Amici Volanti

Amici Volanti

   Feb 22

America Meridionale Pt.2

 Non Solo America Meridionale

PORCIGLIONE O RALLO

Nome scientifico: Rallus aquaticus

Ordine: gruiformi o ralliformi

Famiglia: rallidi

Piccola descrizione: ha collo mediocre (cioè non molto lungo), zampe brevi e dita lunghe. Ha le dimensioni di una quaglia, di color bruno, a macchie grigie superiormente, grigio scuro sul ventre. Ha volo pesante (cioè non è in grado di volare molto bene).

DESCRIZIONE

Vive tra i canneti delle paludi, dove scivola e si arrampica, agevolato dal suo corpo compresso. Ha colore predominante bruno olivastro sul dorso, azzurrino sul petto e striscie bianche laterali. Si nutre di molluschi, insetti d’acqua, piccoli pesci e semi.

Habitat: abita luoghi paludosi e gli stagni, e si nutre di piccoli animali acquatici. È detto anche Rallo. Vive nelle paludi o nelle prateria umide, frequenta di preferenza gli acquitrini ricchi di canne e ninfee.

RIPRODUZIONE

Si riproduce in canneti, paludi, o tra la vegetazione lungo le rive di laghi, fiumi e ruscelli. Il nido è nascosto tra la vegetazione alta vicino all’acqua o dentro di essa; spesso tra la fitta vegetazionw più bassa dei canneti e dei giuncheti, dove di puó essere posto sopra il livello del suolo. Il nido è una coppa aperta, ma le piante più alte attorno ad esso possono esservi ripiegate sopra per nasconderlo alla vista dall’alto.

Nido: una coppa voluminosa di foglie di canna morte e frammenti di vegetazione acquatica.

Uova: generalmente 6-10, talvolta 5-16. Da bianco crema a fulvo crema molto pallido con piccole macchie e punti sparsi, color marroni rossiccie o grigio azzurre.

Incubazione: le uova sono poste a giorni consecutivi. La cova è curata da entrambi i sessi, ma principalmente dalla femmina; inizia a depozizione completa. 19-20 giorni.

Allevamento: i pulcini nascono in un breve periodo di tempo e rimangono nel nido. Il cibo viene loro portato per i primi giorni, mentre un genitore li copre. Quindi seguono gli adulti. Divengono indipendenti in circa 7-8 settimane.

Tristemente ricercato

Le sue carni sono molto ricercate.

COLOMBACCIO

Nome scientifico: Columba palumbus

Ordine: columbiformi

Famiglia: columbidi

DESCRIZIONE

Più grande del piccione selvatico (Columba livia) e dei discendenti di questo, i comuni piccioni cittadini, il colombaccio è lungo circa 30 cm e presenta una colorazione grigio-azzurra sul dorso, violacea sul petto e bluastra sull’addome, con segni neri sulle ali e aree biancastre sulle parti posteriori. I lati del collo, soprattutto nel maschio, sono iridescenti. Manifesta un comportamento gregario, una notevole adattabilitá e compie lunghe migrazioni.

DISTRIBUZIONE

Lo si trova nelle zone montuose del Nord Africa, in Europa e nell’Asia occidentale.

RIPRODUZIONE

Si riproduce in zone boschive e in aree coltivate, di rado in regioni senza alberi. Il nido puù essere a varie altezze, su un albero o su un cespuglio; più di rado sulla sporgenza di un edificio o sulla roccia e talvolta sul terreno in territori privi d’alberi. Puó essere costruito nel vecchio nido di altri uccelli.

Nido: una piattaforma di ramoscelli, sottile ma stabile; le uova talvolta sono visibili dal basso.

Uova: di solito 2. Raramente 1. Bianche.

Incubazione: da entrambi i sessi, iniziando con il primo uovo. 17 giorni.

Allevamento: come il piccione selvatico, volano a 29-35 giorni.

ALTRE SPECIE

Colombaccio delle Canarie (Columba trocaz) e Colombaccio dell’arcipelago di Madeira, Oceano Atlantico a nord delle isole Canarie (Columba trocaz bollei): si riproducono in foreste sempreverdi. Il nido è su un albero o un cespuglio (Columba trocaz) o su sporgenze rocciose nascoste (Columba trocaz bollei).

Nido: simile a quello del colombaccio, ma più consistente.

Uova: solo 1. Bianco.

Incubazione: 21 giorni.

Colombaccio delle isole di Palma e Gomera, isole Canarie (Columba junoniae): si roproduce nelle foreste a macchia delle Isole Canarie di Palma e Gomera. Il nido è in un fessura o su una sporgenza di un pendio roccioso.

Uova: 1 uovo. Bianco crema.

