Amici Volanti

Amici Volanti

   Feb 25

America Meridionale Pt.4

Non Solo America Meridionale

STERNA BIANCA

Nome scientifico: Gygis alba

Ordine: caradriiformi

Famiglia: sternidi

Descrizione: ha un profilo sottile e aggraziato ed un piumaggio completamente bianco; nidifica nelle isole tropicali, ma trascorre la maggior parte del tempo sul mare.

Comportamento: la femmina di questa specie depone un unico uovo nudo, direttamente sui rami degli alberi; alla schiusa il pulcino, dotato di grandi zampe con lunghi artigli, rimane in equilibrio sul ramo su cui nasce fino a quando acquisisce la capacitá di volare.

Altre specie:

Sterna comune o rondine di mare (Sterna hirundo): si riproduce su rive ghiaiose o sabbiose, di solito lungo le coste marine, a volta sulle rive dei fiumi; su dune sabbiose, isole costiere di sabbia o roccia, paludi salmastre, a volte in laghi d’acqua dolce dove i nidi possono essere su tronchi galleggianti o su erbe acquatiche. Nido sul terreno. Nidifica in colonie.

Nido: una concavitá non rivestita o guarnita in modo variabile con materiale vegetale raccolto nei pressi e qualche piuma; è costruito dalla femmina.

Uova: di solito 2-3, raramente 4. Color crema o sfumate di giallastro molto pallido, verdastro od oliva; oppure fulvo od oliva pallidi o intensi.

Incubazione: uova deposte ad intervalli di 1-2 giorni. Covano entrambi gli uccelli, principalmente la femmina, iniziando con il primo uovo. 20-23 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Possono abbandonare il nido dopo 3 giorni, ma vi ritornano per essere coperti. Sanno nuotare fin da piccoli. Iniziano a volare a circa 28 giorni.

Fraticello (Sterna albifrons): è la sterna più piccola, lungo 20 cm e dotato di un’apertura alare di 51 cm. Si riproduce generalmente in colonie, su spiagge sabbiose o ghiaiose lungo le coste oppure su dossi ed isolotti in estuari e fiumi. Nido: una leggera concavità, di solito non foderata o con poche piante adiacenti al nido, pietruzze o frammenti di conchiglie. È costruito dalla femmina.

Uova: di solito 2-3. Molto pallide di color oliva, fulvo, o crema.

Incubazione: le uova sono deposte a giorni consecutivi. Sono incubate da entrambi gli uccelli, che di solito iniziano con il secondo uovo. 19-22 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Possono lasciare il nido dopo 1 giorno, ma rimangono nei pressi. Volano a 15-17 giorni.

Sterna di Forster (Sterna forsteri): è diffusa in Nord America e nidifica in ambienti umidi dell’entroterra o sulle coste.

BECCAPESCI

Nome scientifico: Sterna sandvicensis

Ordine: caradriiformi

Famiglia: sternidi

Descrizione: il beccapesci è un’uccello marino di taglia media-piccola, che cattura il pesce tuffandosi nell’acqua. Si riproduce sulle coste o vicino ad esse, su dossi sabbiosi o ciottolosi, dune, depositi sabbiosi ed isolotti lontani dalla costa, oppure su basse isole rocciose o in lagune vicino al mare. Nidifica in colonie con nidi molto vicini l’uno all’altro.

Nido: una leggera concavitá a volte non rivestita oppure con una piccola quantitá di materiale vegetale raccolto nelle vicinanze del nido.

Uova: di solito 2, a volte 1, raramente 3. Giallo pallido, fulvo giallastro o bianco crema.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli di due giorni. Sono covate da entrambi i genitori che iniziano con il primo uovo. 20-24 giorni.

Allevamento: i pulcini possono nascere ad intervalli di 2-3 giorni al massimo. Sono accuditi da entrambi i genitori. A seconda del loro numero e dell’ambiante circostante i giovani possono nascondersi o raggrupparsi riunendosi in un assembramento, generalmente durante la seconda settimana, di solito sulla riva; sono nutriti dai genitori, che riconoscono i propri pulcini. Volano a circa 35 giorni; gli adulti sono stati visti nutrire i pulcini sino alla migrazione d’agosto.

Altre specie:

Sterna zampenere (Gelochelidon nilotica): si riproduce sulle rive delle lagune salmastre e di laghi poco profondi, sulla sabbia, sul terreno o sul fango secco, in colonie con nidi molto vicini l’uono all’altro.

Nido: una leggera concavitá nella sabbia soffice o nella terra, in genere con scarso rivestimento d’erba, alghe e vegetazione vicina la nido.

Uova: di solito 3, a volte 2-5, covate più grandi sono dovute probabilmente a due femmine. Da fulvo crema molto pallido a fulvo giallastro pallido.

Incubazione: le uova sono deposte ad intervalli giornalieri. Sono covate da entrambi gli uccelli che iniziano con il terzo uovo. 22-23 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Cominciano a volare a circa 4 settimane, e sono in grado di farlo bene a circa 5 settimane.

