Amici Volanti

Amici Volanti

   Feb 26

America Meridionale Pt.6

Non Solo America Meridionale

NOCCIOLAIA

Nome scientifico: Nucifraga caryocatactes

Ordine: passeriformi

Famiglia: corvidi

Descrizione: è simile ad una gazza. Ha corpo di colore oscuro (frase poetica), maculato di bianco, becco robustissimo lungo quanto il corpo. In autunno ed in inverno scende dalle regioni europee del Nord verso l’Europa centrale; giunge, se pur in scarso numero, anche in Italia, dove nidifica nei boschi di conifere delle alte montagne. Si nutre di semi e di nidiacei.

Comportamento: si riproduce in boschi di conifere e misti. Il nido è su una conifere, generalmente vicino al tronco e decisamente in alto.

Nido: una coppa di ramoscelli e licheni, con po’ di terra. Rivestita internamente con una spesso strato d’erba e licheni sottilissimi.

Stagione riproduttiva: inizia da metá marzo al sud, sino ad aprile o maggio al nord. Covata singola.

Uova: di soltio 3-4 a volte 2-5. Di colore azzurro molto pallido verdognolo, punteggiate e macchiettate di marrone oliva e di grigio.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli di circa 26 ore. Sono covate da entrambi i sessi, che iniziano con il primo o con il secondo uovo. 17-19 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono nutriti da entrambi gli adulti. Abbandonano il nido a 21-28 giorni, ma rimangono dipendenti dai genitori per 2-3 mesi.

Nocciolaia

nocciolaia

Nocciolaia colombiana

nocciolaia colombiana

BALLERINA BIANCA

Nome scientifico: Motacilla alba

Ordine: passeriformi

Famiglia: motacillidi

Descrizione: la ballerina bianca ha abitudini quasi esclusivamente terricole e si trova più frequentemente in zone aperte e coltivate, sulle sponde di corsi d’acqua e di stagni e nei pascoli. Di solito si sposta sul terreno muovendo la coda su e giù. La ballerina bianca si incontra facilmente nei parchi e nei giardini dell’Europa occidentale. La ballerina bianca nidifica a nord e sverna a sud. È un uccello canoro.

Comportamento: si riproduce in una grande varietè di ambienti, di solito in estensioni erbose aperte uniformi, spesso vicino all’acqua e associate alle attivitá umane. Il nido è una concavitá o un buco in vari siti: muri, edifici, tubature e condotti di scariso, argini, falesie, tetti di paglia, alberi, cumuli di sabbia con graminacee; anche nei nidi del topino o del balestruccio, o in vecchie coppe nido abbandonate da altri uccelli, a livello del suolo o più in alto.

Nido: una coppa di steli, ramoscelli, foglie, radici e muaschio, con rivestimanto interno di peli, piume e lana. È costruito solo dalla femmina.

Uova: normalmente 5-6, occasionalmente 3-7. Color grigio o bianco azzurrastro, punteggiate di grigio e grigio bruno.

Incubazione: principalmente o solo dalla femmina.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Abbandonano il nido a 13-16 giorni.

Altre specie:

Cutrettola (Motacilla flava): si riproduce in pascoli di pianura, prati umidi, paludi, oppure in terre coltivate, spesso vicino all’acqua; anche in brughiere aperte con vegetazione erbacea bassa. Nido dul terreno, in una concavitá, nella vegetazione folta o sotto le foglie di piante basse.

Nido: una coppa di erbe, steli di piante e radici, costruita in una depressione, con un cospicuo rivestimanto interno di peli e occasionalmente pelo e lana.

Uova: normalmente 5-6, raramente 7. Color fulvo pallido o grigiastro, macchiettate di fulvo giallastro.

Incubazione: principalmente la femmina, che inizia con l’ultimo uovo deposto. 12-14 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Abbandonano il nido a 10-13 giorni; volano a 17 giorni circa.

Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola): a nord del proprio areale di nidificazione si riproduce in boschetti di salici e tra cespugli negli acquitrini o sulle sponde dei laghi; altrove in luoghi simili in aree forestali montane. Nido in un concavitá sul terreno o sul bordo di un argine, nascosto da laberi, arbusti sporgenti o da pietre.

Nido: una coppa di consistenza variabile a seconda dei luoghi. Composta di steli di piante e muschio, con rivestimanto interno di folgie peli. Nelle regioni più fredde con più lana, peli e piume.

Uova: normalmente 4-5, raramente 6. Color grigio pallido o fulvo, macchiettate di marrone grigiastro e grigio opaco, o marrone chiaro.

Ballerina gialla (Motacilla cinerea): è leggermente più grande, della ballerina bianca (Motacilla alba) ha capo e dorso grigi, con gola nera (in estate) e parti inferiori giallastre. Riproduzione: si riproduce si dolito lungo i corsi d’acqua a carattere torrentizio poco profondi, collinari, oppure sulle rive di laghetti di collina. Il nido è una concavitá oppure una fessura in un argine o in una falesia presso acque correnti, oppure tra le radici d’albero sulle rive dei cordi d’acqua. Puó nidificare sulle rive di fiumi a corso dei mulini. Talvolta usa vecchi nidi di merlo acquaiolo. Nido: una coppa di ramoscelli, radici, erbe e muschio, con rivestimanto interno di peli e talvolta piume.

Uova: normalmente 4-6, raramente 3-7. Di colore crema o fulvo grigiastro, chiazzate di fulvo grigiastro.

Incubazione: proncipalmente dalla femmina, ma talvolta con l’aiuto del maschio. 11-14 giorni.

Allevamento: i nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori. Lascinao il nido a 11-13 giorni. Possono volare a 17 giorni circa.

Ballerina bianca

Ballerina bianca

AMERICA MERIDIONALE

FORESTA PLUVIALE TROPICALE

FORMICARIO BICOLORE

Nome scientifico: Gymnopithys bicolor

Piccola descrizione: 13 cm. Dà la caccia alle formiche seguendo le truppe di soldati nei loro spostamenti.

Sebbene non abbiano i colori brillanti di molte specie tropicali, i 231 membri della famiglia dei Formicaridi sono tra i più begli uccelli della foresta: il loro fine piumaggio sui toni del nero, bianco, marrone, verde oliva e rossiccio li adatta perfettamente ad una vita spesa alla ricerca del cibo nella parte interna e meno illuminata della foresta pluviale tropicale.

I Formicari sono gregari di natura ed i membri di differenti specie possono riunirsi in stormi misti, vagabondando attraverso i livelli più bassi della foresta, alla ricerca di cibo. In questi gruppi, il Formicario bicolore è il membro più volubile e visibile, ed il suo canto pieno di entusiasmo, anche anche se spesso poco musicale, sovente rivela la presenza di uno stormo altrimenti tranquillo e poco chiassoso. Tutti i Formicaridi hanno una dieta a base di insetti e di altri piccoli vertebrati, raramente arricchita con frutti.

Il Formicario bicolore appartine ad un piccolo gruppo di specie che hanno sviluppato una tecnica venatoria estremamente evoluta. Seguono nel loro cammino un gruppo di formiche-soldato, ed esercitano la loro attività predatoria non solo su di queste, ma anche su tutti gli insetti, blatte ed altre piccole creature che escono dal loro riparo al passaggio della colonna in movimento. Il maschio del Gymnopithys bicolor, come molti altri Formicaridi, fa spesso omaggio alla sua compagna di un insetto particolarmente prelibato secondo uno schema di comportamento che serve a rafforzare il legame di coppia.

Il nido è costruito in genere nel tronco cavo e spezzato di una palma caduta, ed in esso, su di un cuscinetto di foglie sminuzzate, la femmina depone le sue due uova con le picchiettature vivaci, tipiche di tutti i membri della famiglia.

