendo persino la sua compagna. Il maschio aiuta la femmina nella costruzione di un nido nuziale leggermente più grande e la aiuta a nutrire i piccoli di cibo rigurgitato, ma il compito di covare le tre uova bianche macchiate è lasciato interamente alla femmina.

Quando i piccoli volano dopo 19 giorni, vengono brutalmente esclusi dal nido e devono subito iniziare a costruirsi il loro nido personale.

Reginetta bananivora

Reginetta bananivora

TODO DI PUERTO RICO

Nome scientifico: Todus mexicanus

Piccola descrizione: 11 cm. Una sottospecie per ogni isola.

Le cinque specie di Todi (sistemticamente affini ai Motmot) sono tutte limitate alle isole, sebbene i loro habitat possono essere estremamente vari, dalla foresta pluviale allo scrub desertico. Due sono reperibili ad Hispaniola, uno a Puerto Rico, uno a Giamaica ed uno a Cuba e nelle vicina Isola dei Pini.

I Todi si riconoscono per i loro richiamo acuti, dal suono simile a quello di un sonaglio, provocato dalle penne primarie in volo, e dall’abitudine di afferrare al volo piccoli insetti sul fogliame, senza posarsi su di esso e senza toccarlo.

Depongono da due a quattro uova candide in una tana lunga circa 30 cm ed i piccoli dopo la schiusa vengono nutriti per 20 giorni nella camera nuziale.

Todo di Puerto Rico

Todo Puerto Rico