Sterna di Rüppell (Sterna bengalensis): si riproduce lungo le coste marine; nidifica su fasce sabbiose o tra le dune; su ciottoli, su rocce piane sulle spiagge, anche su isole al largo o su rive sabbiose. Nidifica generalmente in colonie grandi ed affollate.

Nido: una leggera concavitá, di solito non rivestita.

Uova: di soltio 1, occasionalmente 2. Bianche o bianco crema, o sfumate di rosa o di fulviccio chiaro.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Abbandonano il nido dopo pochi giorni e si muovono in grandi gruppi con pochi adulti, mentre i genitori sono in cerca di pesci.

Sterna dalle redini (Sterna anaethetus): si riproduce su isole pianneggianti o rocciose o caralline. Il nido, a differenza di quello della maggior parte delle sterne, è posto di solito in una profonda fenditura, in una grotta o tra la vegetazione fitta, come in bassi cespugli.

Nido: una leggera concavità, non foderata o con poche foglie o pietre.

Uova: solo 1. Bianco crema o brunastro pallido o rosato.

Incubazione: covate da entrambi i sessi.

STERNA MAGGIORE

Nome scientifico: Hydroprogne tschegrava

Ordine: caradriiformi

Famiglia: sternidi

Piccola descizione: vive sulle coste dell’oceano, dove si nutre di pesci e di piccoli invertebrati marini e nidifica in popolose colonie sul terreno, sulle spiagge o nelle aree aperte dell’entroterra.

Descrizione: si riproduce lungo le coste, su spiagge sabbiose o pietrose, sulle rive dei grandi laghi e su isole al largo della costa. Il nido è sul terreno, sulla sabbia nuda, su spiagge di conchiglie o di ciottoli. Di solito nidifica in colonie, occasionalmente in coppie solitarie.

Nido: un leggero avvallamento, non rivestito oppure con un po’ di detriti vegetali di piante vicine.

Uova: di solito 2-3, raramente 1. Da color crema pallido a fulvo crema; segnate con punti, macchie e chiazze piuttosto piccole, nere, oliva, marroni e grigio pallido.

Incubazione: covano entrambi gli uccelli, iniziando con il primo uovo. 20-22 giorni.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Dopo pochi giorni i pulcini abbandonano il nido e si nascondono tra la vegetazione nelle vicinanze. Volano a 25-30 giorni.

Sterna marina (Sterna bergii): si riproduce lungo le coste marine; nidifica su lingue sabbiose, ciottolose ed in zone rocciose pianeggianti, spesso su isole al largo di dossi sabbiosi. Di solito in colonie numerose.

Nido: una leggera concavitá, di solito priva di rivrstimento o con pochi stecchi e frammenti di conchiglie.

Uova: di solito 1, a volte 2. Color crema molto pallido, bianco avorio o sfumate, a volte intensamente, di rosa, fulvo rosato, giallastro pallido o giallo olivastro.

Allevamento: i pulli sono accuditi da entrambi i genitori. Abbandonano il nido a circa 3 giorni e si nascondono tra la vegetazione bassa nelle vicinanze. I pulcini piú grandi possono nuotare quando sono spaventati ed imparano a immergersi molto presto.

AMERICA MERIDIONALE

FORESTA PLUVIALE TROPICALE

ARARAUNA

Nome scientifico: Ara ararauna

Piccola descrizione: 85 cm. Il più variopinto tra tutti i pappagalli dell’America Meridionale.

Poche sono le famiglie in grado di eguagliare la sorprendente ricchezza cromatica dei Psittacidi, una famiglia che comprende uccelli per li più tropicali, tra cui Pappagalli, Araraune, Parrocchetti, Cacatua e Lorichetti. Tra le 111 specie sudamericane le più grandi e più ricche di colori sono le 14 Araraune reperibili nelle fitte foreste pluviali tropicali.

L’Ararauna azzurra e gialla sorvola la volta delle foreste in coppie o in grandi stormi costituiti da uccelli che volano in coppia. Occasionalmente si osservano dei gruppetti composti dai due genitori e da un figlio adulto, oppure una coppia accompagnata da un intruso in cerca di un compagno. Visti dall’alto, da un aereo, ad esempio, offrono uno spettacolo eccezionale, con il loro piumaggio azzurro brillante che si staglia sullo sfondo verde scuro della foresta. Nonostante che i loro colori vivaci siano ben visibili, questi uccelli si avvalgono anche di richiami rochi e penetranti per render nota la loro presenza.

