Amici Volanti

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   Apr 19

America Meridionale Pt.13

Non Solo America Meridionale

COLIBRÌ O UCCELLO MOSCA

Nome scientifico: Selasphorus platycercus

Ordine: apodiformi

Famiglia: trochilidi

DESCRIZIONE

Uccello di piccole dimensioni ha forme bellissime ed è coperto di piume splendide, lecenti e cangianti. Il suo corpo misura circa 6 cm, mentre il becco è, a volte, molto più lungo del corpo stesso. Malgrado dia così piccolo, il colibrì ha una forza di volo straordinaria. I colibrì dell’America del Nord migrano d’inverno nell’America del Sud, compiendo in una sola tappa anche 500 miglia. La femmina deposita due uova e nutre i suoi piccoli con il cibo da lei parzialemnte digerito e rigurgitato, difendendoli contro chiunque li minacci. Il colibrì appartiene alla classe degli schiamazzatori, perchè non canta ma emette un verso simile a quello dei topi. La struttura scheletrica particolarmente agile e leggera consente al colibrì di compiere movimenti di torsione delle ali, impossibili per altri volatili, a una frequenza compresa fra i 22 e i 78 battiti al secondo. Oltre a produrre il caratteristico ronzio, questa tecnica di volo rende gli spostamenti del colibrì particolarmente rapidi e precisi.

CARATTERISTICHE

Il piumaggio è di colore verde metallico, brillante e iridescente; nel maschio la gola può essere rossa, azzurra o verde Alcuni colibrì meno comuni hanno un piumaggio principalmente marrone, non iridescente. La lingua, lunga ed estensibile, permette a questo piccolo uccello di nutrirsi, oltre che di piccoli insetti, di nettare come le farfalle, che preleva direttamente dai fiori. Il becco sottile varia per dimensioni e curvatura a seconda della forma dei fiori preferiti da ciascuna specie; il più lungo è quello del colibrì dal becco a spada (Ensifera ensifera), lungo ben 10,5 cm, adatto a introdursi nel calice tubolare del fiore di una particolare varietà di passiflora. Il volo è molto veloce ed il battito delle ali è talmente rapido da produrre un ronzio; la frequenza dei battiti si aggira in genere intorno ai 50 colpi al secondo, ma più toccare punte di 78: questa elevatissima frequenza consente una grande precisione nel volo. I colibrì possono compiere manovre in aria che ad altri uccelli sono precluse: ad esempio, sono gli unici capaci di volare all’indietro.

Distribuzione: diffuso nel continente americano, dalla Terra del Fuoco fin quasi al Circolo polare artico, ma perlopiù concentrato nelle regioni tropicali del Sud America.

ALTRE SPECIE

Colibrì dalla gola color rubino (Archilochus colubris): diffuso negli Stati Uniti, nidifica a est del fiume Mississippi. Gli individui di questa specie misurano una media di 10 cm e ogni anno attraversano il golfo del Messico in un unico volo senza tappe, lungo non meno di 800 km. Il dorso del maschio è verde metallico, mentre la parte ventrale è variegata (la gola è color rubino, il petto è bianco ed l’addome è grigio con i fianchi verdi). La femmina ha colori un poco più spenti e non ha la macchia rossa sulla gola.

Colibrì americano (Selasphorus rufus): anche’esso diffuso negli Stati Uniti, lungo poco meno di 10 cm, con un areale esteso dall’Alaska alla California. Il maschio ha una colorazione dorsale marrone-rossiccia con riflessi giallo-verdastro, mentre nelle parti ventrali è bianco, con una macchia rossa sulla gola. Il dorso della femmina è verde dorato, con il groppone marrone, mentre il ventre è bianco-grigiastro, con i fianchi marrone-rossiccio.

Colibrì Elena (Mellisuga helenae): originario di Cuba, è il più piccolo uccello vivente. I maschi, leggermente piè piccoli delle femmine, sono lunghi circa 5,5 cm e pesano solo un paio di grammi. Nonostante le loro dimensioni ridotte, i maschi di questa specie hanno un comportamento territoriale aggressivo simile a quello di molti altri colibrì.