Incubazione: 21 giorni.

Allevamento: mettono le penne in 28 giorni.

Colombaccio

colombaccio

UCCELLO PARASOLE

Nome scientifico: Cephalopterus ornatus

Ordine: passeriformi

Famiglia: cotingidi

Descrizione: di indole solitaria, l’uccello parasole è caratteristico per la cresta prominente. Essa è formata da penne curve ed erettili e viene distesa in avanti a coprire a guisa di ombrello il capo e il becco. Il maschio è lungo circa 46 cm, di colore nero bluastro, e sotto il mento ha un’escrescenza carnosa, coperta di penne, lunga fino a 30 cm. La femmina di quest’uccello è anch’essa nera, ma di una tonalitá più spenta, e ha cresta e bargigli più corti di quelli del maschio.

Distribuzione: originario delle foreste tropicali umide dell’America centromeridionale, dal Costa Rica al Brasile.

AMERICA SETTENTRIONALE

LE ZONE AGRICOLE: UN NUOVO AMBIENTE

Le principali fonti di cibo dell’uomo sono le piante erbacee, o gli animali che di esse si cibano: le zone agricole spesso non sono altro che distese d’erba artificiale. Di conseguenza, gli uccelli che meglio sono riusciti ad adattarsi all’agricoltura sono state le specie di prateria. Per molte di queste, il disboscamento delle foreste dell’America nordorientale ha creato vaste zone nuove di habitat ideale. Le specie di foresta andavano diminuendo di numero, fino a poi scomparire, e venivano gradualmente sostituite da Zigoli, Killdeer, Pettirossi azzurri, Rondini e molte altre specie che hanno bisogno di spazi aperti. D’altro canto, buona parte dei pascoli degli stati nordorientali sta attualmente ritornando allo stato di foresta. Con il proseguire di questo processo, uccelli come il Bobolink, fino ad oggi migratore dalla costa orientale, vedranno i loro ranghi decimati, e specie come l’Uccello-fornaio ed il Codirosso probabilmente si stabiliranno nei campi abbandonati. Il diffondersi dell’agricoltura si è tradotto nella distruzione dell’habitat di uccelli come il Tetraone di prateria, la cui necessità principale è proprio la prateria indisturbata ed intatta. Di tutti gli habitat nordamericani, le praterie sono probabilmente quelle che più hanno sofferto a causa dell’impatto della presenza umana. Per quelle specie che non sono state in grado di adattarsi alla coltivazione, il futuro è tutt’altro che roseo.

Le zone agricole

Campo agricolo

KILLDEER

Nome scientifico: Charadrius vociferus

Piccola descrizione: 23 cm. Le sue “azioni diversive” sono provocate dal constrasto di fortissimi istinti.

Il Killdeer è il chiassoso e vistoso piviere tipico dei campi arati, dei campi da golf e di altri spazi aperti, e sembra occupare la nicchia che altrove compete ad altre specie affini, assenti dall’America Settentrionale. Quasi tutti i parenti del Killdeer sono uccelli più piccoli, dall’aspetto anonimo, reperibili presso le spiagge ed i corsi d’acqua.

Come molti altri uccelli che nidificano a terra, il Killdeer esegue una complessa ed efficaccissima parata di “finto ferimento”, ogniqualvolta un intruso insiste nell’avvicinarsi al nido. Questa risposta disperata è preceduta, al primo approccio dell’intruso, da una più semplice azione difensiva. L’uccello si allontana dal nido (una struttura bassa, a volte rivestita di ghiaia o fili d’erba) e si alza in volo ad una certa distanza. Se la manovra non ha effetto, l’uccello atterra e, trascinandosi dietro l’ala, procede con andatura volutamente strascicante. Ciò distrae l’attenzione del predatore dalle quattro uova maculate o dai piccoli, e spesso avviene che esso concentri la sua attenzione sull’uccello “ferito” che, riprendendosi da tutti i suoi mali in maniera del tutto miracolosa, si alza in volo, emettendo sonori richiami.

Killdeer

Killdeer

AMERICA MERIDIONALE

ZONE TROPICALI BOSCHIVE

Formando una zona intermedia tra la folta foresta pluviale tropicale e le aride distese di deserto e brughiera, le zone tropicali boschive sono caratteristiche di territori con terreno poco fertile e con una stagione asciutta prolungata. Gli alberi sono, in genere, molto più piccoli di quelli della foresta pluviale: i più grossi, con tronchi massicci, espandono i loro rami in ampiezza, invece che inalzarsi contro il cielo. Molti alberi e cespugli, comprese le numerose palme tozze, sono spinosi e la vegetazione è adornata di liane e rampicanti, che ne fanno una aggrovigliata massa impenetrabile.

