Amici Volanti

Amici Volanti

   Apr 16

America Meridionale Pt.9

Non solo America Meridionale

AVERLA MAGGIORE

Nome scientifico: Lanius excubitor

Ordine: passeriformi

Famiglia: lanidi

Descrizione: ha parti inferiori con strie chiare ed è lunga fino a 25 cm; si nutre di insetti e piccoli vertebrati, che spesso infilza su spine o fili metallici taglienti per nutrirsene in seguito. Ha becco ad uncino molto pronunciato ed abitudini predatorie.

Distribuzione: è diffusa in Africa ed in Eurasia.

Riproduzione: si riproduce in foreste aperte e con radure, campagne aperte con laberi spersi, giardini, frutteti ed arbusteti. Il nido puó trovarsi in basso neo rovi, su piccoli alberi o su alberi più alti in luoghi elevati.

Nido: una coppa voluminosa di erba secca e muschio, su una base di ramoscelli. Nelle zone più aride viene fatto un più largo uso di ramoscelli. Rivestiti internamente con radici, lana, peli e penne.

Uova: 5-7, occasionalmente 8-9. Bianche, sfumate di verdastro o brunastro, di solito con molti punti e piccole macchie marroni, marrone rossatro chiaro, oliva, fulvo o grigio violaceo pallido.

Incubazione: principalemente dalla femmina, nutrita dal maschio. 15 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. La femmina cova dal primo giorno o dal secondo, mentre il maschio procura il cibo. I giovani abbandonano il nido a circa 19-20 giorni; diventano indipendenti a circa 35 giorni.

Altre specie:

Tchagra dalla testa nera (Tchagra senegala): è limitata all’Africa e presenta un piumaggio dai colori vivaci. Si riproduce in aree boscate o cespugliose in regioni aride e semidesertiche. Anche in aree coltivate e giardini di queste regioni. Il nido si trova su alberi bassi o arbusti, a circa un metro da terra e di solito su un ramo orizzantale o in una biforcazione.

Nido: una coppa poco profonda e ben fatta, costruita con erba, steli di piante e viticci, rivestita all’interno con radichette.

Uova: di solito 2-3. Bianche, con macchie rosso scuro.

Incubazione: principalmente dalla femmina. 12-13 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori; abbandonano il nido a 16 giorni ma vi ritornano fino a che sono in grado di volare.

Averla piccola (Lanius collurio): si riproduce in luoghi aperti con arbusti sparsi, piccoli alberi e cespugli, in brughiere, pascoli con siepi e cespugli sparsi o boschetti. Nido in un arbusto a 1-3 metri dal suolo.

Nido: una coppa voluminosa di steli d’erba e di piante e muschio, rivestita all’interno con peli, radichette e qualche ciuffo di lana o di piumino.

Uova: di solito 5-6, raramente 7. Di color verdastro pallido, olivastro, rosato, fulviccio, crema o quasi bianco.

Incubazione: di solito dalla femmina. Il maschio la nutre ed eccezionalmente l’assiste. 14-16 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. La femmina cova per la prima settimana, mentre il maschio procura il cibo; più tardi entrambi cacciano. 12-16 giorni nel nido.

AVERLA CAPIROSSA

Nome scientifico: Lanius senator

Ordine: passeriformi

Famiglia: lanidi

Descrizione: ha vertice e nuca castani e dorso nero che contrasta con il groppone e la coda chiazzati di bianco.

Distribuzione: è diffusa nell’Europa del Sud.

Riproduzione: si riproduce in boschi aperti ed ai loro margini, in macchia, boschetti di olivo, giardini, frutteti ed in zone aperte con alberi spersi. Nido posto su un albero o eccezionalmente su un arbusto, di solito su ub ramo esterno.

Nido: una coppa consistente, di radici e pezzi frondosi di piante erbacee, rivestita all’interno con penne, lana e pelo.

Uova: solitamente 5-6, raramente 7. Quasi sempre di un verde molto pallido, a volte rosa, biancastre o fulvo crema.

Incubazione: principalmente dalla femmina; il cibo è procurata dal maschio. 16 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i sessi. 19-20 giorni nel nido.

AVERLA CENERINA

Nome scientifico: Lanius minor

Ordine: passeriformi

Famiglia: lanidi

Descrizione: assomiglia all’averla maggiore, ma ha il petto rosato.

Distribuzione: si riproduce nell’Europa meridionale e orientale e sverna in Africa.

Riproduzione: si riproduce in campagne aperte, praterie, terreni incolti o coltivazioni con laberi o cespugli; anche in giardini, piantagioni e siepi. Nido a 3-9 n d’altezza su un albero, ma puó essere a 1,5-2 m d’altezza in zone senza laberi più alti. Solitamente su rami orizzonatali oppure a ridosso del tronco.

Nido: una coppa ben costruita composta da ramoscelli, steli di pinate e radichette; in qualche caso è quasi interamente costruita con rametti frondosi di piante erbacce. Rivestito intermante con foglie, radici, erba sottile, pali e lana.

Uova: di solito 5-6, talvolta 3-7. Verde pallido o verde azzurrastro, raramente crema o fulvo.

Incubazione: de entrambi i sessi ma soprattutto dalla femmina. 15 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Lasciano il nido a circa 14 giorni, prima di essere in grado di volare correttamente.

Altre specie:

Averla mascherata (Lanius nubicus): si riproduce in foreste aperte, macchie o zone aperte con laberi sparsi, inclusi parchi, giardini e coltivazioni. Nido posto su laberi e arbusti, su un ramo laterale, a 2,5-9 m circa da terra.