ALIMENTAZIONE

I fiori di fucsia, le cui varietà tropicali contano principalmente sui colibrì per diffondere il polline, hanno sviluppato nel corso del loro cammino evolutivo colori brillanti di tonalitá rosso-violacee ed una forma allungata, mentre non emanano alcun tipo di profumo. Tutte queste caratteristiche ben si prestano ad attirare i colibrì, minuti uccelli dal becco sottile e appuntito, dotati di uno scarso senso dell’olfatto ma di una vista particolarmente sensibile ai toni del rosso. Anche i colibrì hanno sviluppato questi caratteri in funzione del vantaggio che traggono dal rapporto preferenziale con le fucsie: in cambio del servizio di dispersione del polline, infatti, possono disporre in esclusiva delle riserve di nettare posto alla base di questi fiori, in una posizione che soltanto il loro becco lungo e sottile puó raggiungere. Dal momento che i colibrì si nutrono di nettare, come le farfalle, svolgono un ruolo ecologico simile a quello di questi insetti: attingendo il nutrimento di fiore in fiore, infatti, favoriscono l’impollinazione incrociata delle piante con fiore. Il loro volo efficiente impone alti consumi energetici; per questo un colibrì consuma ogni giorno una quantitá di cibo addirittura superiore alla metá del proprio peso.

COLIBRÌ SAFFO

Nome scientifico: Lesbia sparganura

Piccola descrizione: uccello appartenente all’ordine degli Apodiformi ed alla famiglia dei Trochilidi. Di piccolissime dimensioni ha forme bellissime ed è coperto di piume splendide, lucenti e cangianti. Il suo corpo misura circa 6 cm, mentre il becco è, a volte, molto più lungo del corpo stesso. Malgrado sia così piccolo, il colibrì ha una forza di volo straordinaria. I colibrì dell’America del Nord migrano d’inverno nell’America del Sud, compiendo in una sola tappa anche 500 miglia. La femmina deposita due uova e nutre i suoi piccoli con il cibo da lei parzialmente digerito e rigurgitato, difendendoli contro chiunque li minacci. Il colobrì appartiene alla classe degli schiamazzatori, perchè non canta ma emette un verso simile a quello dei topi. Il colibrì ed anche chiamato uccello-mosca.

Genere di uccelli attribuito alla famiglia dei Trochilidi, ordine degli Apodiformi. A questo genere appartengono numerose specie definite come colibrì o uccelli-mosca. Sono tutti uccelli di dimensioni ridotte o ridottissime, alcuni non sono più grandi di un calabrone, dal piumaggio variopinto e spesso dai colori metallici cangianti. Il becco, molto lungo e leggermente incurvato, è atto a succhiare il nettare anche dai fiori con corolla imbutiforme. Per suggere il nettare, come fanno anche altri colibrì, questi uccelli non si posano ma si mantengono librati a mezz’aria. Il genere è diffuso nell’America del Sud e particolarmente nelle foreste dell’Amazzonia (Brasile) e della Guayana. Il volo di questi minuscoli uccelli è inconfondibile per l’elevata frequenza con la quale battono le ali producendo un caratteristico, leggero ronzio che ricorda quello di certi imenotteri. Come gli altri uccelli-mosca anche i saffo dispongono di un elevatissimo metabolismo; ed è grazie ad esso che possono raggiungere la velocità di 45-50 km orari, anche per lunghi tratti. Altra caratteristica di questi colibrì è quella di passare da una temperatura corporea diurna di 40°C ad una notturna non superiore ai 20°C. I maschi dei saffo sono tutti poligami.

Colibrì

colibri

Colibrì

Colibrì coruscans

Colibrì coruscans

Colibrì saffo

Colibrì Saffo

Colibrì Saffo

AMERICA MERIDIONALE

L’AMERICA CENTRALE: UN LEGAME TENUE

Dal punto di vista biologico, l’America Centrale si estende per 2.200 km, dall’Istmo di Tehuantepec alla parte orinetale di Panamá. La sua topografia, che riveste caratteri di assoluta unicità, e la sua funzione di ponte tra due grandi continenti hanno conferito all’America Centrale un’avifauna ricca e varia, che comprende sia specie tipiche dell’America Settentrionale che specie dell’America Meridionale.

I bassopiani caldo-umidi delle Antille sono i più ricchi di specie, particolarmente di Fregate, Manachini, Cotinghe e Tanagre. Si tratta di gruppi di origine sudamericana, che sono andati spostandosi verso nord attraverso una fascia, un tempo continua, di foresta pluviale tropicale. Le sponde del Pacifico a nord del Golfo di Nicoya e le asciutte valli interne che si estendono nella zona prospiciente il Mar Caraibico sono ricche di specie tipiche delle zone secche, un buom numero delle quali ha avuto origine nell’America Settentrionale.