Le Araraune si cibano quasi esclusivamente dei frutti degli alberi della foresta, mostrando una certa preferenza per i noccioli oleosi e nutrienti di molto frutti a guscio duro. I gusci spessi ed anche i rivestimenti più duri non rappresentano certo un problema per il possente becco dell’Ararauna, che è in grado di piegare e rompere anche le più solide gabbie di ferro per uccelli. Sfortunatamente, nonostante l’ampia area di distribuzione dell’Ararauna, i particolari del suo comportamento non sono stati studiati in modo approfondito. Le informazioni in proposito sono scarse, ma l’osservazione di specie affini riduce a pensare che nidifichi in cavità nella parte alta degli alberi, dove depone un piccolo gruppo di uova bianche, dal guscio liscio. cuore

Ararauna

Ararauna

COLOMBO ROSSO DI MONTAGNA

Nome scientifico: Geotrygon montana

Piccola descrizione: 24 cm. Particolari adattamenti dell’attività riproduttiva permettono la sopravvivenza di questo uccello che nidifica la suolo.

Il Colombo rosso di montagna, con un’area di distribuzione che va dall’Argentina settentrionale al Messico ed alle isole del Mar Caraibico, è uno tra i columbidi sudamericani più diffusi.

Con quella oscillazione del capo che è tipica della sua famiglia, il Colombo rosso di montagna fruga nel letto di foglie che ricopre il pavimento della foresta, alla ricerca di semi e bacche. Le coppie vanno spesso insieme alla ricerca di cibo, lanciandosi richiami intermittenti, in un tono basso, lamentoso. Le uova del Colombo rosso di montagna, a differenza di quelle di tutti gli altri columbidi che sono bianche, sono di color marroncino, per mimetizzarsi nella luce un po’ smorzata della foresta, dove abbondano i predatori che si cibano di uova. vengono poste in un nido a struttura poco solida, fatto di rametti e foglie, e nascosto in un cespuglio o su di un tronco reciso di albero, tra il fitto del fogliame. La femmina cova le uova per tutta la notte, come accade presso tutti i colombi, ed all’alba il maschio prende il suo posto, rimanendovi fino a pomeriggio inoltrato. La cova, che dura 11 giorni, è eccezionalmente breve per un colombo, ed i piccoli si sviluppano molto rapidamente. I neonati vengono nutriti dapprima individualmente, ma presto imparano a nutrirsi da soli, prendono il cibo rigurgitato dai lati del becco del genitore. Le “poppate” vengono rapidamente ridotte da 22 al giorno a tre o quattro, della durata di 25 minuti circa, ed i piccoli sono in grado di camminare quando hanno otto giorni e di volare bene a dieci giorni. Le uova abilmente cammuffate contro i predatori, il breve periodo di cova ed il rapido sviluppo dei piccoli sono tutti meccanismi di “sopravvivenza” evolutisi nel corso di moltissimi anni.

Colombo rosso di montagna

Colombo rosso di montagna

JACAMAR DALLA CODA ROSSA

Nome scientifico: Galbula ruficauda

Piccola descrizione: 23 cm. Un cacciatore acrobatico con una spiccata predilizione per le farfalle.

In tutto simile ad un grosso colibrì, lo Jacamar dalla coda rossa è il più diffuso ed adattabile delle 15 specie di Jacamar reperibili nell’America tropicale e merita di essere ricordato soprattutto per il suo canto melodioso ricco di trilli e di crescenti musicali.

Questa specie, i cui componenti vivono da soli o a coppie, vive nelle parti più aperte della foresta pluviale e nelle zone erbose più secche, fino a circa 1.000 m sul livello del mare. Appollaiato su di un ramo basso e bene in vista, lo Jacamar continua a guardarsi intorno, finché non posa gli occhi su di un insetto che vola. Con un balzo velocissimo, afferra la vittima con il suo lungo becco e fa ritorno al posatoio dove, se l’insetto è grosso, lo sbatte con forza contro un ramo finché non gli si spezzano le ali, secondo uno schema di comportamento simile a quello di alcuni uccelli africani che si cibano di api.

Come altri della sua specie, lo Jacamar dalla coda rossa cattura molte farfalle, anche di grosse dimensioni, libellule e coleotteri.

Lo Jacamar dalla coda rossa si costruisce il nido in una tana ricavata in un banco di terra, in un grosso termitaio o in un mucchietto di argilla, attorno alle radici di un albero caduto. Con becchi che sembrano troppo delicati per un lavoro tanto pesante, sia il maschio che la femmina scavano la loro galleria nell’argilla indurita: il ruolo specifico del maschio è quello di aiutare la femmina procurandole il cibo.

Sul terreno nudo della tana, la femmina depone le due uova bianche e le cova ogni notte. Durante il giorno entrmbi i genitori si dividono questo compito, dandosi il cambio ad intervalli di poche ore, per tutto il periodo di cova, che va dai 19 ai 23 giorni. I piccoli, appena usciti dal guscio, sono totalmente ciechi e, fatto alquanto sorprendente sono ricoperti da un’abbondante e lunga lanugine bianca. Man mano che i piccoli crescono, diventano molto loquaci, ripetendo i richiami ed i canti, mentre apsettano il cibo. Sebbene il nido non venga mai pulito, il piumaggio dei piccoli è sempre candido e lucido finché, dopo 25 giorni, essi abbandonano il nido per cominciare la loro vita indipendente.

Jacamar dalla coda rossa

Jacamar dalla coda rossa