Questi boschi, verdi durante la stagione della sovrabbondanti piogge, possono diventare quasi privi di foglie nella stagione secca, quando molti alberi fioriscono, esplodendo in una profusione di colori: bianco, giallo, rosa e lavanda. Con l’avanzare della stagione, i gusci dei semi si aprono sotto il sole bruciante e le epifiti proliferano sui rami senza foglie, che vengono stupendamente drappeggiati da ghirlande grigie di muschio spagnolo (Tillandsia usneoides).

Soltanto uccelli resistenti ed eclettici si adattano a vivere in queste regioni caratterizzate da siccità prolungata e da scarsità di cibo, e le specie più comuni sono grossi uccelli cacciatori e spazzini, come falchi, caracara, ciacialaca e pappagalli.

Foresta pluviale tropicale

Foresta pluviale tropicale

CIACIALACA DALLA CODA ROSSA

Nome scientifico: Ortalis ruficauda

Piccola descrizione: 55 cm. Un componente molto ben adattato di una famiglia seriamente minacciata.

Le forti grida penetranti del Ciacialaca dalla coda rossa sono udibili attraverso tutti i boschi dell’America Meridionale. Si alzano cori, ai quali si uniscono una dopo l’altra tutte le voci del “guacharaca-ghuacaraca”, il nome venezuelano dell’uccello.

I Ciacialaca vivono in stormi poco uniti, cibandosi di frutti, foglie tenere e germogli, che raccolgono camminando con grazia tra gli alti rami sottili. Il massiccio nido aperto di rami, erba ed a volte foglie verdi viene generalmente posto in un cespuglio, nel quale la femmina da sola cova le tre uova, generalmente a superficie rugosa.

Sebbene molti membri della famiglia dei Cracidi corrano il pericolo di estinguersi, in seguito ad un’eccessiva attività venatoria ed alla distruzione dei loro habitat nelle foreste pluviali, il Ciacialaca, che vive nelle brughiere e nelle aree leggermente boscose, potrebbe ancora sopravvivere, anche in regioni agricole, se si prendessero immediatamente misure atte a proteggerlo.

Ciacialaca dalla coda rossa

Ciacialaca dalla coda rossa

LEPIDOCOLAPTE

Nome scientifico: Lepidocolaptes souleyetii

Piccola descrizione: 20 cm. Le penne della coda costituiscono un ulteriore punto di appoggio.

Insetti, ragni, piccole lucertole e rane costituiscono la dieta-base delle sessanta specie di lepidocolapti che vivono nella terraferma dell’America tropicale.

Appoggiandosi sulle punte rigide ed incurvate delle penne caudali (della coda), i Lepidocolapti corrono lungo i tronchi degli alberi e lungo i rami, scandagliando le varie fessure e sollevando pezzi di muschio o licheni, alla riverca di cibo. A differenza di altre specie che abitano nel folto, il Lepidocolapte preferisce i margini della foresta, le zone leggermente boschive e le zone di bughiera.

Il maschio e la femmina si richiamano emettendo trilli musicali mentre setacciano la zona in cerca di cibo, ma con il calar della sera ognuno si ritira da solo nella cavità di un albero. Durante la stagione degli amori, gli uccelli cercano una nicchia buia, nella quale portano pezzetti di corteccia dura. La femmina depone due uova su questo tappetto di frammenti di corteccia e le cova con l’aiuto saltuario del maschio. Entrambi i genitori nutrono i piccoli, portando un insetto per volta ai piccoli sempre affamati.

Lepidocolapte

Lepidocolapte

PICCHIO NANO OLIVACEO

Nome scientifico: Picumnus olivaceus

Piccola descrizione: 7 cm. Una fra i più agili picchi nani.

Questo agile picchio pigmeo, che si agita tra i sottili rami morti della parte alta degli alberi, a differenza dei suoi parenti più grossi, non ha bisogno di usare la coda come sostegno addizionale, mentre scava e sonda sotto la corteccia alla ricerca di formiche.

Durante la stagione degli accoppiamenti, il maschio e la femmina lavorano a turno per scavare un buco nel legno molle di un albero marcescente o di una siepe, lasciando un ingresso ben rifinito, con un diametro di circa due centimetri e mezzo. La femmina depone due o tre minuscole uova, di un bianco addirittura candido, su di un letto di sottili schegge di legno, posto sul fondo della camera ed entrambi i genitori si dividono il compito dell’incubazione, che dura 14 giorni.

Alla nascita, i piccoli sono implumi e ciechi e vengono nutriti di larve e crisalidi di formiche; sono in grado di volare dopo 24 giorni.

Picchio nano olivaceo

Picchio nano olivaceo