Due vaste regioni di altopiani guardano lo stretto ponte terrestre tra le due Americhe. La più grande, cha ha il suo centro nel Guatemala, ha estesi pianori a 3.000 m sopra il livello del mare, con i picchi vulcanici che arrivano a quasi 3.600 m. Qui, dove le notti d’inverno sono fredde, molte specie setentrionali raggiungono il loro limite più meridionale. Al di là dei bassopiani del Nicaragua meridionale, la terra si solleva ancora una volta, a formare la Cordigliera di Talamanca, una barriera montuosa che si estende fino a Panamá, ricca di uccelli andini, soprattutto membri della famiglia dei Furnaridi.

America Centrale

America centrale

MOTMOT

Nome scientifico: Momotus momota

Piccola descrizione: 37 cm. La costruzione del nido viene pianificata a lungo termine.

L’America centrale è stata probabilmente la culla della famiglia dei momotidi, ed otto delle nove specie conosciute sono reperibili in questa regione. Il Momotus momota, la specie più comune e diffusa, vive nelle radure, nelle foreste ed anche nei giardini delle città.

Le lunghe penne caudali centrali presentano una caratteristica porzione terminale ” a racchetta”, comune a sei delle nove specie.

I momotidi si nutrono di insetti, piccole lucertole e frutti, con una spiccata preferenza per le banane. Durante la stagione delle piogge, maschio e femmina lavorano insieme e scavano un lungo tunnel in un banco di sabbia soffice. La tana viene inseguito abbandonata, fino alla successiva stagione secca, quando la femmina torna a deporre tre uova bianche.

Per quanto riguarda la loro fisiologia ed il loro comportamento, i Motmot assomigliano molto ai Martin pescatori, cui sono sistematicamente molto vicini.

Motmot

Motmot

QUETZAL

Nome scientifico: Pharomachrus mocino

Piccola descrizione: 35 cm (s’intende la lunghezza). Il lunghissimo strascico del maschio in amore viene ridotto ad un mozzicone dalle fatiche della paternità.

Con le sue belle penne caudali, il Quetzal vola veloce attraverso la foresta, raccogliendo piccoli frutti dagli alberi e fermandosi di tanto in tanto per acciuffare una lucertola od una rana. Questo uccello, che è il simbolo nazionale del Guatemala, ha la sua area di distribuzione nelle fredde foreste degli altopiani (ad un’altezza dai 1.200 ai 3.000 m), da Chiapas, in Messico, alla parte occidentale di Panamá.

Il nido del Quetzal, costruito nella cavità di un tronco marcescente, ha soltanto un ingresso, come quello dei Picchi. Come presso gli altri trogoni, il maschio cova le due uova azzurre per tutto il giorno. Se la femmina diserta il nido, il maschio continua da solo, riuscendo perfettamente ad allevare i piccoli, anche se in genere è la coppia unita che alleva due nidiate per stagione.

Quando la seconda nidiata è svezzata, lo “strascico” del maschio bellissimo durante la fase di corteggiamento si riduce ad un misero mozzicone.

Quetzal

Quetzal

OROPENDOLO MONTEZUMA

Nome scientifico: Gymnostinops mantezuma

Piccola descrizione: 38 cm. I rami degli alberi solitari sono adornati dai tipici nidi sacciformi.

Le 88 specie che costituiscono la famiglia degli Orioli del Nuovo Mondo, gli Itteridi, occupano una vasta gamma di habitat e presentano abitudini differenti. Alcune sono terricole, altre arboricole: alcuni sono veri e propri parassiti sociali, che non costruiscono alcun nido, mentre altre ancora sono tra le più abili costruttrici di nidi. Tra queste ultime annoveriamo gli Oropendoli, una dozzina di specie circa, la cui lunghe sacche a forma di pera pendono in gruppi dai rami più alti di alberi isolati. Una colonia di Oropendoli montezuma può contare più di cento nidi, ognuno dei quali è lungo da 60 cm a 1 m con un diametro alla base di circa 20 cm.

La femmina da sola intesse la sacca con materiali vegetali fibrosi, riempiendo la parte inferiore del nido con frammenti di foglie, che proteggono le uova quando il nido viene scosso dai venti. I piccoli rimangono nel nido per un mese dopo che le uova si sono dischiuse, accuditi soltanto dalla femmina.

Oropendolo montezuma

oropendolo montezuma