Formicario bicolore

Formicario bicolore

ARPIA

Nome scientifico: Harpia harpya

Piccola descrizione: 80 cm. Si trova la vertive della “piramide alimentare” della foresta.

L’Arpia, con la sua superba cresta, occupa la posizione più elevata nella catena alimentare della foresta, predatrice com’è di tutti gli uccelli e di una grande varietà di mammiferi, tra cui scimmie, bradipi, aguti, coati e porcospini.

Il suo peso arriva anche a 7 kg, e ciò contribuisce a fare dell’Arpia una delle aquile più potenti: come tutti i grossi predatori, ha bisogno di un vasto territorio in cui cacciare. La densità della sua popolazione è talmente bassa che è difficile osservarene i nidi, pochi dei quali sono stati studiati nei particolari. Si tratta di costruzioni enormi, disordinate, poste di solito sulla biforcazione di un alberi gigantesco che si erge al di sopra della volta della foresta.

Ogni coppia alleva, ad anni alternati, un solo piccolo, che viene nutrito dai genitori fino ad almeno nove mesi di vita, quando cioé è in grado di volare bene.

Arpia

Arpia

BUCCO DALLA FRONTE BIANCA

Nome scientifico: Monasa morphoeus

Piccola descrizione: 28 cm.

Cacciatori-acrobati

Il piumaggio sobrio del Bucco dalla fronte bianca è interrotto dal bianco ciuffo facciale, alla base del becco, color arancione e rosso. Come le 31 altre specie della famiglia, tipica dell’America tropicale, il Bucco è prevalentemente carnivoro e si nutre di insetti e piccoli invertebrati.

Limitato alle foresta calde ed umide dei bassopiani, il Bucco dalla fronte bianca caccia stando appollaiato su un ramo in apparente apatia finché non scorge una preda tra il fogliame. Con sorprendente velocità allora l’uccello spicca il volo, cattura l’insetto e torna al suo posatoio.

Il Bucco nidifica in un lungo tunnel scavato nel terreno pianeggiante o appena scosceso. L’ingresso è nascosto da una “collana” di foglie morte e di ramoscelli, e la camera nuziale, all’estremità interna del tunnel, è rivestita con un fitto tappetto di foglie morte. Le uova non sono mai state viste, ma sono probabilmente bianche e senza picchiettature, come in altre specie a questa strettamente imparentate. Allevano fino a tre nidiate all’anno ed i piccoli nascono ciechi, con prominenti cuscinatti callosi alle estremità, forse per proteggere i piedi dallo strofinio contro il rivestimento della camera nuziale.

Ogni nido viene accudito da tre o quattro uccelli adulti, i genitori ed i “fratelli maggiori”, della precedente nidiata, ma raramente il cibo viene portato dentro il nido. L’adulto si fa sentire all’ingresso del nido, emettendo un richiamo caratteristico, al quale i piccoli, sebbene ciechi e quasi incapaci di muoversi, rispondono facendosi faticosamente strada lungo la tana per afferrare il cibo.

A volte il nido viene scovato e distrutto da un mammifero con potenti artigli, quale il taira, ma gli adulti preposti alla custodia del nido continueranno a portare cibo per giorni e giorni, chiamando con tono lamentoso i piccoli.

I piccoli abbandonano il nido a quattro settimane d’età, sollevandosi istintivamente in volo per andare ad appollaiarsi nell’alto della volta. Essi imparano presto a catturarsi il cibo in un modo molto particolare. Invece di portare cibo ai piccoli, l’adulto si appollaia ad una certa distanza tenendo nel becco un insetto o una lucertola ed emettendo il classico richiamo. Il piccolo si lascia cadere dal suo posatoio e volando va ad afferrare il cibo dal becco del genitore, senza fermarsi, in una “prova generale” perfetta di quello che sarà in seguito il suo volo di caccia.

Bucco dalla fronte bianca

Bucco dalla fronte bianca