Nido: una coppa di ramoscelli, steli di piante e radici, imbottita con fini radischette e fibre vegetali.

Uova: di solito 4-6, qualche volta 7; da color crema a fulvo pallido giallastro, punteggiate di marrone e grigio.

AMERICA MERIDIONALE

PUNA E PÁRAMO

Parlare delle montagne dell’America Meridionale equivale ad evocare la visione dei torregginati bastioni di roccia delle Ande che si estendono dall’Equatore alla gelide acque di Capo Horn. A parte la esigua catena di Santa Maria, in Colombia, soltanto le Ande hanno vaste zone di terra ospitanti forme di vita al di sopra della linea degli alberi che, nella zona equatoriale, varia dai 3.200 a 3.800 m sopra il livello del mare. Al di sopra di questa linea, vasti spazi aperti salgono dolcemente verso l’alto, ad incontrare i picchi coperti dalle nevi eterne: alte brughiere che, quando il tempo è bello, ingannano per la loro mitezza, ma che diventano squallide e desolate non appena s’ammantano di nubi e di nebbia.

Dall’Ecuador a nord, fino alla Costa Rica, queste alte zone solitarie, spoglie di vita vegetale, sono nore con il termine di páramos e caratterizzate da alte pinate simili ai girasoli che s’innalzano tra le erbe ed i variopinti fiori di Hawortia. Più a sud, in Perù, il páramo cede il posto alla puna, alta fino a 90 cm, è la bromeliacea Puya raimondii, le cui foglie, simili a spade, sono armate di spine acuminate.

Molti uccelli sono ben adattati a sopportare il clima rigido e la limitata disponibilità di cibo delle fredde regioni montane, ed i laghi ed i torrenti andini costituiscono un habitat isolato e protetto per alcuni uccelli acquatici tra i più interessanti.

TAPACULA UNICOLORE

Nome scientifico: Scytalopus unicolor

Piccola descrizione: 15 cm. Sopranomminato “gallito” per il suo modo di incedere simile a quello dei gallinacei.

Il Tapacula è un uccello di eccezionale timidezza che vive nello scrub spinoso, sugli altopiani e nelle foreste fredde ed umide del Cile meridionale. Riluttante a prendere il volo, preferisce correre o camminare a terra, con la coda tenuta in posizione eretta sul dorso, abitutine, questa, che ha valso ad alcune specie il nome locale di gallito, piccolo gallo. Quando l’uccello è in cerca di cibo nella folta copertura della vegatazione, il suo acuto richiamo serve poco per indicarne la posizione.

Il nome della famiglia cui appartengono le 29 specie di Tapacula, Rinocriptidi – Rhinocryptidae, si riferisce alla strana mascherina di tessuto cutaneo mobile che copre le loro narici. Le dimensioni di questi uccelli variano da quelle di una scricciolo a quelle di un tordo, e sono reperibili negli habitat montani dalla Costa Rica a Capo Horn, con alcune specie che occasionalmente si avventurano più in basso, nella calda foresta dei bassopiani. La dieta consiste in larve, insetti e ragni raccolti a terra o nella vegetazione dello scrub. I Tapacula costruiscono nidi molto vari. Alcuni nidificano in tane ed altri usano dei tronchi cavi. Alcune specie infine costituiscono un nido a cupola con erba e ramoscelli alla base di un cespuglio.

Vengono deposte da due a quattro uova bianche, ma si ben poco del comportamento riproduttivo del Tapacula. Un ornitologo, osservando un nido di Scytalopus unicolor sul vulcano Tungurahua, in Ecuador, ha notato che entrambi i genitori portare insetti al nido, a forma di palla nera di steli finemente intrecciati, collocato in una spaccatura del suolo e nascosto da una cortina protettiva di muschio e di selaginella.

Tapacula unicolore

Tapacula unicolore

COLIBRÌ ESTELLA

Nome scientifico: Oreotrochilus estella

Piccola descrizione: 8 cm. Il Colibrì delle alte quote del “páramo” e della “puna”.

Il Colibrì estella presenta tutte le caratteristiche fisiche tipiche della famiglia dei Trochilidi: perfezione di volo, corpo minuscolo e capricciosi ornamenti.

Quasi tutte le le 320 specie di Colibrì risiedono ai tropici, dalle foreste pluviali e dai deserti della zona bassa alle vette delle Ande, coperte di neve. Il Colibrì estella è ben adattato al clima rigido del páramo e della puna, ed è reperibile fino ad un’altezza di 4.500 m sopra il livello del mare.

Come altri Colibrì, l’estella si ciba per lo più del nettare succhiato dai fiori con la sua lingua tubolare, ma a differenza di molte specie affini, è solito anche arricchire la sua dieta con insetti e piccoli ragni catturati nei boccioli dei fiori montani, o vicino ad essi.

Per conservare energia nelle notti fredde, l’estella fa sì cha la sua temperatura corporea cada, arrivando allo stesso livello della temperatura dell’aria circostante. Per evitare un raffredamento eccessivo, si rifugia per riposare in grotte dove la temperatura notturna rimane di pochi gradi superiore alla temperatura esterna.

Senza alcun aiuto da parte del maschio, la femmina costruisce un grosso nido ben isolato, assicurandolo talora con nettare alla superficie rocciosa, dove può accogliere i primi caldi raggi del sole del mattino, pur restando protetto dai raggi dardeggianti del mezzogiorno, che potrebbero facilmente rivelarsi fatali per i piccoli implumi. Sebbene i Colibrì in fase di nidificazione siano di solito solitari, sulle pendici del vulcano Cotopaxi una sottospecie di estella ha adottato abitudini coloniali.

Colibrì estella

Colibrì estella